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Kalokagathìa

Forse qualche secondo non è sufficiente per descriverlo. Forse qualche minuto non è sufficiente per emozionarsi.
Certamente non basterebbe un'ora per rendersene conto.
Eppure, se ricordo ancora come si fa, provo qualcosa, sento il cuore scivolare attraverso il corpo, sento il cervello tremare.
Là, sotto le nuvole e sopra di noi, l'ultima aquila. Non ci sono dubbi.
Meglio spegnere il rilevatore, per qualche attimo nessuno se ne accorgerà e al controllo dirò che qualcosa di polveroso ha fatto interferenza. E lei intanto vola.
Lui però sta facendo fatica, probabilmente il processo è totalmente concluso.
- La vedi? - gli chiedo.
- Sì. - mi risponde senza muoversi. Non si rende conto. Ormai è nel sistema. È fottuto.
Realtà e non realtà hanno smesso di darsi fastidio. Solo che non è chiaro se è la realtà ad aver annullato la non realtà o il contrario. A volte credo non sia successo niente. Poi però i ricordi tornano, come recinti spinati. Pungono, graffiano, ti strappano i vestiti. E tu torni dentro in attesa di un complice che non arriverà mai.
Lui era il mio complice. Prima che lo prendessero. Adesso non è più il complice di nessuno, nemmeno di se stesso.
Lei vola. Abbraccia e accarezza l'aria. La mia bocca è spezzata in due, da una parte sorrido, dall'altra mi lecco la lacrima.
Strade più sicure? Le vogliamo. Criminalità ai minimi storici? Lo vogliamo. Aumento degli stipendi? Lo vogliamo. E via, tappa per tappa, a consumare ogni possibile ostacolo per la democrazia. Dobbiamo trasformare il minore dei mali nel maggiore delle risorse. Giusto.
Livellamento mentale, svuotamento dell'anima. Non ce l'hanno chiesto, ma lo abbiamo voluto.
Lui starnutisce e dal naso non esce niente. È rintronato. Il primo starnuto dopo il processo dovrebbe essere traumatico, ma non lo è, dannazione. È difficile stupirsi. È impossibile sorprendersi.
L'ultima aquila continua a volteggiare alla ricerca di prede che non esistono più. Forse non sa che nemmeno lei dovrebbe esistere. Forse nemmeno io dovrei esistere. Per quello che ne so sono il primo che sa di essere diverso. Sono l'unico a cui pulsa l'occhio quando starnutisci e non hai bisogno di un fazzoletto. Il muco non esiste più.
Siamo stati fagocitati dal nuovo sistema. All'inizio era coprofagia, ricordo di averlo scritto. Poi, dopo un paio di visite dell'Agenzia, cambiai concetto in necrologia. Le botte le prendevo lo stesso, ma almeno così avevo diritto a vivere.
Chi mi leggeva più?
Un sistema composto da essere perfetti, in grado di vivere e morire a propria discrezione. Un ammasso di dei minori. Miliardi di individui in grado di dare del tu al Padreterno.
Dio è stato licenziato. Il mondo è stato liquidato senza buona uscita. Tutto questo in cambio di pillole col valore nutritivo di un paio di pranzi. Rapporti sessuali virtuali colmi di soli orgasmi. Sigarette che non nuociono alla salute. Cancellazione delle gravidanze.

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0 recensioni:

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16 commenti:

  • marco carlino il 10/11/2010 05:18
    ... ovviamente mi è piaciuto: il voto era 4 stelle. Per quanto riguarda me, invece, saranno all'incirca 24 ore che aspetto, ma lo staff non si decide a pubblicare il mio primo racconto autobiografico - SGRUNT!
    ... forse domani?
    un saluto e sogni d'oro
  • Guido Ingenito il 10/11/2010 02:02
    grazie di essere passato Marco! (quando pubblichi qualcosa di nuovo? dai non fare il prezioso!) spero ti sia piaciuto!
    a prestissimo

