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Vere bugie e false verità

Potrebbero sembrare uguali le due affermazioni, ma non é così, entrambi, però, sono mezzi per ingannare.
Perché si inganna? Per amore o per odio, perché siamo coraggiosi o vili, furbi o poco intelligenti, diciamo le bugie per una quantità di motivi molto ampia ed è difficile aspettarsi di sapere tutta la verità su di esse. Di questa facoltà umana tutti potrebbero, a vario titolo, dirsi esperti: per aver mentito, per aver subito le menzogne altrui o per aver sperimentato entrambe le cose. Le bugie sono come il sesso e nessuno al mondo può dire di non conoscere per via diretta o indiretta, le regole di questo gioco antico. Antico anche perché la menzogna è l'essenza stessa del peccato originale: il serpente convinse Eva che se avesse mangiato il frutto dell'albero proibito sarebbe diventata come Dio.
Le menzogne si nutrono della verità, la elaborano, la costruiscono, la spostano, la trasformano, la spezzettano, la dividono e la moltiplicano. Possiamo dire che facendo diverse operazioni sulla realtà è possibile costruire una quantità infinita di menzogne.
Solitamente non ci si limita a raccontare una bugia, ma si cerca di renderla anche verosimile, cioè il più possibile simile a ciò che si cerca di nascondere. Una menzogna abilmente fabbricata riesce, spesso, più credibile ed accettabile della stessa verità. Inoltre i mentitori più abili cercano sempre di infarcire le loro menzogne con il massimo di dati inconfutabili in maniera che le parti vere riflettano la loro luce sulle parti false a cui sono mescolate.
Paradossalmente è possibile mentire senza per questo essere bugiardi oppure è possibile affermare una scottante verità e mentire spudoratamente. Immaginiamo che un commerciante d'arte disonesto abbia venduto un quadro senza alcun valore ad un cliente presentandoglielo come preziosa opera d'arte: quando l'acquirente mostrerà con orgoglio la sua nuova opera la descriverà con le preziose qualità che è convinto essa possieda, sicuramente dirà cose non vere, ma non possiamo affermare che egli non sia sincero. Non possiamo aggettivarlo come bugiardo dato che non è consapevole di dire una cosa non vera. In questo frangente vediamo come sia sottile il confine tra il vero e il suo contrario. La signora che invece torna a casa dopo un incontro con l'amante e alla domanda del marito che gli chiede dove sia stata risponde con fare sicuro e impudente di essere stata dal suo amante sicuramente sta dicendo una cosa vera nei fatti, ma con l'intento di mentire al marito. È bugiarda pur avendo dichiarato la verità: con la sua paradossale risposta ha fatto in modo che apparisse una bugia, quando invece era pura verità.
Fatta eccezione dell'inganno intrinseco (lo scherzo, la rivalità) e delle cosiddette menzogne di cortesia (ma come ti sta bene questo vestitino) non si inganna per il gusto di ingannare, ma con scopo di manipolare le conoscenze dell'altro, influenzarne i comportamenti, ed indurlo ad agire in modo che noi possiamo perseguire i nostri scopi. Da una prima distinzione tra lo scopo di far credere il falso e lo scopo di non far sapere il vero, si possono dedurre almeno sei strategie d'inganno (omissione, occultamento, falsificazione, falsa conferma, negazione, mascheramento). In realtà le forme in cui l'inganno si esplica, sono molte: la finzione; la produzione di oggetti falsi; la falsa notizia; la menzogna; il bluff. Ciò che caratterizza l'inganno come tale è l'intenzione, la consapevole volontà di trarre in errore. Se l'inganno è presente in tutti i fenomeni comunicativi umani, ce da chiedersi se lo sia nella comunicazione su larga scala dei mass media. A proposito dell'informazione giornalistica, si parlerà di disinformazione in quei casi in cui l'informazione falsa, incompleta o fuorviante ha lo scopo di falsificare il vero e diffondere il falso. Esistono però nuove forme d'inganno e sono: l'ostentazione, l'inondazione, il bombardamento di notizie, che impediscono di fatto che la notizia sia assimilata, compresa e portano al dissolvimento dei suoi contenuti. La soluzione sarebbe che il giornalista si rendesse consapevole che la ricerca della verità è possibile solo tramite il giudizio critico sulla realtà, e tramite un'adeguata conoscenza di essa; e che si assumesse la responsabilità di quanto scrive lasciando spazio anche al dubbio.

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4 commenti:

  • massimo vaj il 11/05/2014 13:55
    Ogni bugia è vera perché è una "vera" menzogna, e ogni verità è in parte falsa quando non è assoluta. Dire che la Verità assoluta non esista è contraddittorio, perché costituisce un'affermazione la quale, non essendo a propria volta assoluta si contraddice, dimostrando che l'assunto dal quale è partita era errato.
  • Guido Ingenito il 12/09/2010 18:14
    ottima riflessione. che dico? eccellente.

    Guido
  • Pino Badalamenti il 12/09/2010 13:55
    Ti risponderei che tutti mentiamo, indipendentemente dal ruolo che si riveste nella società. Però ci sono alcuni ruoli, alcune professioni, che, proprio per il lavoro che fanno, dovrebbero fare molta attenzione nel raccontare le cose.
  • Michele Rotunno il 11/09/2010 22:02
    Un'affermazione capziosa: se ti dicessi che mentiamo perchè siamo autori?
    Pensaci Pino!

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