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Le jacarande blu

Lui, sempre più disperato e solo, poteva adesso specchiarsi per intero nella propria infelicità senza fine.
Era ancora pervaso dall'amore, infinito ed immobile, per lei.
Aveva saputo della sua storia, della sua vita. Adesso sapeva.
Sapeva del "fatale incontro" (e come, se no, essendo propiziato dal Fato?) che aveva risolto il suo problema.
Il suo problema - sempre lo stesso - consisteva nel trovare un bravo ragazzo e fidanzarsi.
Ma la soluzione non era a portata di mano: i numerosi corteggiatori sfumavano nel nulla, perchè non erano per lei.
Lui era uno della sua collezione, e ricordava come il giorno peggiore della sua vita quello in cui la sua figurina fu strappata con violenza: era il 15 maggio (lei per le date ci tiene), vent'anni prima del fatale incontro. Lui non era per lei.
Per la verità lui aveva temuto - anzi si era convinto - di non esserne degno.
Lei colta, raffinata, elegante; e bellissima. Forse ambiziosa.
Lui rozzo, immaturo; bello?... lasciamo stare! E (sarà stato anche quello) una famiglia operaia. Dunque: con quale futuro?
Quanto la vita è ingiusta: la maturità del '72 (le date!)dà 39/60 a lei; 60/60 a lui.
Con il contorno di due foglietti con il compito di matematica.
Episodi tra tanti, dolorosi e lontani.
Ma soprattutto: perchè il suo amore smisurato non aveva neppure scalfito quell'altera ed infastidita indifferenza?
Non si rassegnò mai. Fu infelice. La sua vita, un po' alla volta, si svuotò di tutto.
Da anni lui non fa più niente. Non fa più niente.
Non parla, non guarda. Non cerca. Non vive.
Ora che sa, il suo sguardo muto non è cambiato.
Avverte nel cuore una remota gioia (se di questo si può parlare in un uomo nel suo stato), perchè sa che lei è felice.
Dice a se stesso che, senza saperlo, l'ha perdonata; che ancora, perdutamente, l'ama.
La sua vita non può essere che da disperato.
Ma, ora che sa, può mettere fine alla propria disperazione.
Se lo vorrà, lei potrà venire a trovarlo, sotto le jacarande blu, tra le mura antiche del centro.
La data non ha importanza: lui è sempre lì.
Taceranno entrambi.

 

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3 commenti:

  • Antonio Guizzaro il 27/11/2010 23:14
    Maria, mia carissima amica!
    Le jacarande sono alberi meravigliosi, che mostrano il colore bellissimo - per vero: tra il blu ed il viola - nei brevi periodi di fioritura, primaverile-estiva. Sono piante resistenti e longeve. Tu, ne sono più che certo, le conosci benissimo.
    La storia, come tutte le cose scritte, contiene verità e non. Può essere raccontata in altri ambiti. Grazie sempre per la tua attenzione alle mie piccole cose.
  • Maria Lupo il 27/09/2010 23:27
    Ciao, Antonio! Non l'avevo letto perchè non frequento molto il sito negli ultimi tempi. Ci sono capitata per caso attraverso facebook.
    Trovo una certa ironia e anche qualche slancio poetico in questa storia di amore disperato, in effetti quelle "jacarande" buttate là non si sa se commuovano facciano sorridere(sono andata a cercare sul dizionario, mai sentite nominare... in quale "centro" si trovano mai??). Nell'insieme scorre piacevolmente e tiene in tensione in attesa di un finale che non c'è. Qual è la fonte di ispirazione?
  • Antonio Viciani il 05/07/2010 13:06
    Non è facile. Credo che l'idea ci sia e che potresti elaborarla di più. Anche la lingua è per me troppo cruda. Lo vedrei meglio se ci tornassi su. Grazie e continua.

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