    Guido
  • marco carlino il 09/11/2010 22:42
    Ho trovato intrigantemente raggelante e vagamente fantascientifica quest'inauspicabile immagine futuristica di un non-mondo "perfetto" che brama il suo perduto passato di normalità e, senza dubbio, il passaggio che preferisco sta proprio nel cuore del racconto:
    "Tutto questo è reale? Sì.
    Tutto questo non è reale? Sì."
  • Guido Ingenito il 19/10/2010 13:35
    grazie Lucia! hai colto pienamente: è importante non scendere nella lagna quando si parla di queste cose. il rischio, quando si parla di buoni propositi, di critica alla società, è quello di scadere nel buonismo più becero, quello che addirittura può irritare.
    continuerò eccome, leggerò eccome

    buona giornata!

    Guido
  • Anonimo il 18/10/2010 21:21
    senti... ti leggo come leggessi un classico...(o un quasi classico...)
    Davvero, ho passato tutto il pomeriggio a leggere DeLillo...
    e non è che ora, leggendo il tuo brano, mi sia detta ma che lagna! Uffa!
    No, no...
    m'è piaciuto... proprio piaciuto.
    Continia, ragazzo!
    E leggi!
    Mi raccomando!
    Bacio...
  • Guido Ingenito il 18/10/2010 03:24
    grazie mille di essere passato Salvo, mi mancavano i tuoi bei commenti
    la tua è una bella riflessione... mi ha fatto pensare... secondo me a volte le lacrime valgono l'esistenza, quando sono finalizzate al bene proprio. non è questo in fin dei conti un bene superiore?

    buonanotte!

    Guido
  • Salvatore Cipriano il 16/10/2010 18:08
    Scoppia il cervello Guido, e credo sia questo l'intento, comunque le lacrime di per se non valgono l'esistenza. almeno che non siano finalizzate a un bene superiore
  • Guido Ingenito il 16/10/2010 13:48
    grazie Noir, mi fa piacere essere d'impatto/mistico. davvero un complimento che mi imbarazza ti ringrazio di cuore e ti auguro un entusiasmante weekend

    Guido
  • Noir Santiago il 16/10/2010 11:09
    Mi tocca sempre rileggere i tuoi racconti 3 volte per assimilarli bene. Lo leggo e poi dico: Bene, non male... ora mi riguardo sto pezzo." e via lo rileggo per cercare di capire nel dettaglio cosa intendevi.
    Sai tu, sei uno di quelli scrittori d'impatto o mistici. Il problema è che non tutti i lettori possono leggere gli elaborati di questa tipologia di autori proprio perché hanno un tipo di espressione mistico/astratta. Bravo, se ne trovano pochi.
  • Guido Ingenito il 12/10/2010 18:04
    grazie a tutti, uno per uno, soprattutto chi ha la febrre
    l'ho scritto di getto dopo aver letto un articolo su repubblica che parlava dell'eventualità di avere macchine assolutamente autonome entro 8 anni.
    Auto che vanno da sole: massimo della comodità, ma in cambio di cosa? Non sarò libero di impostare la manovra, sbagliarla, sentire qualcosa mentre cambio la marcia...
    e di riflesso mi immagino un futuro colmo di comodità. dove l'uomo non si deve più sforzare. preferisco avere qualche optional di meno ma pensare con la mia testa.
    ovvio: se la tecnologia può aiutare chi ha disagi di qualche genere, ben venga.
    ma sono assolutamente contro un futuro morbido come un cuscino. difficilmente si pensa mentre si dorme.
  • Anonimo il 12/10/2010 11:57
    cOmbattenti ( scusa ho la febbre)
  • Anonimo il 12/10/2010 11:56
    Appassionante, sembra l'inizio di una saga. Poi arriva l'alleanza del male (che ha come simbolo un'aquila) e ci libera tutti oppure ci vendono il male in pastiglie? Io voto per l'alleanza con i cambattenti e tutto il resto. Aspetto il seguito. N
  • Aldo Riboldi il 12/10/2010 11:31
    Non ti ho mai letto prima, mi è piaciuto molto. Sembra paradossale, ma è quello che lentamente succederà su questo mondo... il voler diventare Dio avvalendoci della tecnologia.
    Bravo Guido!
  • