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Il Canto Delle Sirene

Un fischio assordante. Grida strazianti che sembrano fendere il cielo plumbeo, aprendo in esso una dolorosa e sanguinante ferita, spingendolo alle lacrime. Un boato finale ed ecco che le luci si spengono su quel grande palco che è la vita umana, mentre languono le ultime note di una macabra rapsodia...

Steso al suolo, inerte, il giovane soldato batté le palpebre più volte. Il fango gli aveva coperto il viso e, partendo dai suoi occhi, stille salate più violente della pungente pioggia primaverile si facevano prepotentemente strada in mezzo alla terra e al sangue. Sospirò portando una mano al taschino sinistro della divisa ed estraendone un nastrino di raso azzurro che, non senza fatica, strinse tra il pollice e l'indice, quasi accarezzandolo, mentre un timido sorriso schiudeva le sue labbra aride.
Chi aveva detto che gli angeli avevano delle guance rosee e dei morbidi riccioli biondi? I pittori e i poeti avevano commesso un enorme sbaglio e ciò perché a nessuno di loro era mai stato concesso di incontrare una vera creatura celeste.
Una nuova fitta scosse le sue membra ed il giovane riuscì a raddrizzare leggermente la schiena facendo leva sui gomiti. La pioggia gli colpiva ferocemente il volto, quasi volesse schernirlo, ridere della sua miseria.
Oh! Se solo Dio fosse stato clemente con lui, se gli avesse lasciato ancora un po' di tempo da vivere, egli, ne era certo, avrebbe corso per mari e per monti e gridato che quello sugli spiriti celesti era l'ennesimo pregiudizio, in quanto gli angeli, lo sapeva per esperienza, potevano anche avere lunghi capelli corvini e una pelle candida come la luna nelle serene notti estive. Potevano anche abitare in luoghi oscuri e sporchi, in baracche, per la strada, sotto i ponti, in mezzo al disordine e alla violenza. Potevano essi stessi vivere nell'errore, ma la luce che emanavano, prima o poi, si sarebbe diffusa tutt'intorno, rischiarando il loro stesso cammino e riscaldando il cuore di chi aveva intrecciato, persino per un solo breve istante, la sua esistenza con quella di quegli esseri straordinari.
La pioggia scrosciante continuava ad abbattersi sui corpi mutilati e sulle macchine in fiamme, mentre il rumore assordante degli aerei faceva tremare il suolo. Egli, tuttavia, sorrideva perché l'unico suono che riusciva a sentire era una dolce melodia, una canzone malinconica a cui faceva da coro l'eco in una piccola grotta semisommersa dalle acque dell'oceano.
Erano passati diversi mesi, ma al giovane sembrava di vivere tutte quelle sensazioni sul momento.
Erano soli, lontano da tutto e tutti, in quell'angolo di Paradiso concesso da Dio agli uomini che si ritrovavano a soggiornare all'Inferno, un Inferno fatto di angoscia, rabbia, fiamme, distruzione, sangue e morte.
Seduta su una roccia, incurante della salsedine che avrebbe potuto rovinare l'elegante abito color porpora, il suo angelo intonava una dolce ninna nanna, la stessa che sua madre era solita cantarle prima del bacio della buonanotte.
Egli la ascoltava in silenzio, con gli occhi chiusi, catturando nella sua memoria ogni singola nota, ogni singola vibrazione che quel luogo magico restituiva a colei che per prima gliela aveva donata.

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7 commenti:

  • Rita Cancedda il 19/03/2011 20:33
    Grazie, Sara!
  • sara zucchetti il 01/07/2010 12:46
    Bella storia, romantica e fantasiosa. L'hai scritta in un modo particolare da renderla molto misteriosa ma anche dolce
  • Rita Cancedda il 29/06/2010 21:25
    Grazie, Giuliaaaa!!! Bingo! È ambientata durante la Seconda Guerra Mondiale, quindi, tranquilla, non è colpa di Tu-Sai-Chi!
    Grazie di nuovo e... Anche io attendo con ansia una delle tue perle ( i tuoi racconti sono davvero degni di"tale appellativo"!), ma adesso c'è un altro scoglio da superare Nell'attesa, in bocca al lupo!
  • Rita Cancedda il 29/06/2010 21:17
    Grazie mille! Davvero gentili e... Esagerati!!!
  • Giulia il 29/06/2010 21:13
    Wao Rita, sei davvero bravissima! Solo tu potevi scrivere un'altra perla del genere =* È straziante, è tenera, è dolce, anche se il finale triste è... beh, troppo triste (che poi, senti chi parla xD)
    Mi è sembrato fosse ambientata durante la seconda guerra mondiale, non so, me la sono immaginata in quel periodo, sarebbe stata perfetta (forse è stata troppa l'influenza di Tu-sai-chi -.-')
    Comunque, ancora bravissima e tanti complimenti! =) Non vedo l'ora di leggere qualche tua nuova storia =* Un bacio, sei e rimani la mia scrittrice preferita!
  • Anonimo il 29/06/2010 18:46
    Tra le migliori?... spilorcio! La migliore!
  • Guido Ingenito il 29/06/2010 17:13
    è la prima volta che ti leggo e devo proprio dirlo. scrivi davvero benissimo. calibri bene i tempi il ritmo difficilmente scende e prepari benissimo il finale. la storia non mi ha fatto impazzire (ma questi sono gusti) ma per Diana è scritta benissimo! finora sei tra le migliori che ho letto sul sito.

    Guido

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