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La gallina Mata Hari

Il guasto al cineproiettore dell'Ariston si riscontrò più grave del previsto e, invece delle due solite settimane, il cinema rimase chiuso per quasi due mesi. Per le bande di quartiere fu un periodo drammatico perché dopo neanche un mese cominciarono a frazionarsi in tanti gruppi e sottogruppi, alcuni dei quali composti di appena quattro o cinque elementi. L'anarchia divenne totale e liti e zuffe varie scoppiavano ogni momento e quando succedeva qualcosa la colpa era ovviamente di tutti, che c'entrasse o meno. A tal proposito vigeva un detto assolutamente rappresentativo. "La pipì bagna il letto e il culo le busca" .
Bisognava correre ai ripari ed allora i capi zona indissero un summit per analizzare la situazione. Il luogo prescelto fu lo spiazzo intorno al lavatoio pubblico, alla periferia del paese e nel mandamento del rione Fontana, il nostro per le precisioni. Lì, alle sei del pomeriggio, i sei capi zona vi arrivarono accompagnati dai relativi sottocapi e in tutto vi si radunò una piccola folla di circa trenta ragazzini. I sei capi si disposero a cerchio in un angolo tra il lavatoio e la fontana del leone (una sorgente vecchia di secoli) e, a circa dieci metri di distanza il semicerchio dei sottocapi.
Dopo un'ora di chiacchiere inutili ancora non si era trovata una soluzione, quando dal gruppo dei sottocapi si levò alto un grido di richiamo. Era Rocky Red, ovvero Rocco il rosso, chiamato così per la capigliatura e le tante lentiggini dello stesso colore che lo riempivano totalmente. Questi era anche lo sgobbone non solo del suo gruppo d'appartenenza ma anche di tutte le bande, almeno era così considerato, a torto o a ragione (più a torto però..). Aveva sì un'infarinatura complessiva, ma poi faceva un'enorme confusione tra personaggi ed epoche diverse, ma gli andava spesso bene per la nostra totale ignoranza dovuta alla scarsa applicazione allo studio.
"La fortezza - gridò all'improvviso con il dito puntato verso l'alto - facciamo l'assalto alla fortezza!"
Di colpo il summit si zittì, tutti i capi stavano seguendo la direzione del dito del Rosso e ognuno di loro già iniziava a spremersi le meningi. In effetti, la soluzione proposta non era poi tanto malvagia, bastava solo elaborarla al caso.
Qui, però, bisogna inevitabilmente descrivere i luoghi della battaglia.
Alla periferia del paese vi era il lavatoio, a dieci metri di distanza e a dieci di maggior dislivello vi era la testa dell'aquila, una roccia enorme che spuntava da terra avente quella strana forma. Sotto la testa in una piccola caverna naturale noi del nostro quartiere vi avevamo fatto un personale rifugio dove ci andavamo a rintanare appena potevamo. Non è che vi facessimo chissà cosa, ci raccontavamo balle o giocavamo d'azzardo con le figurine o con i tappi delle bottiglie di birra sempre aventi come palio le figurine, (piccola spiegazione del gioco, consisteva nel posizionare sul palmo di una mano dieci tappi uno dietro l'altro e poi fare il "palmo-dorso-palmo" ovvero lanciare in alto i tappi tutti insieme farli ricadere sul dorso della mano, rilanciarli per riceverli sul palmo. Vinceva chi alla fine n'aveva salvato il numero maggiore. Era un gioco semplice ma non per niente facile.).

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0 recensioni:

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17 commenti:

