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Il compleanno del nonnetto

Richard sedeva a tavola. Tutta la famiglia si era riunita a festeggiare l'ottantesimo del nonnetto, con la solita rassegnazione e la poca voglia che presenzia, anche lei, pesantemente tra le cerimonie di questo genere. False risate e angosciosi sguardi incomprensibili vagolavano nell'aria, rendendo mistico l'ambiente circostante. La ritmica festaiola era scandita da un vuoto perenne con tenui accenni di simpatia disperata.
Richard nel contempo si era fatto serio, il suo viso era arrossato. Il suo sguardo fisso sul piatto di ravioli. Era parecchio imbarazzato. Si era lasciato sfuggire, tra un boccone e l'altro, un "modesto" grugnito. Sembrava che nessuno si fosse accorto del rutto animalesco uscito, per sbaglio, dalla bocca di Richard; forse non volevano rendere ancora più imbarazzante la faccenda. -Poteva capitare a chiunque, anche gli uomini sono animali- fece, portandosi alla bocca un gran raviolo al prosciutto -uhm, ngrrr!-.
Santissimo il cielo, lo aveva rifatto. Aveva emesso un grugnito di piacere che si era trasformato ben presto in un sommesso guaito di disperazione.
I parenti non mostravano, apparentemente, alcun segno che desse sospetto di credere che i suoi gemiti più "profondi" fossero stati condivisi da tutti i commensali. Privo ormai dell'appetito il ragazzo fissava, di pietra, il piatto di ravioli.
Pochi secondi di silenzio interiore bastarono a Richard per entrare in contatto con l'ambiente circostante. Una delle solite pause di 4/4, tra una battuta e l'altra dell'orchestra sinfonica dell'allegra famiglia, fu disastrosamente rovinata da una serie di grugniti abominevoli, come se un pubblico di bestie si fosse lanciato ad umiliare, di gusto, il penoso spettacolo musicale. Tutti i famigliari parevano ormai persi in una tremenda gara di grugniti, il nonnetto ci dava dentro, recitava la sua buona parte di vecchio uomo rustico. Richard non poteva credere alle proprie orecchie, e forse non avrebbe dovuto. Era l'unico a disagio in quello che sembrava essere diventato un recinto per porci.
La piccola Sarah tradiva i suoi dolci sorrisi angelici con versi cinghialeschi, nell'attesa che il dolce fosse servito. In effetti anche gli altri erano infervorati di gioia all'idea dell'intrigante finale culinario. Il solo che aspettava la torta per un altro motivo se non quello di mangiarla era il nonno, era desideroso di spegnere le candeline per festeggiare il suo compleanno.

 

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3 commenti:

  • Francesco Garofalo il 18/06/2010 15:47
    bravo... Bellissima! 10!
  • Stefano Verrienti il 17/06/2010 16:35
    Grazie Guido. Non mancherò di pubblicare a breve un secondo piccolo racconto.
    Stefano
  • Guido Ingenito il 17/06/2010 02:26
    opera prima (perlomeno pubblicata sul sito). cosa posso dire? mi hai lasciato... stranito. un compleanno che si trasforma in una stalla senza motivo apparente con un finale minimal. molto particolare, Stefano. ci ho dovuto pensare sopra un attimo.
    dai, benvenuto nel sito!
    ora facci leggere qualcos'altro che qua siamo tutti affamati!
    comunque una stesura senza sbavature

    Guido

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