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Fantasmi del passato - Parte prima

"Lei deve aiutarmi."
Mi guardai in giro. Poi tornai con lo sguardo sulla donna che aveva parlato.
"Sta dicendo a me?"
"Appena ha finito, la prego. Venga fuori, mi trova sul retro."
La seguii con lo sguardo lasciare l'edicola, e scossi il capo.
Presi il giornale, pagai ed uscii.
Stavo dirigendomi verso la mia auto quando udii la stessa voce di donna, parlare.
"Lo sapevo."
Mi voltai e la vidi in piedi a qualche metro più in là, con le mani dentro le tasche di un lungo impermeabile beige.
"Sapeva che cosa?", domandai distogliendo lo sguardo da lei. Aprii lo sportello lato passeggero, e vi accomodai sopra il giornale.
"Sapevo che non sarebbe venuta sul retro", continuò.
Chiusi lo sportello e la fissai: "Bene. Adesso se vuole scusarmi, ho parecchio da fare."
Feci qualche passo, ma la voce mi raggiunse nuovamente.
"Venire a comprare il giornale alle nove del mattino non è esattamente l'orario di una che ha un sacco di cose da fare."
Mi bloccai e la guardai. Sorrisi irritata.
"Io e lei non ci conosciamo. Quello che devo fare io non sono affari suoi."
"Se fosse venuta sul retro e mi avesse lasciato spiegare, ora saprebbe chi sono."
Assunsi un'espressione alquanto scazzata quando dissi: "Ok, può dirmelo qua. Chi è lei?"
"Magari potrei raccontarglielo davanti ad una tazza di tè."
"Non sono la persona adatta per scambiare quattro chiacchiere. Addio."
Ero appena salita in macchina quando la donna urlò: "Deve scoprire cos'hanno fatto a mia figlia!"
Quelle parole rimbombarono dentro la mia testa e costrinsero a bloccarmi.
Scesi dall'auto e lentamente mi avvicinai alla donna. Il suo viso era una maschera di dolore, e il freddo di quella gelida mattina di dicembre le si concentrò sul naso arrossato.
"Che cos'ha detto?", le domandai quasi scandalizzata e inclinando il capo.
"Mia figlia", continuò quasi piangendo. "Deve scoprire cos'hanno fatto a mia figlia."
"Perché lo sta chiedendo a me? Vada alla polizia, no?"
"Perché è lei la polizia."
Dei fastidiosi brividi mi percorsero la schiena, fino a raggiungere le gambe e le braccia, e avvertii una forte morsa allo stomaco.
"Temo per lei che si stia sbagliando. Io non sono della polizia."

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0 recensioni:

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10 commenti:

  • Roberta P. il 26/06/2010 18:08
    Grazie, Giuse!!! Stra - contenta che tu lo abbia reputato "incredibilmente bello" e "descritto alla perfezione, come sempre". È un complimentone!
    Davvero leggendolo, ti è venuto in mente "Criminal Minds"? Beh, più o meno ci sei andato vicino. Mi sono ispirata un po' a "Cold Case" nella realizzazione dei personaggi di Melania e del suo ex collega (rispettivamente Lilly e Scotty)!
  • Giuseppe Tiloca il 26/06/2010 16:06
    Sei migliorata moltissimo in questo racconto. È stato emozionante leggerne questa prima parte: è incredibilmente bello, e sembra tratto da uno di quei film tipo criminal minds. Bravissima, hai descritto tutto alla perfezione, come sempre, ed ora mi gusto la seconda parte..
  • Roberta P. il 13/06/2010 19:27
    Vero! L'essere uomo o donna non include il fatto di possedere più o meno caratteristiche positive: tutto dipende dalla singola persona.
    Ci sono casi e casi, per questo detesto generalizzare.

    Allora meglio aver approfondito! Anche perchè, per come mi ero immaginata il racconto, la vedevo un'impresa un po' impossibile buttare giù poche righe e farci stare tutto quello che alla fine è venuto fuori!
    Ho pensato che senza parecchi particolari, il racconto di per sè e il personaggio di Melania sarebbero apparsi insipidi.

