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Il giardino e la finestra

"Joanie, toglimi una curiosità: perché ci siamo lasciati?"
"Bobby, perché eri un egocentrico scorbutico."
"Joanie, sempre a farla più grande di quello che è. Abbiamo avuto una bellissima vita insieme, abbiamo avuto un bambino dagli occhi azzurri, un letto d'ottone, una cassa piena di ricordi, un pianoforte da quarantacinque dollari e due cappelli. E tu ancora sottolinei i miei difetti."
"Mi hai lasciato per vivere con cinque marmocchi polverosi e una strega con i capelli ricci."
"Ero un immaturo, un incapace, e lo sai. Tutto quello che sono ancora, forse."
"Di certo, Bobby. Di certo."
"Il punto è che sono diventanto quello che mai avrei voluto essere. Un insoddisfatto cinico, che pretende il rispetto e l'affetto delle altre persone. Soprattutto di quelle che hanno sempre saputo che tipo di persona ero. Come te."
"Io e te non siamo destinati alla felicità. Ricordo ancora tutte le volte che mi hai deluso. Non può esserci nulla tranne che il ricordo fra me e te."
"È qui che ti sbagli, Joanie. L'amore non è l'avvampare del fuoco, la tormenta, la tempesta. L'amore è quello che resta, le ceneri del focolare, il leggero manto della neve che ricopre le terre, le ultime onde segno di qualcosa di più terribile. L'amore è quello che resta, e quello che ci meritiamo dopo le nostre battaglie. La guerra è finita. Sei libera."
"La guerra non è finita, per me accettare la fine significa accettare la morte della libertà di ribellarmi. La morte della mia stessa essenza."
"Cresci, tesoro."
"Non crescerò finché potrò essere libera e felice."
"Perché non vuoi accettare e finalmente essere felice con me e con te stessa?"
"Accettare cosa?"
"Accettare che sei una meravigliosa donna, che hai passato la tua vita con il tuo cuore affacciato sul mondo, e ora è tempo di affacciarlo sulla finestra del tuo giardino. E da quella finestra, se guardi giù, vedi me. Ti aspetterò per tutte le notti buie che caleranno su di noi, per tutte le albe che nasceranno, i crepuscoli che verranno. E il tempo proverà quanto sia vero quello che provo per te, non mi importerà se il cielo crollerà o se la luna prenderà il posto del sole... Io resterò ad aspettare il tuo cuore affacciato sul tuo giardino."
"Il mio cuore sta benissimo affacciato sulla finestra del mondo; non potrebbe fare altrimenti. Ma lancerò sempre un'occhiata al giardino, quel piccolo giardino con rose, viole e margherite, e se tu ci sarai ancora, perché i tuoi giuramenti d'amore sono degni degli amanti incostanti, io ti farò salire nella mia casa, dove potrai vedere me stessa e le mie due finestre. E deciderai se ne varrà la pena."
"Quanto ci vorrà per vedere insieme le stesse stelle?"
"Mille albe e nessuna."
"Cosa vuol dire?"
"Potrebbe accadere fra dieci anni o domani, o stasera. Potrebbe accadere in qualsiasi momento."
"Allora ti faccio una promessa: io sarò un amante come il mare. Sarò reso incostante da impedimenti esterni, ma non temere, quando tornerò avrò la stessa forza di amarti dell'alta marea."
"Me lo prometti, Bobby?"
"Te lo prometto, Joanie."

 

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6 commenti:

  • glauco collini il 27/09/2010 00:31
    Forte e dolce. Devi essere una persona molto gentile. Bello l'incipit.
  • Daniela Di Mattia il 14/09/2010 10:15
    Brava un bel racconto, peccato solo che lei ha già deciso di cedere... Complimenti
  • Juliet Labourne il 10/09/2010 12:43
    grazie a tutti per i vostri commenti!
  • Noir Santiago il 09/09/2010 12:26
    Già... nel domani non v'è certezza. chissà quando vedranno quelle stelle, se mai le vedranno. La ragazza mi ricorda la frase "perché accontentarsi quando si può avere l'infinito." Bella l'idea e lo stile, la fine me l'aspettavo diversa.
  • Michele Rotunno il 08/09/2010 17:42
    A me pare che nel finale vi sia una resa incondizionata che lascia poco scampo.
  • Anonimo il 08/09/2010 11:19
    La fine mi dà un senso di incompiutezza ma lo spunto e l'incipit mi piacciono! Si colgono bene sia la fermezza di lei che l'inquietudine e l'indecisione di lui. Brava!

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