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Relax

Le due del pomeriggio.
Il sole brucia sulla pelle, ma ti piace.
Era parecchio che aspettavi di sentire il caldo irradiarsi dalla pelle ai muscoli, alle ossa, alla mente.
Le mattonelle di porfido che pavimentano la piazza aumentano questa piacevole sensazione, aiutata dai pantaloncini corti di lino turchese, la canotta bianca, e gli infradito a fiori, bianchi e turchesi. Seduta sul bordo del marciapiede, usando le ginocchia per appoggiare i gomiti, lasci ciondolare gli occhiali da sole che hai appena tolto, e ti guardi attorno, con tranquilla curiosità. Un turista straniero cerca di farsi spiegare la strada da un barista svogliato, una ragazza s'impegna a far sì che il gelato, sciogliendosi, non finisca tutto per terra. Una cascata di gerani inonda il muro dalla finestra di un palazzo centenario, quasi a cercare di mitigare la boriosa austerità dei mattoni scuri, che sembrano voler dire "ne abbiamo visto di cose noi, che voi non potete nemmeno immaginare" Allunghi le gambe e appoggiandoti all'indietro sulle mani, offri il viso ai raggi di quel sole che ami. Una gatta esce da uno dei vicoli stretti e scuri che sbucano sulla piazza e si avvicina, prima annusandoti guardinga, poi, dopo averti strofinato addosso il suo profumo, sale con un agile salto sulla panchina di pietra al tuo fianco e cominciare a lavarsi. Con gli occhi chiusi, lasci che i pensieri si muovano, lentamente, dolcemente, per non disturbare questo tuo momento di tranquillità, ne scacci uno troppo pesante e chiassoso, e sorridi ad uno che ti solletica la mente, dolcemente provocatorio e malizioso. La piazza ricomincia a svegliarsi, dopo la siesta pomeridiana di chi non sopporta il caldo, di chi segue quasi maniacalmente i consigli che la tv propina da giorni per difenderci dal caldo torrido ( dicono loro) che, quasi a voler stravolgere le abitudini climatiche di questo pianeta (guai a stravolgere le abitudini, poi diventano tutti nervosi e non sanno più come fare..) è scoppiato inaspettatamente.
A malincuore ti alzi stirandoti, la gatta torna a sparire nel vicolo, raccogli il tuo zaino turchese, lo metti sulle spalle, e ti avvii verso la macchina. È ora di ricominciare.

 

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4 commenti:

  • giorgio giorgi il 03/03/2012 23:17
    Una lettura che ti fa star bene, un regalo al lettore che ha avuto la fortuna di scoprirti.
    Bella pagina.
  • Anonimo il 19/09/2011 17:31
    offri il viso ai raggi del sole mi piace molto... un frase che prendo dal testo... bella...
  • Anonimo il 09/06/2010 17:06
    E già... ricominciare...è qst il guaio
    Ottima scrittura... 5 stelle
  • Guido Ingenito il 09/06/2010 14:35
    voce narrante eccellente - racconto molto bello, scritto senza problemi, con sicurezza. non so perchè ma ho ferme nella testa le immagini del gatto e dello zaino finale.
    "È ora di ricominciare" - te lo auguro!

    Guido

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