    Uh! Tra i tuoi preferiti, Ste? Lietissima!
  • Stefano Galbiati il 13/06/2010 17:31
    questa parte l'ho terminata e fidati, approfondire ne è valso davvero la pena... poi sai bene come io apprezzi di più i racconti un po' più lunghi ed elaborati
    Davvero notevole il modo in cui hai delineato il profilo di Melania, soprattutto i suoi cosiddetti "fantasmi"... e per avvalorare la tua tesi posso dirti che anch'io ho scritto un romanzo dove è proprio un uomo a dover continuamente affrontare i suoi ricordi. Secondo me non c'entra uomo o donna, dipende tutto dal tipo di persona e dalla sua sensibilità.
    Divagazioni a parte è davvero ottimo e va diretto nei miei preferiti.
  • Roberta P. il 13/06/2010 10:58
    Eh sì, ha un po' di pagine in più del solito. Lo sai come la penso sui racconti on - line troppo lunghi, ma a volte è necessario approfondire un po' la storia!
    Magari! In passato ho redatto articoli su due giornali locali, ma niente a che vedere con la cronaca nera, anzi.
    Ok Ste, allora attendo il tuo parere!
  • Stefano Galbiati il 12/06/2010 20:34
    premetto di averne letto solo metà, è piuttosto lunghetto... ora capisco dei flashback di cui mi parlavi l'altra volta, mi è sembrato di rivedere quelli che ho inserito io nel mio racconto
    Sei davvero brava ad affrontare temi riguardanti i serial killer, hai mai pensato di fare la giornalista di cronaca nera? Te la caveresti sicuramente bene
    Per ora comunque è ottimo... non appena posso leggerò il resto e ti farò sapere!!!
  • Roberta P. il 11/06/2010 18:54
    Figurarsi... vabbè, tralasciamo il discorso.

    Dunque... riassumendo (ma puoi facilmente raggiungere la spiegazione per intero tra i commenti del racconto "Il cuore della bestia" ) rispiego il perchè scrivo questo genere di racconti: sono "particolarmente legata" al mondo sangue/vendetta/violenza etc etc... perchè sono un'appassionata di libri e film genere thriller, legal-thriller e anche thriller psicologico. Da questo è più facile che mi venga in mente di scrivere su questo tipo di argomenti, piuttosto che su favole, amore, e altri temi.
    La mia fantasia vaga finchè non crea i racconti che pubblico, e il bello è proprio quello: quando si scrive si può dare vita a quello che è solo fantasia!

    A rileggerci,
  • Anonimo il 11/06/2010 17:54
    Poveri maschietti... costretti a sopportare i vostri "fantasmi"
    Ma quando la ragazza è carina... i maschietti sopportano volentieri
    Certo... sono pronto a leggerlo... prima però vorrei capire xk sei così tnt legata a qst mondo di angosce terribili!
    Baci
  • Roberta P. il 11/06/2010 17:02
    Ciao Antonino! Ti dirò... l'ho scritto abbastanza in fretta, ma poi ho voluto revisionarlo meglio che ho potuto!

    Cooooomunque: riallacciandomi alla tua domanda, la prima risposta che mi viene in mente è che forse la maggioranza delle donne è vittima di "fantasmi" e angosce di questo genere perchè è più sensibile di parecchi uomini. Mi esprimo con termini come "maggioranza" e "parecchi" perchè ODIO generalizzare!
    E poi mi devi spiegare l'affermazione "poveri maschietti". Spiega, spiega, please.
    Ad ogni modo... in questi anni ho scritto una saga di "libri" con protagonista un poliziotto uomo vittima continua di angosce terribili. Se mai in un futuro lontano dovessi pubblicarlo, sarai obbligato a leggerlo!

    Contentissima che stile e trama ti siano piaciuti: effettivamente è quello che spero ogni volta che scrivo!
    La seconda parte arriverà prestissimissimo! e grazie infinite di essere passato!
  • Anonimo il 11/06/2010 10:39
    Ecco perché non pubblicavi da tempo... hai riflettuto a lungo su qst racconto...
    Ottimo... ma voi donne perché siete sempre vittime di fantasmi, e di angosce di qst genere?
    Mah... poveri maschietti!
    Ottimo per stile e trama(attendo la seconda naturalmente) 5 stelle

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