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Oscurità Parte2

Mi sforzai di ricordare maggiori dettagli. Ripensando attentamente al suo aspetto, dedussi che "il mostro" era una donna. Sarei dovuta andare alla polizia subito come testimone oculare, ma qualcosa mi trattenne: sentivo che volevo trovarla io, mi sentivo stranamente coinvolta. Non mi aveva uccisa anche se poteva farlo. Possibile che mi conoscesse? Non mi sembrava di conoscerla, non mi ricordava nessuno... ma ciò non significava che lei non conoscesse me. Se così fosse sarebbe tornata a cercarmi, lo sentivo. Presi una decisione incosciente: niente polizia. Cercava me? L'avrei aspettata!
Ero seduta sul mio letto, accovacciata. Mi dondolavo nervosamente in un impaziente attesa. Aspettavo un suono. Toc toc. Corsi alla porta e l'aprii: nessuno. Rientrai subito e attesi che tutto si ripetesse... ma l'urlo non arrivò. Non capivo, avevo sbagliato i miei calcoli, eppure ero così sicura. Andai nella mia stanza e guardai la finestra: era chiusa. Mi lascia cadere a terra. Dov'era? Io la stavo aspettando, volevo incontrarla, la odiavo! Era una creatura spregevole, un mostro, ma ne avevo bisogno. Sentivo il desiderio troppo intenso di rivederla, di guardare di nuovo quegli occhi impenetrabili e provare a leggerli, capire cosa provasse, cosa pensasse. Fu in quel momento che notai qualcosa sotto il letto.
Allungai il braccio fino allo strano oggetto. Trascinandolo fuori, lo tastai attentamente fino a capire che era appuntito. Lo riportai lentamente alla luce. Delle lacrime iniziarono a scorrere lungo le mie guancie e improvvisamente la verità parve chiara e devastante:
Il coltello: l'arma del delitto.
Il bussare alla porta: era l'ultima opzione! La mia mente, il senso di colpa.
Il mostro: io.

Articolo di cronaca:
Arrestata assassina del quartiere.
Pazza terrorista fuggita dal manicomio.
Urla e piange: sembra indemoniata.
La notte del delitto, una giovane donna è stata vista rincasare di corsa, passando per una finestra al pian terreno, da un'anziana vicina. Non c'è stato dubbio: l'arma è stata trovata e la donna riconosciuta come la donna fuggita dal manicomio tre anni fa. "Non risponde alle domande, è come se non ricordasse niente" "Urla e chiede aiuto" riportano i medici "Dice cose senza senso 'bussano alla porta, è lui! è venuto per me: il Demonio!' ".

 

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9 commenti:

  • luigi castiello il 20/01/2011 00:42
    bel racconto, breve ma ricco, mi è piaciuto!
  • Vittoria Manni il 24/12/2010 13:56
    grazie =)
  • Aedo il 24/12/2010 11:35
    Un racconto coinvolgente, ben scritto.
    Ignazio
  • Vittoria Manni il 06/10/2010 14:09
    non l'ho visto
  • Anonimo il 05/10/2010 17:10
    Ricorda il film "Nascosto nel buio" con De Niro!
  • Vittoria Manni il 05/10/2010 14:31
  • Giuseppe Tiloca il 04/10/2010 21:56
    Mi ha colpito?
    Direi apertamente di sì!!!!! Davvero mi ha molto colpito!
  • Vittoria Manni il 04/10/2010 15:44
    sono d'accordo. Inizialmente era più lunga, ma ho tagliato perchè pensavo che sarebbe risultata troppo pesante =)
  • Paola B. R. il 04/10/2010 09:51
    L'idea finale è ottima, però l'avrei sviluppata meglio con un po' più di suspense!!!

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