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Come impiccarono la mia Irka

E dopo pranzo impiccarono la mia Irka. No, no! Non ti spaventare, non definitivamente.
Ma... Era andata così. Valov ed un altro paio di idioti avevano deciso di giocare ai giudici medioevali, mentre lei doveva interpretare una strega condannata al rogo. Per la complessità tecnica della realizzazione del falò finto, si accordarono di sostituire la fase della cremazione con quella dell'impiccagione.
Sai, penso, che una cosa del genere può verificarsi solo sotto i vent'anni di età. Perché hai talmente tanta energia, talmente tanta forza vitale nell'anima, che semplicemente perdi il normale senso del pericolo, nonché il cervello. Non credi, non ti passa neppure per la testa l'eventualità che la morte possa essere più forte di te e vincere il tuo indescrivibile, sgorgante, come fosse una fontana, amore per la vita. Inoltre sei assolutamente sicuro, che questo amore è reciproco. Alla pari. Non dubito che durante la guerra, in percentuale, gli adolescenti perivano molto più frequentemente degli adulti. Praticamente non c'era verso di tenerli sotto controllo. Desideravano combattere le battaglie più pericolose, partecipare alle mansioni più rischiose. E cadevano non per mancanza d'intelligenza o d'esperienza, ma per non avere il guardiano protettore, la paura. Soltanto dopo aver visto e raccolto dei fatti e delle prove che tutto funzionava al contrario, cominciavano a pesare tutti i ''pro" e i ''contro" e solo dopo questa analisi si mettevano in azione.
Comunque vada, i ragazzi scelsero un albero adatto, si impossessarono di una buona corda, trovarono gli individui abili a fare dei nodi d'occasione e scovarono chissà da quale buco una sedia alquanto sospettosa. Irka venne solennemente condannata a morte sulla forca e la trascinarono verso il cappio pronto. Lei si ribellava come una vera artista, ed il fotoreporter si preparava ad immortalare il momento storico. Ma nella foto, s'intende non doveva figurare la sedia. Le avevano messo la corda al collo, si allontanarono e... la sedia si ruppe, e Irka s'impiccò.
Lo shock per l'orrore e il totale perdersi, ecco che cosa seguì! Solo quando lei cominciò a soffocare e a diventare di colore blu, Valov si riprese. Un secondo dopo, lui la sosteneva già con le braccia, cercando con tutte le sue forze di mantenere l'equilibrio e non cadere. Ciò era tutt'altro che facile, considerando, che Irka pesava non meno di 60 chilogrammi, per di più era già un peso floscio e privo di vita. Ma gli altri ragazzi continuavano a fare le mummie con le bocche aperte. E allora Volodja urlò:
«Stronzi! Viene qualcuno ad aiutarmi o no!? »
Immediatamente tutti si mossero, come se fossero stati toccati dalla bacchetta magica. Ma... si agitavano, correvano avanti e indietro, gridavano ahimè, ma nessuno arrivò in suo aiuto. E il povero Volodja si sgolò di nuovo, già con le ultime forze che gli restavano:
«Idioti! Bastardi! Aiuto!!! »
E soltanto allora qualcuno sostituì le sue mani a quelle di Valov. Ed immediatamente Volodja prese la situazione sotto controllo:

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7 commenti:

  • luigi castiello il 06/04/2014 00:19
    apprezzata, molto particolare
  • Tajvi Tum il 16/06/2010 11:03
    OK! Accetto il tuo rimprovero. Ed ho cambiato il titolo.
  • Guido Ingenito il 16/06/2010 03:02
    ok, ti sei confermata.
    il mio non era sarcasmo. era una risposta con lo stesso tono della tua. tutto qui.
    peccato perchè finora ho letto tutte le cose che hai pubblicato, facendoti anche i complimenti (vai a vedere le tue opere). sei la prima a dire che accetti critiche di ogni sorta, ma appena qualcuno ti fa qualche accorgimento ti difendi dall'alto di non si sa bene quale castello e non è la prima volta.
    continuerò a leggerti, ma difficilmente dirò la mia. bisogna saper accettare la critica, quando è costruttiva, ovviamente.

    e non ti deve dispiacere per me. ho 23 anni e ho tutta una vita davanti.

    per la cronaca, qua non hai messo l'intero libro: stai pubblicando qualche stralcio. anch'io se leggo un libro intero di Ellroy lo capisco. un po' meno se mi fanno leggere un capitolo. gli altri che hai pubblicato erano capibili, te li ho anche commentati. semplicemente questo è, secondo me, un po' caotico. ad esempio, un italiano che non sa che Irka è il soprannome di Irina si trova spiazzato. un po' come un russo che legge un romanzo italiano di Camilleri in cui si parla di un certo Salvatore ma nel racconto si parla di Turiddu. punti di vista? esatto. solo che io li rispetto.

    Guido
  • Tajvi Tum il 15/06/2010 19:17
    Non serve il sarcazmo. Almeno a me- Ma se serve a te -...

    Intero libro hanno letto tanti italiani. Non meno di 20 persone di cui una ha solo 12 anni.
    Di tutte le età e di tutti i gradini della scala sociale. E sai che cosa mi hanno detto? Che io parlavo con loro. Di loro. Per loro.

    Mi discpiace per te.
  • Guido Ingenito il 15/06/2010 17:13
    secondo me sul sito russo hanno capito perchè lo hai pubblicato in russo e perchè tu sei russa e stranamente parli molto bene il russo. buono a sapersi che irka è soprannome di irina. ora saprò come chiamare una mia amica

    Guido
  • Tajvi Tum il 15/06/2010 16:59
    Irka è sempre Irina, ma solo fra ali amici. Come Giuseppe e Pepe.
    Lo stesso pezzo pubblicato in sito russo hanno capito tutti.
    Ho voluto vedere la differenza fra le due mentalità.
  • Guido Ingenito il 15/06/2010 15:52
    ma Irka o Irina?
    tra tutti credo che questo sia il tuo racconto più "caotico", peccato non poterlo capire meglio

    Guido

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