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Ore undici : riunione

Ore undici : riunione.
Tavolo ovale predisposto per dieci.
Arrivo in ritardo e appena entrato siedo al mio posto.
Il capo mi squadra. Ho capito : la convention avrà un seguito. E non sarà piacevole.
Non ho il coraggio di alzare gli occhi mentre il responsabile del marketing inizia la relazione.
Non riesco a concentrarmi, sbadiglio.
Mi martellano le parole di mia madre. " Se si lavora non si può far tardi la notte..." con quello che ne consegue. Povera donna l'ho fatta inquietare per anni ma non ho imparato la lezione.
L'intervento di una voce femminile mi riporta al presente.
È la nuova responsabile della pubblicità.
Carina... penso e che voce sensuale. Mi sveglio dal torpore e ascolto.
Non me ne è mai fregato niente del settore ed è sempre stato il momento giusto per sognare ad occhi aperti.
Mi accorgo che non ho cambiato atteggiamento ma il tema è più gustoso del solito.
La sua bocca da baciare, frutto succoso da mordere mi invita all'attenzione così come i suoi capelli scivolati sulla camicia aperta sul seno.
Non posso fare a meno di fissarla quando si risiede, finito l'intervento, apprezzato dal capo.
Troppo facile, penso, con una così.
È il collega a prendere la parola ma io non muovo gli occhi dal mio obiettivo.
Non ricordo il nome del personaggio dei fumetti che attrae le persone solo con lo sguardo ma cerco di imitarlo. Il mio flusso magnetico tesse fili invisibili nella ragnatela gettata al di là del tavolo.
Il polo opposto è attratto.
Mi guarda... no, mi sbaglio, mi osserva. Mi sfida.
Giochiamo a chi resiste di più.
Ricordo che da bambino mi divertivo a farlo con gli amici e vincevo sempre.
Tra noi c'è il binario a doppio senso e le rotaie sono sempre più calde. Scottano.
Fare del sesso senza toccarsi. È la prima volta che mi accade.
Io ho bisogno del contatto fisico come il cibo per vivere. Non mi riconosco. Sto sognando.
No, lei è vera e la mia non è illusione.
Stremato, vorrei fuggire ma sono bloccato come una statua di marmo.
Ho fallito: lei è il ragno e io la mosca catturata dalla sua trappola.
Faccio cadere di proposito la penna, mi chino e guardo sotto il tavolo.
Le sue gambe.
Mi manca l'aria!
Rimango a testa in giù e mi sento perduto. Non ho il coraggio di alzarmi...

Sento il mio nome ripetuto più volte.
-E allora quali sono le novità? Hai steso la relazione sulla Fiera di Berlino?
-Sì. Eccola. - E mi alzo per distribuirla a tutti.
Ma lei dov'è? Nove colleghi. Tutte le sedie occupate.
Non oso chiedere della responsabile della pubblicità.
Sparita!

Aveva ragione mia madre : " Di notte... è meglio dormire!".

 

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5 commenti:

  • rainalda torresini il 04/08/2010 20:52
    condividi il pensiero maschile visto da una donna? Oppure voi uomini non sognereste mai ad occhi aperti una simile situazione?
    Io ho cercato di immedesimarmi, avendo figli maschi e lavoratori che hanno fanno impazzire la madre rientrando tardi. Mi è sembrata la giusta punizione per loro... una sottile vendetta.
  • Anonimo il 04/08/2010 18:11
    Credo che il protagonista dovrà cercarsi un altro lavoro a breve... o una donna.
    Interessante veduta in prospettiva dall'altra metà del cielo.
    Ciao.
  • rainalda torresini il 04/08/2010 18:05
    Ma è proprio un ragazzo che scrive...
  • Michele Rotunno il 04/08/2010 17:08
    Un racconto stile Saroyan, molto bello. Però mi sarebbe piaciuto l'acessi scritto con ruoli invertiti, così, giusto per sapere di un uomo cosa attira una donna.
    (Ah, fatto, molto interessante, ci penserò
    Ciao.
  • natascia corsini il 04/08/2010 11:58
    Un sogno ad occhi aperti che in molti vorrebbero fare! Storiella molto carina, complimenti!