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L'oroaldo

1 SUCCESSI CAPITAI

"Col Razionarsi degli avvieni,
solcare il tempesto mar. Il solito di me esprimere.
Quivi giunsi ad libera traccia,
l'il tema della mi riscontranza.
E quivi giunsi ad libera pro traccia, nell'Arcano loco, in misure costanti, e tecnico ridenne al mio cospetto.
Co'tant'anni passai e in molti giusti non capii,
ma se fossi in loco chiaro adesso no sarei al libero volo"
Si disse chiar lindo Oroaldo, e si ritorse al suo mattutin opèro e pensiero.

Ritenne il sole nell'alto blu ciel e dì quattro ore passarono.

"Col Buongiorno ti Saluta" lo disse ill'omo conoscente all'Oroaldo "Col Suo" risposensi.
Voltò, andò alla Materna Casa piacevole, calda e turbolenta patria de' ricordi.

Oroaldo no avea c'alcun altro al suo stesso e al lavoro era un mestiero gran ben penso.
Alto, giovane e snello al paesano apparia, e poi venn reputo gentile, caro e bello.
Quan'illo passea per le vie nel borgo, al buongiorno o alla sera, tutto lo salutavan giulivi;
felici nel vederlo poichè da ragazz'or fu sempre.

All'alba mattutina del su operato, esso era solito, prima del sù opèro, andar in cammino al sentiero,
cosa a lui grata e gioviale.

Di Notte spesso, nell'ultimo tempo, sonnava l'eguale:
un giovine passante lì chiedente a lui consigli e opèri;
ma di notte in notte, in turbolento pensero, ello si svegliea in fulminea maniera,
col sembrasi che lui fè un sonno orrendo.

Al Giorno, sempre, tornava al su lavoro, dal sole mattutin al pomeridiano a quello serale;
di ciò, libera via ne' avea solo i' du giorni, il sesto e l' settimo,
in cui solitava riposante al parco verde smeraldo flora di cui ne avea il ricordo della madre.

2RICORDI
Giuliva orsù felice la donna matura, dalla rossa chioma e linda pelle caucasiana.
Portea l'figli in quel loco orsempre primaverile,

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6 commenti:

  • francesco gioia il 01/06/2010 14:52
    Carissimi,
    LA non convenzione è parte di me, io sono anticonvenzionale e se volete usare un termine forse più "aazzardato", io sono "diverso" nella mia scrittura.
    Sinceramente l'Oroaldo era un opera quando ho iniziata a scrivere, e intendo continuare a scrivere il racconto, e ora è diventato un racconto. Sapete nelle mie poesie o comunque se seguite il filo delle mie poesie vi accorgerete che alcune sono di semplice scrittura, altre sono di difficile comprensione, altre sono le mediane che posticipano l'une e anticipano l'altre. L'Oroaldo è "un'opera" in cui ho seguito un pensiero lessicale complesso. La mia scrittura non si basa su quanto il lettore possa capirla leggendola, ma su quanto essa possa emanare una emozione anche senza il bisogno di comprenderla. Scrivo quindi per me al fine di far capire agli altri cosa provo mettendo loro nei miei pensieri. Penserete che io sia pazzo. La mia professoressa d'italiano ha detto che sono nevrastenico e nevrotico. Comunque. Di mia scrittura c'è tutto, tutto è stato scritto da me... mi rifaccio magari a qualche termine arcaico e cerco di forzare la composizione a una foma tradizionale o forzatamente voluta in questo modo. Non c'è nulla di ripreso direi piuttosto "cercato" nel senso che io prima scrivo la poesia e poi ne ricerco le parole e la correggo più volte fino a quando non è definitiva.
    Nel caso dell'Oroaldo, un giorno ho pensato la prima frase del racconto e poi ho seguito lo stesso filone di pensiero trasferendoli su testo.

    DITEMI VOI accetto qualsiasi critica, esse costruiscono
  • laura cuppone il 01/06/2010 14:22
    ... mi ricorda qualcosa che non riesco a focalizzare...
    l'espressività, la costruzione... tutto.. persino termini...
    questa padronanza fa un po' a pugni(senza offesa, anzi) con l'età dello scrittore...
    ma l'ispirazione e il talento non hanno condizioni di sorta...

    piaciuto, comunque.
    Laura
  • Guido Ingenito il 01/06/2010 13:45
    io spero con tutto il cuore che questa padronanza della lingua italiana tu ne faccia buon uso anche nella vita! io non vado pazzo per questo modo di scrivere, ma provo una gran stima nei tuoi confronti.
    Ti rivolgo la stessa domanda che ti ha fatto Nunzio

    Guido
  • Anonimo il 01/06/2010 08:21
    Usi la scrittura in modi non convenzionali, con effetti di vario tipo sul lettore. Per quanto mi riguarda io ho provato, in rapida successione: rifiuto, sconcerto, curiosità, interesse, ammirazione. Un crescendo rossiniano. Volevo chiederti quanto di questa scrittura è tuo, quanto è stato costruito.
    Bello, davvero molto bello!
  • francesco gioia il 31/05/2010 21:31
    grazie tante antonino. Devo dirti una cosa per me la poesia espone i pensieri del cuore passati attraverso la mente e quell'immagine contorta che è solita di me scrivere è tale dei miei pensieri, quali contorti detti a voce roca in un istante che penetra nel cuore dilaniando il sentimento che ho provato.
    e senza rendermi conto ho scritto adesso come penso... vedi è più forte di me!
    grazie ancora!!^^
  • Anonimo il 31/05/2010 20:06
    E'difficile che i ragazzi di oggi apprezzino un scrittura del genere. Ma sei stato bravissimo, e denoti una cultura profonda di questo tipo di linguaggio

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