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Aragona 1936: Destino Segnato

Correva da talmente tanto tempo da non riuscire neppure più a sentire il dolore alle gambe, quasi non fossero più parte del suo stesso corpo. Il bagliore dell’incendio alle sue spalle ormai era scomparso, eppure il giovane vedeva ancora la luce danzante inseguirlo sempre più vicino…
Così continuò a correre, giù dalla collina attraverso i filari di viti, per il campo di granturco, con le piante che gli sferzavano le braccia e le gambe, sempre più doloranti… e ancora attraverso un rigagnolo e poi di nuovo giù per un’altra collina.
Cadde, stremato, sulla terra annerita da un diverso, ma altrettanto devastante, incendio.
Si rialzò faticosamente e ricominciò a correre, furiosamente, disperatamente, come braccato dal demonio in persona.
Finalmente raggiunse i resti bruniti di una piccola casupola, la stessa che aveva visto dall’alto della collina. Sapeva di non essere ancora al sicuro, eppure non poteva più continuare a correre, doveva lasciar riposare almeno un poco il suo corpo esausto.
Cadde in ginocchio.
Si rialzò faticosamente, trascinandosi, e infine si abbandonò contro un muricciolo diroccato, quasi senza accorgersene si addormentò.
Riaprì gli occhi e si accorse con orrore di essere ancora nel monastero. La sua corsa era stata inutile? Lo avevano già trovato e catturato? O forse la corsa e la fuga erano stati solo un dolcissimo sogno e ora era tornato alla crudele realtà?
Intorno a lui uomini e ragazzi urlavano in preda al panico, mentre correvano in tutte le direzioni per mettersi in salvo e dal fuoco e dai colpi di pistola, lui era come paralizzato, non riusciva a muovere un muscolo. Continuava a fissare la porta ed ecco arrivare il Priore: il volto sereno, mentre si avviava verso i suoi carnefici, le mani rudi che lo afferravano, il povero saio che si lacerava e infine i colpi di spranga sulla schiena e le braccia nude. Miguel cercò di distogliere lo sguardo, non voleva e non poteva assistere a quella scena, eppure in quel momento non aveva il controllo del corpo; non riusciva a smettere di osservare.
I militari Rojos, truppe della sinistra repubblicana, raccolsero il corpo lacero e sanguinante di padre Sebastian lo strattonarono giù per le scale, il sacerdote inciampò, forse nell’orlo del vestito strappato o forse per una caviglia rotta; fece ruzzolando gli ultimi gradini fra le risa scomposte dei soldati.
Tra calci, spinte e insulti, i Rojos portarono il padre nel grande cortile interno del monastero assieme a decine di giovani seminaristi e frati più o meno anziani; costruirono una corona di spine con dei rovi di more e la calcarono in testa al priore finché il suo viso non divenne una maschera di sangue, poi lo legarono ad un ceppo e iniziarono a fustigarlo con quello che riuscirono a trovare: rami spinati, corde, frustini da cavallo. Alcuni dei più giovani seminaristi crollarono in ginocchio, atterriti, incapaci di restare in piedi, altri scoppiarono in lacrime, altri ancora vomitarono, e ogni volta il padre superiore veniva fustigato più forte. Miguel dalla sua posizione non poteva udire le parole di insulto e di scherno che venivano rivolte ai religiosi, ma poteva ben immaginare cosa volessero quei bolscevichi senza Dio, volevano costringere i giovani a rinunciare alla loro fede, volevano piegare la loro volontà con la violenza.

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14 commenti:

  • Sonia Gemmi il 07/03/2009 11:39
    Brava...
  • Sonia Gemmi il 07/03/2009 11:37
    Bravo!
  • Eleonora Lee il 18/02/2008 17:50
    Bello..!
  • Claudio Amicucci il 25/09/2007 23:45
    La penso come Bruna Alessia e non perché le parole non siano giuste. Forse risulterebbe più corto e snello, per intenderci, più adatto al sito. Cmq bello! Ciao Claudio
  • Alessia De Santis il 11/01/2007 08:43
    grazie a tutti per i commenti, è pochissimo tempo che scrivo racconti e tutte le critiche mi sono utili per migliorarmi e crescere. Credo di avere uno stile un po' barocco... non ci sono "parole superflue" ogni parola è studiata ed è lì perchè mi piaceva lì, però ho capito benissimo ciò che dici.
  • alberto accorsi il 30/12/2006 18:39
    Scritto con cura, un po' melenso. L'assassinio, la persecuzione verso gli inermi è sempre mostruosa. Miseria contadina da una parte e alleanza dei vertici del Clero con il potere pre Repubblicano dall'altra potrebbero essere losfondo in cui collocare una tua prossima storia. Così tanto per completare il quadro.

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