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Cuore di pietra

Jane era sola, abbandonata, stesa sul letto ma consapevole dell'errore commesso da suo marito John: lui l'aveva lasciata solo per il semplice motivo di averla vista in compagnia di un suo amico intimo.
La sorte volle che lui passasse di lì in quello stesso istante e li vedesse stare insieme e parlare.
Il giorno dopo, il 13 Febbraio, John entrò in casa con area funerea : Jane gli chiese "Che hai tesoro?" e lui gli rispose: "Ti ho vista ieri sera con il tuo "amico" e senza neanche il tempo di dare spiegazioni John se ne andò di casa.
Era passato solo un giorno da quando Jane era stata lasciata ma per lei parvero secoli.
Il dolore che lei provava non era niente in confronto a quello che provava lui: era come una lama che trapassa il cuore a metà.
Dopo tanti mesi di sofferenza e rassegnazione le arrivò una telefonata e lei sperando fosse John, alzò la cornetta, ma la voce era della sua amica Rose che le disse "John mi ha appena detto di darti tanti baci e che fra pochi giorni forse tornerà".
Jane non riusciva a credere alle sue orecchie: tanti mesi di solitudine e dolore ed ora eccolo là che stava tornando.
Jane si vestì in fretta e andò al supermarket per fare la spesa per il giorno dopo: ma qui incontrò un ragazzo: era alto, bello, e sopratutto simpatico.
In un momento di distrazione gli caddero le arance dalle mani e il ragazzo disse "mi scusi signorina, posso aiutarla in qualche modo?" lei lo guardò e disse "si mi può aiutare a posare le arance?".
Passarono i giorni e Jane aspettò con ansia il ritorno del marito: passa il primo giorno, il secondo, il terzo, il quarto, ma ancora niente.
Jane decise di telefonare a Rose per avere notizie di John: prese la cornetta, compose il numero e aspettò.. ma il telefono era muto.
Poco dopo squillò il telefono e Jane rispose: dal telefono provenivano rumori da ospedale e la voce disse: "pronto? parlo
con la signora Jane Hall? chiamo dall' ospedale Memorial e le devo dare una triste notizia: per caso John Hall è suo marito?" a Jane salì una sensazione sgradevole: lei rispose "si è mio marito" e l'altra voce "Purtroppo devo proprio dirle che suo marito ha avuto un grave incidente d'auto ed è in condizioni gravi... potrebbe anche non farcela, arrivederci signorina Hall" e chiuse la telefonata.
Jane si sentì invadere dal panico e cominciò a vestirsi per andare a trovare John in ospedale: anche se non sopportava la vista di ospedali e persone malate (si ricordò di quando aveva 7 anni e sua madre se ne andò per colpa di un tumore ai polmoni) si avviò comunque.
Arrivò in ospedale alle 16:00 e chiese la stanza dove John riposava: appena entrò le si contorsero le viscere.
Era tutto intubato e sporco di sangue coagulato: appena la vide, John disse "Tesoro vieni qua": "scusami se ti ho trattato male ma non potevo capire la situazione in cui eri messa", "ti chiedo solo di perdonarmi e di accogliermi di nuovo in casa tua e di amarmi fino alla morte" e detto questo entrarono i medici e dissero "suo marito è vivo ma per miracolo".
Passarono mesi, settimane, giorni ma Jane e John vissero assieme fino alla loro morte.

 

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1 commenti:

  • Guido Ingenito il 18/06/2010 19:29
    nel tuo riquadretto dichiari di avere sedici anni, e già questo è un punto a tuo favore. Il racconto in sè ha un potenziale che secondo me andava fatto esplodere. L'amore sognato, l'amore voluto, l'amore che ritorna, per sempre. Un lieto fine. Se ti piace scrivere riscrivi questo racconto per conto tuo. Aggiungi roba, articolalo maggiormente. I dialoghi sono scheletrici (ottimo il flashback sul passato di Jane). Mi raccomando, continua a scrivere, che qualcosa c'è.

    Guido