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L'invito

Le diciotto e trenta.
Come corrono le lancette!
E ci sono ancora tantissime cose da fare... ma per farle al meglio è necessario non farsi prendere dal panico e smettere di fissare l'orologio appeso alla parete della camera; concentrarsi sulla preparazione... proprio così.
Rita si sforza di inculcare questo pensiero nella sua mente per evitare che il nervosismo abbia il sopravvento e le faccia compiere errori grossolani nella minuziosa organizzazione che ha progettato da quando ha ricevuto l'invito. Ha ancora tempo... un mucchio di tempo, ma deve sfruttarlo al meglio... ragionare lucidamente e quasi con curato distacco per fare le cose per bene.
Il vestito viola le sta a pennello... non troppo scollato o esageratamente castigato; la sarta ha eseguito egregiamente il compito affidatole e si può ammirare tutto l'impegno profuso nel risultato; davvero un vestito da sera impeccabile e della lunghezza giusta... la luce della stanza fa brillare piacevolmente le paillette, concedendo una lucentezza non troppo aggressiva ma impossibile da non notare ed accentuando l'eleganza d'insieme... davvero gradevole.
Il raso è di ottima qualità... è costato un occhio della testa ma ne è valsa la pena... gli orli delle spalle e della gonna descrivono onde sinuose che contribuiscono a spezzare lo stile altrimenti troppo classico e maturo, infondendo un frizzante contorno giovanile, in simbiosi con la giovane età dell'indossatrice. Da essi, le esili braccia e le caviglie avvolte nelle lunghe calze nere semitrasparenti si presentano al meglio, la pelle candida puntellata qualche e là da piccoli nei che sembrano posizionati proprio nei punti giusti... minuscole imperfezioni, comunque necessarie in quel corpo armonico ed in perfetta forma.
Il rossetto, dal colore non troppo acceso, crea un piacevole contrasto con il candore del viso, accoppiandosi con la sfumatura perfettamente descritta dalla cipria appoggiata sulle gote.
Mascara a rendere affilate e seducenti le ciglia, una sottile linea di matita nera sotto gli occhi ed il profumo francese di Chanel completano l'opera di bellezza, mentre lo smalto ben steso sulle unghie precedentemente smussate e lucidate è dello stesso colore dell'abito e contribuisce a farlo fondere con il suo corpo.
Tutto pare perfetto, eppure Rita non è ancora convinta e si chiede il motivo; il viso riflesso nello specchio continua a scrutare con sospetto ogni lineamento del viso ed ogni dettaglio dell'abbigliamento alla ricerca di una qualsiasi imperfezione... un difetto che può essere sfuggito a tutti i precedenti controlli già effettuati.
Un'anomalia microscopica che si nasconde insidiosa, attendendo il momento propizio per rivelarsi e rovinare l'evento; è un disastro che non deve assolutamente accadere... sarebbe la fine.
La prima impressione è quella che conta... si cerca di non ammetterlo, ma alla fine è così. Le capacità ed il carattere vengono vagliate attentamente in seguito, certo... e sono egualmente importanti, ma solo successivamente.
Il primo esame da superare brillantemente è quello della prima impressione... l'impressione che suscita inevitabilmente l'aspetto esteriore. Non che Rita non sia di questo parere... le è sempre piaciuto curare la propria persona, esattamente come sua madre, dalla quale ha appreso tutti i trucchi del mestiere e della seduzione. Vedersi bella allo specchio la rende anche più sicura di sé e fino a questo momento non ha mai dubitato di essere davvero un bel pezzo di figliola.

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