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Acqua e libertà

Acqua.
Da bere per dissetarsi, dove immergersi nelle giornate afose d'estate.
Il rumore della risacca al mare o il silenzio del fiume che scorre lento rilassano il corpo e lo spirito.
L'acqua che scroscia nelle giornate d'autunno o i chicchi di grandine nel temporale d'estate.
È sempre lei la protagonista dei mie stati d'animo.
La scienza definisce la sensazione come meteoropatia.
Ma io dico che il nostro è un viaggio in simultanea. Incrocio con lei l'abbandono, lo scoppio, il piacere.
Strano il nostro rapporto visto che immergermi in lei non mi è stato concesso dalla paura che ho avuto per diverso tempo di soffocare.
Da quando ho imparato a nuotare la confidenza è maggiore e la sento sorella..
Ero un adolescente e mi trovavo con la famiglia di mio fratello nel mare di Rovigno, più precisamente all'Isola Rossa che raggiungevo ogni giorno con il motoscafo.
La prima volta che uscendo dalla boscaglia vidi gli scogli e il mare verde trasparente, mi resi conto all'improvviso di com'è fatto il maschio.
La spiaggia era riservata ai "naturisti".
(Proibito confondere lo spirito di queste persone con il termine " nudisti" ).
Lo shock è stato forte e i miei occhi vagavano nel panorama circostante per riconoscere una persona simile a me e in questo fui accontentata.
Le ragazze slave sono molto belle fisicamente e vedendole muoversi sugli scogli a seno nudo non mi sentivo a disagio.
Ma l'uomo no...
L'uomo non è mai elegante quando se ne va in giro a passeggiare mostrando tutti i suoi attributi. Nulla nel suo aspetto anche se bellissimo può essere definito chic.
Superato l'impatto dei primi giorni mi abituai a sorvolare sull'aspetto dei mie vicini fino al giorno in cui arrivò il mio fidanzato che, naturalmente a quei tempi, non conoscevo intimamente.
Da buon siciliano trasferito al nord da bambino non tradì le sue origini dicendomi:
- Nuda te trovo, ah?
Era solo una battuta per incoraggiarmi al peggio.
È importante sapere che in un'isola di naturisti il comportamento deve essere irreprensibile anche tra coniugi e la sorveglianza è granitica.
Non può essere commesso alcun atto che va al di là della decenza.
Non so cosa ne pensino di questo ambiente le donne che frequentano le spiagge di oggi con il costumino all'ultima moda per farsi ammirare dalle amiche per poi liberarsi della parte sopra appena entrano nella spiaggia libera.
Credo che il loro comportamento sia solo ipocrisia.
Nella spiaggia dei naturisti l'ipocrisia non esiste né nella forma né nella sostanza.
Si è tutti uguali brutti o belli, ci si riesce solo ad identificare per il sesso ma è una situazione in cui ci si libera di ogni orpello culturale e mentale.
La sensazione esilarante e inebriante è tuffarsi nudi in mare e risalire senza niente di bagnato addosso se non il proprio corpo.
Al ritorno in città provai la sensazione di tornare in una prigione dove tutti osservano l'altro e lo classificano per il suo modo di vestire o di apparire.
La nostalgia per l'isola si fece sentire nel profondo...
Ho ripetuto l'esperienza per due anni e in seguito ho ripreso a frequentare le spiagge normali con difficoltà e disagio per la gente che mi circondava e i miei amici che non ammettevano che almeno una volta nella vita l'esperienza che io avevo fatto bisogna provarla.

 

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5 commenti:

  • gianni castagneri il 14/04/2014 20:59
  • Ivan Bui il 28/08/2010 12:08
    ... non l'ho mai fatta questa esperienza, mi piacerebbe... quasi dimenticavo, il racconto (una pagina del diario, da quel che leggo nel commento, vera..) é scorrevole e scritto benissimo.
  • Anonimo il 22/08/2010 22:10
    Se fossimo privi di tutti i condizionamenti mentali, delle sovrastrutture ed orpelli che la religione, le usanze, i modi di fare insomma la cultura in generale hanno introdotto in migliaia di anni di storia umana, forse gireremmo nudi e ci copriremmo solo per ragioni di temperatura. Datoche ciò è impossibile, senza appunto disconoscere la nostra storia, bisogna imparare a toglier tutto ciò che è in più per lasciare solo l'essenziale. Forse, allora, nemmeno ci accorgeremo di delle nostre nudità. Ma non è facile.
    Ottima riflessione Rainalda!
    Ciao!
  • rainalda torresini il 22/08/2010 20:56
    Grazie Michele. quello che volevo è far capire che ci sono ambienti in cui certi atteggiamenti rendono le persone uguali mentre altri icomportamenti in luoghi meno adatti sono solo una ostentazione e non significano libertà ma solo prevaricazione. Ciao, e grazie, Rai
  • Michele Rotunno il 22/08/2010 20:12
    Personalmente credo che sia tutta una questione di abitudine. Mi sapresti dire allora la differenza tra i naturisti e quegli abitanti di cui non ricordo la nazione che mettono un piattino nel labbro inferiore fino a farlo diventare becco d'oca? Per loro questo è bellezza per noi, beh lasciamo perdere... Non ci dovremmo scandalizzare di niente, solo delle cative azioni.
    Racconto interessante ed educativo.
    Brava