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Ricordi

Sembrano lontani ma alla fine ti ritorna tutto in mente e così le immagini sfocate prendono vita.
Quando uscivo di casa con quell' orribile cappello che la mamma, provvidenzialmente, mi incastrava sulla testa per riparare le mie orecchie già a sventola.
Girato l'angolo lo strappavo via con rabbia mista a soddisfazione e via con lui tutte le raccomandazioni sentite quella mattina.
Ho sempre saputo di non essere la sua preferita, la mia maestra correggeva errori inesistenti, ho molti quaderni che lo testimoniano, ma la vera tragedia avveniva all'uscita della scuola quando m'impediva di tornare a casa da sola.
Sapevo che i miei, lavorando fino a tardi, non potevano venire a prendermi e così aspettavo che lei s'incamminasse per avere poi via libera.
E poi ricordo i pomeriggi con le mie barbie avevo un intero guardaroba con mille accessori.
Cappelli, scarpe, stivali, collane... le vestivo e svestivo in base alla storia che inventavo.
La mia preferita però era quella che impersonava un'impavida poliziotta.. era molto coragggiosa.. proprio come avrei voluto essere io.
Ricordo le punizioni... quelle sono ben impresse nella mia testa e li rimarranno.
E poi ricordo un giorno in cui mi sentivo molto triste e qualcuno mi disse di sorridere e di girare l'angolo... ma questo non appartiene al passato... i suoi occhi mi stanno guardando proprio ora.

 

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4 commenti:

  • augusto villa il 26/09/2011 21:42
    Bella... e sono d'accordo con Giacomo! ------------
  • Michele Rotunno il 10/06/2010 18:32
    Ricordi amari che spingono a girare l'angolo. Molto brava. Piaciuta.
  • Anonimo il 10/06/2010 16:54
    Infatti...è una poesia in forma di prosa
    Ottima riflessione 5 stelle
  • Anonimo il 10/06/2010 15:37
    Quel che mi piace di questo racconto è quel tuo modo di esporti... tipico delle poliziotte coraggiose. Ed io lo apprezzo... forse perchè sono cosi anch'io. lodevole la sintesi... si vede che anche come narratrice l'essenza poetica, l'alone di poetessa rimane.

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