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Formiche

Mi chiedo perché nessuno me l'abbia mai spiegata con chiarezza, la morte.
Quando ero bambina il mondo sembrava nascondermi quella parola, quel concetto. Sono cresciuta con la convinzione che tutti noi fossimo eterni e che la mia città fosse la capitale del mondo. Mi divertivo a sentire i piccoli corpi delle formiche scoppiare sotto ai miei polpastrelli. Poi restavo immobile a scrutare ciò che avevo fatto e non capivo il perché, ma quelle formiche non si rialzavano mai e questa cosa mi urtava, a volte quasi fino a farmi arrabbiare.
Mia madre si imbestialiva sempre, senza spiegarmi perché quel gesto fosse tanto ingiusto. Mi sentivo la regina del mio mondo e tutto ciò che era più piccolo di me era sottomesso alla mia onnipotenza di bambina viziata.
La mia infanzia l'ho passata all'oratorio. Lì le suore volevano convincermi che la vita sarebbe finita prima o poi, ma sarebbe successivamente ricominciata in Paradiso, un luogo bellissimo e luminoso dove si ritrovavano le anime Pie. Un giorno però saremmo tutti risorti nei nostri corpi. Questa cosa mi intimoriva un pò. Ripensavo a quelle formiche che avevo ucciso. Anche loro sarebbero risorte? e se lo avessero fatto... sarebbero rinate in quei corpi ormai distrutti che io stesso avevo deturpato?
Cominciarono i miei incubi. Sognavo di essere assalita da branchi di formiche menomate che si ficcavano sotto la mia pelle e mi mangiavano dentro.
Mi svegliavo urlando e piangendo. Quelle scene ancora si ripresentano nella mia testa e non riesco a rimuoverle. Ma se una volta mi facevano paura, ora sento solo pena per quella povera bambina che si sentiva un Dio.

Adesso tutto è cambiato. La mia vita è un continuo lavorare, ininterrottamente, fino allo stremo delle forze. Ed è giusto che sia così. Ogni giorno vivo con la paura di quella morte atroce che ormai conosco bene. Il sudore non solca più la mia fronte, le lacrime non rigano più il mio viso, ma tutto ciò che ora ho attorno è solo terrore e disperazione.
Non ho mai creduto al Paradiso. Mai. E non ho mai creduto nemmeno all'Inferno.
Ora ci credo eccome, da quando mi ci sono ritrovata dentro. La stanchezza è tanta. Quelle suore che mi insegnavano la via ora sono qui con me. Anche loro. Mille formiche che vengono schiacciate.

 

l'autore Nenia Samael ha riportato queste note sull'opera

23 Giugno 2009


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1 recensioni:

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  • Anonimo il 15/05/2014 03:00
    apprezzato... complimenti.

11 commenti:

  • Nenia Samael il 15/05/2014 18:29
    Grazie Ferdinando!
  • Fabio Mancini il 24/08/2010 22:18
    Ciao, Nenia. La precisazione sul soggetto del tuo breve racconto, spiega tutto. Mi dispiace per il malinteso. Riguardo alla psicologia sono un curioso di tale scienza, ma sono anche un testimone attendibile degli esorcismi e di pratiche religiose che sconfinano nel soprannaturale. A ciascuno i propri interessi! Riguardo all'interpretazione che dai dei Testi sacri, del mondo animale e sugli uomini, non entro nel merito. Avrai le tue buone ragioni per non pensarla diversamente. Un saluto, Fabio.
  • Nenia Samael il 24/08/2010 12:35
    Allora... in Primis il racconto non parla della mia vita ma è pura fantasia, quindi la protagonista non sono io, di conseguenza è inutile che cerchi di psicanalizzarmi tramite quel personaggio dato che è totalmente fantastico. Seconda cosa, conosco moooolto bene le preghiere di guarigione, in particolar modo quelle di Padre Amorth. Tu che sei cosi bravo con la psicologia dovresti essere il primo a non credere a quelle cretinate... gente che sviene e urla di aver visto lo spirito santo, entità che poi se gli vai a chiedere cos'è manco te lo sanno dire...
    L'uomo è stato creato a immagine e somiglianza di Dio?? A me sembra più il contrario leggendo l'antico testamento! "Io sono un Dio Geloso!"(Esodo 34;14) ne è uno dei più palesi esempi, che fanno capire quanto la Bibbia sia UMANA...

