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L'albero e Renzo

Se Renzo fissa l'albero è perché sa qualcosa che nel suo paese altri non sanno.

Ma oggi Renzo è stanco. Ed è stanco di fissare quell'albero ormai da più di quarant'anni. Perché Renzo ha un segreto. Qualcosa di non detto come quelle parole che ti ritornano in mente sempre un secondo dopo averle dimenticate.
Renzo è un uomo normale. Una vita condotta nel rigore morale: un
lavoro sicuro, una moglie, due figli, una casa acquistata con un mutuo finito di pagare un anno fa.
Eppure c'è quel tarlo. Quel rimorso che come una tenaglia gli stringe il cuore.
Renzo è seduto e guarda l'albero.
E oggi ha deciso di chiudere il discorso. Perché Renzo, sempre lui, se lo ricorda quel giorno in cui ha ucciso suo padre.
E non si sappia! Perché Renzo è uomo di morale e rispettato.
Uno di fatica e di famiglia.
Di chiesa, per giunta, se è vero che ogni domenica fa la fila per la comunione!

Ma Renzo ha ucciso suo padre. E Renzo lo sa. E lo ha ucciso perché i soldi non gli bastavano. E lo ha ucciso per una paga settimanale o poco più.
Ma Renzo, viso pulito e sguardo da bravo ragazzo, era già al tempo simpatico al parroco, al sindaco e alle donne del paese.
Così, quando piangendo aveva chiamato tutti quanti, perché suo padre s'era suicidato con un colpo di pistola, a nessuno era venuto in mente di cercare bene.
E nessuno aveva visto quel proiettile, primo colpo di due spari, infilato nella corteccia della grande quercia dinanzi la sua casa natale.

Ma se Renzo fissa l'albero è perché sa qualcosa che altri non sanno. Ed è un rimorso che attanaglia il cuore. Che soffoca il petto. Che buca il cervello. E oggi ha deciso di non pensare più. Di chiudere i conti.
E ci aveva già provato a tagliare la quercia. Ma la corteccia di una quercia è forte e resistente.
E ci aveva già provato ad avvelenarla. Ma la quercia è troppo forte.
E ci aveva provato in ogni modo. Persino con il sale. Con l'ammoniaca. Ma quella quercia ne sa una più del diavolo.
Così Renzo ha deciso, per toglierla finalmente di mezzo, di farla saltare con un poco di esplosivo.

E così Renzo, oggi che è un giorno caldo e primaverile, lì che osserva gli operai che lavorano.
Una corona esplosiva di spine tutta annodata intorno alla quercia.

Il sole è alto sulla testa.
E ora è tutto pronto.
Un sospiro. Il cuore che batte all'impazzata.
Poi l'esplosione.
La quercia che cade è un rumore sordo di radici che vorrebbero trattenere la vita.
Ma Renzo d'un tratto sente il centro della fronte bruciare.
Un dolore come una fitta.
Le palpebre pesano.
Il cuore si ferma.

Renzo guardava l'albero perché sapeva qualcosa che altri non sanno.
E ora Renzo è allungato a terra con un proiettile infilato nel cranio.

 

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3 commenti:

  • Michele Rotunno il 20/09/2010 15:25
    Per la serie "Ai confini della realtà". Complimenti!
  • Anonimo il 20/09/2010 10:51
    Complimenti Alessandro!
    Una scrittura semplice ma che colpisce.
    Bravo
  • Alberto Veronese il 19/09/2010 17:37
    ciao, letto con piacere, molto piaciuto, complimenti. alberto.

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