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Il bianco

È il suo segreto, questa forma di terapia. Alle cinque, quando ha finito, non vede l'ora di tornare a casa, di togliersi le scarpe e di mettersi in poltrona. Di solito ha un giornale e una bibita già pronti sul tavolino perché a Paola piace coccolarlo. Lui beve, legge, si riposa, poi va a fumare una sigaretta sul balcone e aspetta. Verso le sei e mezzo spunta il gatto sul terrazzo di fronte. È un persiano bianco, di quelli di razza. Si guarda intorno, poi con un salto raggiunge il cornicione più in basso e fa quella cosa.
Si volta nella sua direzione e lo scruta con quegli occhi verdi e allungati, in maniera insistente come se volesse scavargli nell'anima. Ma quel giorno succede qualcosa di inspiegabile, forse la medicina che gli ha prescritto lo psichiatra non è efficace, dal momento che continua ad avere quel genere di allucinazioni. Come è possibile che il gatto gli abbia fatto cenno di seguirlo? Domani con lo psichiatra parlerà di questo e del bianco che continua a dargli il tormento.
Bianca, il nome dell'unica donna che ha amato veramente. Bianco, l'abito da infermiera che Paola ha "indossato" per prendersi cura di lui, bianco, il vestito da sposa che la donna ha comprato di sua iniziativa per le loro nozze imminenti. Gianni, infatti, non vuole sposare Paola: le vuole bene, ma non la ama, prova affetto e tenerezza, ma non la passione travolgente che ha condiviso con Bianca.
Ancora non ha capito come si sia trovato invischiato, prima nella convivenza con Paola, poi in quel progetto di nozze imminente. Eppure ha mandato alla donna messaggi inequivocabili che lei non ha voluto afferrare. Gianni ha sempre cercato di non badare troppo ai cosiddetti luoghi comuni sulle donne, ma Paola li rispetta davvero tutti: soprattutto per quella sindrome da crocerossina della serie "io ti salverò".
Il gatto se ne è andato e Paola lo chiama con voce flautata e suadente, perché la cena è pronta; dopo prendono posto nel divano per la visione di un film. Gianni fa finta di seguirlo mentre continua a pensare a Bianca, a suoi occhi verdi magnetici che lo avevano fatto capitolare al primo sguardo.
Guarda Paola: la classica brava ragazza. È inevitabile l'ennesimo confronto con l'altra: bella e dannata. Nessuno immagina ciò che Gianni è stato capace di fare per Bianca: dormire nel pianerottolo della sua casa quando lo aveva mandato via dopo un litigio, non solo accettarne i tradimenti, ma darle addirittura il suo consenso per frequentare altri uomini. Tanto poi Bianca ritornava sempre da lui e questo gli bastava per andare avanti.
A Bianca piaceva frequentare i locali notturni, adorava stare al centro della pista, ballando sensualmente mentre si posavano su di lei gli sguardi carichi di desiderio degli uomini presenti. E Gianni ovviamente aveva accettato anche questo.
Ma durante il tragitto di rientro verso casa dopo una delle sue notti brave, Bianca forse per l'eccessiva velocità, aveva perso il controllo dell'automobile che era finita contro il guardrail e precipitata nella scarpata. La macchina era stata avvolta all'istante dalle fiamme.
Il cadavere era irriconoscibile; era toccato a Gianni, straziato dal dolore, provvedere all'identificazione che era stata possibile soltanto per la presenza dell'immancabile catenina col cuore che la donna portava sempre al collo. All'interno del cuore c'era la foto di suo padre.

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3 commenti:

  • sara zucchetti il 03/08/2010 21:08
    Complimenti, il racconto è un po'triste, ma con una fantasia particolare e in fondo la tenerezza di un amore profondo. Mi è piaciuto molto il finale dove lui tiene i peli del gatto e il ciondolo di lei.
  • Giuseppe Tiloca il 31/07/2010 10:40
    Scioccante Maria Grazie! Non ho mai letto un racconto del genere. È una storia diversa dal normale, sono estasiato, bravissima.
  • Michele Rotunno il 30/07/2010 12:34
    Un racconto molto triste che induce a malincuore a non affrontare certe alienanti problematiche.
    Ben scritto, con brio e scioltezza.
    Ah, in un punto, sicuramente per distrazione, hai fatto morire Paola al posto di Bianca.
    Al di la della tristezza, un bello stile di narrazione.

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