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La curva del risveglio

La figura dei centauri venne spesso associata all'idea di gimcane rischiose e folli velocità, ma le leggende che li "proclamarono" come degli esagitati dell'asfalto erano per lo più fastidiose...
Alle Coste di Sant'Eusebio, lungo la Statale 237 della Valle Sabbia che conduce al lago d'Idro, v'era una curva pericolosa, definita dai valsabbini la "curva del risveglio"; in effetti, per numerose volte era stata teatro di tragedie ma anche incidenti non ferali. La fallace curva "portò" un totale di tredici centauri in ospedale; proprio in quella curva a 90° i motociclisti praticavano prodigiose frenate per sfizio o dimostrazione della loro abilità, spesso con il rimbalzare del mezzo.
Si era di un pomeriggio di giugno. La bella e affascinante Margherita Gilberti, in arte "Lilì, la tigresse", porno star per locali di lap dance, si recò a un bar-ristorante della medesima Valle per l'inaugurazione della nuova gestione familiare. Sulla porta, la locandina annunciava chiaro: dalle ore 16. 00 alle 19. 00 si organizzava per un "aperitivo dalle forti emozioni": cocktail e stuzzichini serviti in mezzo alla seminuda e scatenata "Lilì".
L'ora d'inizio apertura era una sorta di miracolo; uomini, ragazzi appena maggiorenni e donne con un pizzico di eccentricità, si godevano seduti al bancone i loro "Betty Page", "Magnetic Girls" o "Woman in Red", aperitivi dai nomi strambi ma tutti rigorosamente analcolici, preparati da due avvenenti barman che cercavano d'interpretare il gusto della clientela. A servir essa ci pensava "Lilì" che danzava sul bancone che fungeva da pista. Lei, grazia divina, ancheggiava e agitava il corpo al ritmo della disco music, vestita solo di minuscolo tanga. I seni siliconati, gonfi da capogiro, erano "addolciti" da stelline che coprivano le mammelle. Un servizio pulito, uno spettacolo in cui prevaleva il sorriso e la provocazione sempre pacata, elegante, ma senza eccessi.
A fine esibizione, la bella "Lilì, la tigresse" venne ricompensata profumatamente per aver rappresentato il meglio del singolare diversivo per gli avventori-padrini del bar-ristorante.
Tuta aderente, casco, guanti e occhiali scuri: tutto il suo sportivo vestiario per il rientro. Lei, la carismatica "Lilì" era provetta centauro; il suo mezzo di trasporto: una Suzuki 750! Destino volle che lei affrontasse la cosiddetta "curva del risveglio" a modo suo, un modo brusco! Perse il controllo del mezzo. Cadde, sbalzando dal sellino. Batté il capo sull'asfalto. Il casco era stato protettivo! I passanti presenti accorsero in suo aiuto e con sospiri di sollievo la videro rialzarsi senza segni graffianti alla tuta. Indice di buona sorte?
"Lilì" si disse soltanto stremata e stordita: s'era presa un panico. La dotta le fu viva!
Chiese a un anziano la cortesia d'essere accompagnata in un bar attiguo il luogo dell'incidente: lei desiderava un bicchiere d'acqua che la facesse diminuire la tensione e la debolezza fisica. Entrata nel locale simile a una gargotta, si sfilò il casco. Non appena levato il copricapo, una faglia le attraversò la testa. Il cranio, fino a quell'attimo tenuto dal casco, le si aprì in due!

 

l'autore Gianmarco Dosselli ha riportato queste note sull'opera

Terza delle cinque leggende metropolitane ispirate dalla serie letteraria "Il pozzo senza fondo". La vicenda narrata è ulteriormente arricchita in un misto di storia e d'un finale inaspettato.


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3 commenti:

  • ELISA DURANTE il 15/10/2010 09:19
    Dalla frivolezza totale al finale drammatico, si legge d'un fiato!
  • laura cuppone il 29/06/2010 11:40
    ... Gianmarco c'è ed é leggenda d'altro tipo, un localino a Milano chiamato Lilì la tigresse...

    ma non tergiversiamo.. il tuo racconto é purtroppo qualcosa di realmente successo qualche anno fa, proprio qui a Milano ad un ragazzo appena maggiorenne.
    una disgrazia senza precedenti visto che é caduto per dell'olio sull'asfalto e ha battuto la testa relativamente piano sul marciapiede.
    ...
    rapportato a una storia vera non mi fa impazzire ma se penso all'assurdità della cosa mi lascia amaro in bocca e mi fa pensare... che a volte ciò che dovrebbe proteggerci in verità ci... illude ma uccide ugualmente...

    laura
  • Anna G. Mormina il 26/06/2010 17:36
    Ciao Gianmarco, questo tuo racconto, m'ha riportata indietro di parecchi anni fa... a causa della stessa "agghiacciante" sorte di Lili, è morto anche un mio caro amico...
    Ho letto tutto d'un fiato il racconto, scritto in modo eccellente... il finale mi ha... sei molto bravo!... i miei complimenti!

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