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LETTERA AD UN AMICO

LETTERA AD UN AMICO

La parola amico in certi casi è
Una parola di abuso comune.
Dovrei tenerti presente per avermi fatto compagnia
Una famosa notte in rete.
Forse da qual momento ho cominciato a vederti come potenziale amico.
Non avevo stima di te prima di allora.
Ma è giusto che l amicizia maturi col tempo purchè la si valuti obbiettivamente.
E dei tuoi metri di valutazione, lasciamelo dire, sono spesse volte stupefatta.
Io credo che tu abbia la visione annebbiata. Ma non voglio fare un trattato sull’amicizia o imitare opere grandi e versi altisonanti in merito.
L’unica cosa che tengo a mente è che l’amico lo vedi nel momento del bisogno non quando si ride o almeno non solo. È per questo che cerco di vedere un margine di sensibilità in te. Forse lo vedo. Forse non vedo niente. A volte è visibile a tratti.
L’amicizia si misura da tante cose. Forse anche dal tempo di conoscenza? O forse facendo una classifica degli amici?
A volte si pronunciano parole che feriscono come una spada. E li capisci che forse non è il caso di investire su qualcuno.
Certo, l’amicizia è un investimento. L’amico, quello vero,è quello che ti accompagna per tutta la vita, uno su cui poter contare;quello che ti offre la sua disponibilità prima che tu la ricerchi, quello che in ogni circostanza ti rivolge il pensiero per il piacere di sentirti e di vederti. E il carattere non conta. Se tutto ciò non accade non c’è scusa che tenga. Essere amico è un’arte!
Tutto sommato io non posso puntare il dito contro i tuoi sistemi di valutazione.
Secondo me tu cerchi il consenso da chi piu ti è lontano.
È come accade in regime: piu il dittatore martella il suo popolo piu si ha stima e riconoscenza di lui. E il dittatore poi fa marcia indietro e chi aveva confidato in lui è perso. Tu sei quello che confida nel dittatore. E stai attento a non restare solo!
Però devo riconoscere di tutte le volte che hai voluto rendermi partecipe di piccole gioie. Mi ricordo quando nacque tuo nipote e mi hai fatto sorridere. Erano le vacanze di Pasqua. Io ero in Puglia a casa di una cara amica. E quando hai passato la prova di lingua? Anche sono stata felice. Quella volta mi mandasti un sms mentre andavo in ST. E le volte che mi hai confidato di persone a te care? Sono stata ad ascoltarti volentieri e qualche volta mi hai fatto anche intenerire, in altre perdere la pazienza.
E la volta piu bella è stata la nottata passata in rete. Da non dimenticare!
Se non c’eri tu quella notte penso che sarei morta. Ero sola in casa a Milano come la maggior parte dei fine settimana in cui Silvia non torna a casa e usciamo insieme.

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9 commenti:

  • Franco Marinelli il 16/06/2008 17:56
    Tra le righe si legge un addio e forse un rimpianto. Il viaggio continua, ma i viaggiatori si sono separati. Rimane il dubbio su tutto quello che poteva essere ed invece non è stato.
  • lupoalato maria cannavacciuolo il 15/02/2008 21:41
    Più che una lettera sono parole gettate d'impulso e quelle sono le parole più vere!!! Brava.
  • IVANA GIGANTE il 22/08/2007 21:14
    Diciamo che chiamare amico la persona in questione è stata una forzatura! Vabbè,è rimasta una lettera che, forse, il soggetto in questione ha anche dimenticato che esiste se poi, come mi è stato detto,è bastata una parola poco gradita che l'ha spinto a rompere definitivamente i rapporti. Sarà vero?!?!? Grazie a tutti per i commenti.
  • Stella La Rosa il 18/06/2007 23:25
    Mi è piaciuto molto. Brava
  • Annalisa Benevelli il 11/04/2007 14:26
    bel racconto brava
  • Luca Calabrese il 07/01/2007 15:44
    L'amico al momento del bisogno... Mi fa venire in mente una barzelletta ...
  • alessandro cittadino il 28/09/2006 22:21
    abbiamo dato lo stesso titolo... a diverse poesie... vabbe... la tua però è proprio una lettera...
  • Carlo Diana il 25/09/2006 23:43
    una lettera sentita. parole dette più che scritte. Ed è proprio una voce, un fiato, che spesso manca ad un amico

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