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SuperMonteRadio - l'inaugurazione

Inverno, metà dicembre 1977

Sono passati due mesi, due lunghi, lunghissimi, estenuanti mesi, ma anche intensissimi e, per questo volati via in un soffio. A leggere il calendario dovremmo essere ancora in autunno ma effettivamente siamo in pieno inverno. In montagna, con il paese esposto a tutti i venti, si può tranquillamente sostenere che qui davvero non esistono le mezze stagioni, si passa semplicemente dall'estate all'inverno così come dall'inverno all'estate. Il freddo che attanaglia Montepiano si placherà solo a giugno in concomitanza con la chiusura dell'anno scolastico poi, di colpo esploderà il caldo. Così è da sempre e, probabilmente, così sarà per sempre.
Anche questo 1977 non è da meno, a metà dicembre si indossano cappotti e giacconi pesanti e, soprattutto la sera, i camini accesi attirano molto più della passeggiata lungo il Corso. La sosta, invece, nelle macchine parcheggiate in piazza è refrattaria ad ogni stagione, per cui ad intervalli più o meno regolari si odono motori accendersi e rombare immobili, giusto il tempo di far riscaldare la temperatura interna all'abitacolo.
Dopo la fatidica e decisiva riunione ne sono susseguite altre, tutte fatidiche e decisive per l'intensità con cui sono avvenute, aventi quasi sempre le stesse dissertazioni; in effetti, circa gli argomenti tecnici sono tutti in balia di Mario Ferri, il tecnico radiofonico elettricista tutto fare. Chi s'è visto saltuariamente è l'altro Mario, il consulente, a cui basta una telefonata per mettere al corrente i soci sull'iter burocratico. Ogni tanto sono stati precettati per apporre firme su qualche documento ma niente di più.
In paese, invece, è tutto un ribollire di discussioni e soprattutto un continuo andirivieni, quasi una fervente processione, verso la cima della Serra Antica a constatare l'avanzamento dei lavori. Questi, peraltro, sono andati miracolosamente veloci nonostante gli intoppi tecnici e a dispetto di una improvvisa quanto prematura nevicata che ha flagellato la cima del monte. Anche questa considerazione è stata oggetto di discussione circa la scelta del sito così fuori mano e finita come al solito presso il magazzino di Savino.
Stranamente, più si avvicina il giorno del debutto e più sembra scemare l'interesse di tutti, comprensibilmente il calo di tensione produceva questa impressione, in realtà è stata una reazione dovuta all'eccessiva ansia.
A patirne è stato solo Gionni con stupore di tutti che lo hanno sempre considerato insensibile a tutto per la freddezza mostrata in ogni circostanza. Lo si è visto, a volte, fumare anche tre pacchetti di Lido in un giorno e spesso piegato in due con le braccia conserte e in punta di piedi senza profferir parola e rispondendo con il solo cenno del capo. Pochi giorni di passione, giusto il tempo di scaricare la tensione, e poi ritornare fortunatamente alla normalità. Chi come lui ha patito la tensione è stato Gino che per alcune settimane non si è rasato e spesso è stato visto girovagare per i campi come in trance e rispondendo a tutti che andava per funghi.
Gli altri due invece hanno reagito più fattivamente, impegnandosi anima e corpo in tutto, dalle quisquiglie ai lavori più impegnativi e pericolosi come maneggiare cavi elettrici o attrezzature di cui non conoscevano nemmeno l'uso. Spesso facendo imbestialire Mario Ferri per il troppo interessamento che finiva per intralciare il suo lavoro aumentando la già eccessiva confusione per il dover lavorare in uno spazio tanto ristretto.

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3 commenti:

  • Michele Rotunno il 22/06/2010 12:27
    sempre perifericamente.
    Grazie a entrambi.
    Ciao
    MiRo
  • laura cuppone il 22/06/2010 12:11
    bellissimo e vero, uno spaccato di vita e musica e amicizia dei '70 proprio descritta bene (e poi sono della zona )
    si, aspetto anch'io il seguito e poi.. devo togliermi una curiosità...
    non é che per caso Gino sei tu???
    mah..
    Lau
  • Guido Ingenito il 22/06/2010 01:39
    evvai Michele, letto in un fiato oggi pomeriggio, ma solo ora posso lasciare la mia traccia - bello bello bello, adesso aspetto l'atto finale con gran curiosità. davvero una storia bellissima!

    Guido

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