    Il mio Amore per gli animali non è influenzato dalle "culture orientaleggianti". Ho sempre avuto rispetto per gli animali, anche nel periodo in cui non ragionavo (quello cattolico), quindi il mio mettere alla pari (se non mettere al di sopra) l'animale e l'uomo deriva da credenze che avevo già da bambina, non da chissà quali culture. In mezzo agli animali ci sono cresciuta, quindi so benissimo di cosa parlo.
    Ha molta più Anima e sentimenti un animale che un uomo a volte... vallo a dire al mio gatto Shun che da quando è morto Samy, con cui è cresciuto, piange tutte le notti fuori dalla porta aspettando che torni! Dillo al mio micio Duffy che quando Chen, il mio cane paralizzato, stava male a terra a piangere lui stava le ore a fargli le fusa e ci dormiva accanto per giornate intere! Dillo a tutti gli animali che ho avuto e che mi hanno accompagnato nel mio percorso finora, dillo a loro che sono riusciti a consolarmi molto più di amici e parenti perchè SENTIVANO che stavo male e non mi abbandonavano nei momenti di agonia! Esseri umani con l'empatia di un animale sono più unici che rari!
    L'uomo fa schifo, è lercio, fuori e dentro. È egoista, velenoso ed egocentrico... l'unico essere umano decente è un bambino appena nato che ancora non è stato sporcato dalle sozzerie del mondo e ha ancora un anima pura... proprio come un animale!
  • Fabio Mancini il 23/08/2010 21:16
    Il tuo parere, la tua opinione è condivisa da una certa cultura orientaleggiante che pone allo stesso livello l'uomo alla bestia, come se anche gli animali provassero dei sentimenti ed avessero un'anima. Solo che l'uomo è a immagine e somiglianza di Dio, la formica no! Se armai convivi con i tuoi sensi di colpa, dovresti leggere "Il ricettacolo dell'infelicità" di Paul Watzlawick, perché penso che ne troveresti giovamento. Gli assalti degli incubi, i deliri di onnipotenza (la bambina che si sentiva come un Dio) sono elementi evidenti di chi non ha superato determinate problematiche dell'età infantile. Anche il lavoro continuo, fino allo sfinimento potrebbe essere un atteggiamento viziato per soffocare altre problematiche nascoste, o non risolte. La miglior cosa sarebbe quella di equilibrare le ore di lavoro con le ore di svago, l'attività intellettiva con quella manuale. L'inferno, quello che dici di esserci stata dentro, non è nulla rispetto all'Inferno vero e proprio. Se non ci credi, prova ad assistere ad una preghiera di guarigione da possessione diabolica, come quelle che celebrava Mons. Melingo e poi ne riparliamo... Ciao, Fabio.
  • Nenia Samael il 23/08/2010 13:46
    Fabio, a mio parere uccidere una formica o uccidere un essere umano è allo stesso identico livello... su questo non siamo decisamente d'accordo...
  • Fabio Mancini il 23/08/2010 13:31
    Gli interrogativi che poni sono molti, e tanti sono senza risposta. Esiste l'Inferno? Esiste il Paradiso? Beh! Puoi crederci, o meno, però sappi che esiste il Male come esiste il Bene. Molti confondono il senso di colpa (ho ucciso una formica!) con il peccato (ho ucciso un uomo!) Il peccato è la negazione del bene, nel modo oggettivo, assoluto. È peccato ritenersi senza macchia, sentirsi immune al rancore, all'odio, all'egoismo, mentre la realtà è completamente diversa! Colui che pecca è cieco verso di sé e verso la realtà che lo circonda. È come se pur vivendo, non vivesse. Il senso di colpa è una condizione che non permette l'analisi oggettiva delle situazioni e infonde uno stato di angoscia, di ansia e di costante ineguatezza. Si vive così in modo costantemente infelice. La morte, cara, Manuela, non può essere spiegata a parole. La morte va vissuta. Quando il 7 aprile del 77' mia nonna morì serenamente, recitando fino all'ultimo istante di vita le sue preghiere, un raggio di luce le illuminò il volto. Passava a miglior vita nel modo più indolore possibile. La grazia di Dio l'aveva abbracciata. Mia nonna, moriva, così come aveva vissuto. La morte non va spiegata, ma vissuta e compresa. Un bacio, Fabio.
  • Nenia Samael il 22/08/2010 17:53
    Aahahahah!!!! Bè Antonino... risalgono ad "epoche" diverse!
    E poi si, sono sempre stata estremamente lunatica! XD Non mi capisco nemmeno io!! Ahahahah!!
  • Anonimo il 22/08/2010 17:50
    Questa tua disperazione è un po' in contraddizione con le danze orgiastiche, e l'erotismo vitale di cui hai parlato nelle poesie!
    A meno che... non hai una voglia disperata di vivere!
    Ancora non ti ho capito, significa che sei geniale!
    Baci!


    A. R. G
  • Nenia Samael il 22/08/2010 17:40
    ... e bel commento il tuo Michele! Grazie!
    Grazie anche a te Nunzio, leggerò volentieri del tuo inferno se vorrai raccontarne
  • Michele Rotunno il 22/08/2010 17:04
    In effetti è solo questione di distanze, guardare in basso siamo dei, guardare in alto verso le stelle siamo meno di formiche, forse nemmeno atomi. Non possiamo neanche dire che non bisogna schiacciare le formiche perchè quakcosa la schiacciamo sempre, piuttosto dovremo essere sempre consapevoli delle nostre azioni.
    Bel racconto Nenia.
  • Anonimo il 22/08/2010 17:00
    Hai ragione, l'inferno esiste. Non uno solo però, migliaia, milioni di tipologie, ognuno costruito su misura per ogni singolo condannato. Il tuo inferno l'hai raccontato, così come la tua disperazione. Forse un giorno racconterò anche del mio, con la mia disperazione.
    Molto bello, il racconto.
    Ciao.

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