  • Michele Rotunno il 08/10/2010 15:47
    Vic, il cuscinetto me lo porto sempre dietro, non si sa mai dovessi finire in acqua.
  • Anonimo il 08/10/2010 15:28
    x Michele, Non mi sono spiegato. Le similitudini sono solo nella ricerca dell'ironia, cercare di divertire e divertirsi. Tutto qui. Figurati se pensavo al plagio, quando mai!!!!. Un abbraccio
  • Michele Rotunno il 08/10/2010 14:07
    Remember, sono alto 6 piedi e peso 15 stone = cuscinetto perenne.
  • Michele Rotunno il 08/10/2010 13:37
    Vittorio, tu sei un sadico e ti dico perchè. Mi hai costretto a rileggere questo racconto, io che sono davvero un fannullone che maschera questa mancanza usando un altro termine (idiosincrasia alla lettura), per capire a cosa ti riferisci.
    Il racconto l'ho scritto due mesi fa e non me lo ricordo nei dettagli. Il peggio è che adesso devo rileggere te per trovare le similitudini. Guarda, ti taglierei quell'impudico dito...
  • Anonimo il 08/10/2010 13:26
    Laura ti ha lasciato le stelline ( già ma quante?) poi si è ben guardata di scrivere un commento, sai la fatica poverina.
    x Michele
    Adesso capisco perché mi hai fatto l'onore di leggere un paio di miei racconti. Hai intravisto alcune somiglianze tra di noi nella tipologia della scelte e nel modo di esporle. Tu ti aspetteresti che adesso io scriva "Però tu sei molto più bravo" invece non lo scrivo anche se lo penso. Ricevere 7 commenti per un racconto di 4 pagine in questo sito di fannulloni è testimonianza di capacità assoluta. Ne sa qualcosa Ivan che con il suo "E se domani" di sole tre paginette è stato gratificato solo da me e dalla Scema P. (solidarietà tra concittadini)
  • Michele Rotunno il 10/08/2010 11:15
    Grazie Fabio, sono sempre un umile narrastorie.
    Ciao
  • Fabio Mancini il 10/08/2010 09:11
    Il tuo racconto mi ha preso per la leggerezza, la semplicità d'espressione e per l'ironia (elemento che apprezzo sempre). Non capita spesso di leggere sul web racconti così piacevoli. Ciao, Fabio.
  • Michele Rotunno il 09/08/2010 20:26
    Grazie Ivan, troppo buono.
    Ciao
  • Michele Rotunno il 09/08/2010 20:25
    Grazie Bob, ridi, ridi, se fosse morta lo sarebbero state anche le mie natiche
    Ciao
    Michele
  • Ivan Bui il 08/08/2010 21:43
    Dovrei ripetermi, mi limito a dirti bravo.
  • Bob di Twin Peaks il 31/07/2010 19:46
    ... tanto lo sò che invece era morta la gallina (rido) , anche io ne ho una sulla coscienza, che ricordi! proprio bello il racconto
  • Michele Rotunno il 29/07/2010 15:37
    Caro Salvatore, tra le tante cose sono stato sottufficiale in artiglieria contraerea leggera, un giorno, forse, mi metterò a raccontare tutte le cavolate in divisa, prima devo esaurire le cronache di Montepiano, poi forse...
    Grazie per esserci passato.
    Ciao.
  • Salvatore Cipriano il 29/07/2010 13:34
    Bellissimo racconto, il tuo passato da legionario mi appassiona. Meno male che da grande non hai fatto il militare, eri già addestrato agli scontri, saresti diventato peggio di Megas Alexandros. Cinque stelle più che meritate.
  • Michele Rotunno il 28/07/2010 20:16
    Grazie per essersi stato A. R. B. G. F.. ecc.
    Ciaoooo
  • Anonimo il 28/07/2010 19:13
    Ben descritto il fenomeno della violenza... alla Burgess!
    Io sono pacifista per fortuna
    Ma purtroppo la realtà dei giovani spesso non tiene conto del buon senso.
    Ottimo come sempre!


    A. R. G
  • Anonimo il 27/07/2010 10:07
    Le battaglie tra gruppi di ragazzini, in guerra per conquistare un territorio è un ricordo anche della mia infanzia. Si faceva tutto per gioco, ma le pietre erano vere, e se ti prendevano... Oggi non è nemmeno concepibile una cosa del genere, per fortuna. Però le mie amicizie più profonde sono nate li, ed ancora oggi, quando ci rivediamo basta che uno attacchi con il classico - Ti ricordi, quando la banda di...- ed un mare di ricordi affiora dai più reconditi angoli della mente. Si raccontano le stesse storie, in un interminabile rievocare che non stanca mai, alimentato com'è dalla nostalgia di tempi passati, indimenticabili per chi li ha vissuti.
    Grazie Michele per indurmi, ogni tanto, a queste piacevoli rimembranze.
    Ciao.
  • laura cuppone il 27/07/2010 00:18
    sono stravolta... stanchissima ma sulla fiducia intanto ti lascio le stelline.. poi.. domani leggo con calma.
    ciao Micheeeeeeee!!!!!

    'nanotte!
    lau

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