username: password: dati dimenticati?   |   crea nuovo account

Oltre la staccionata

Eccola la scogliera.
Imponente come un’espugnabile fortezza. Sotto i primi palpiti dell’alba Marty iniziò a scorgerne la sabbia color della neve. Lo stomaco si era ormai rivoltato come un calzino dopo ore di infinito tormento tra le onde dell’oceano. Aveva rimesso anche l’anima e faticava a mettere a fuoco le cose. “Chissà che razza di faccia avrò” pensò quasi divertito. Se solo avesse potuto specchiarsi era convinto di vederci riflesso una specie di cadavere ambulante, pallido e smunto come i ronzini che è solito incrociare lungo il sentiero che costeggia la fattoria. È proprio li, poco dopo il crocicchio della grande quercia, che aveva incontrato Caroline. Rimase folgorato all’istante: una dea bionda come il mare di grano che ondeggiava lieve alle sue spalle. Era meraviglioso osservare i suoi lunghi capelli luccicare al barbaglio delle stelle sotto il cielo di quasi estate. Distesi nel prato ascoltavano i sussurri del grande ruscello scambiandosi i sogni presso un punto qualsiasi dell’orizzonte oltre la staccionata della vecchia tenuta. “Ho deciso” disse una sera guardandola negli occhi “Tra due settimane parto per l’Europa. Ci ho pensato e mi sono detto che è il momento giusto”. Caroline lo guardò senza dire nulla. “La scuola è finita e prima dell’università credo che un’esperienza così possa farmi solo bene. Tu che ne dici? In fondo starò via solo per poco tempo. Lo sai anche tu come stanno le cose” . Lei continuò a tacere fino a quando non lo vide partire. Poi tornò a casa e si chiuse nella sua stanza ad aspettare. Anche Marty aspettava che il portellone si aprisse. Quanto desiderava mettere i piedi sulla terra ferma. “Ci siamo!” urlò il comandante. “Tenetevi pronti”. Il rumore del mare si fece più intenso mentre il portellone a prua si abbassava mostrando, in fondo, la bianca battigia. Bianca come la luce che s’accese improvvisa dentro Marty. Luce infinita che ti chiama. Ora sei già lontano, Marty, a mille galassie di distanza oltre la staccionata, dove il sole non tramonta mai. Sulla spiaggia, se gli dei del mare, sopraffatti dalla pietà, lo acconsentiranno, arriverà solo il tuo misero corpo. Una spiaggia che, scherzo della sorte, ha il nome di casa tua: Omaha.

 

0
3 commenti     0 recensioni    

un altro testo di questo autore   un'altro testo casuale

0 recensioni:

  • Per poter lasciare un commento devi essere un utente registrato.
    Effettua il login o registrati

3 commenti:

  • Ivan Bui il 12/11/2007 11:22
    Dimenticavo, mi é piaciuto.
  • Ivan Bui il 12/11/2007 11:21
    Scritto bene anche se bisogna dar fondo all'intuito, qualche dettaglio in più avrebbe aiutato.
  • Argeta Brozi il 14/08/2006 11:16
    L'avrei preferita più lunga.

Licenza Creative Commons
Opera pubblicata sotto una licenza Creative Commons 3.0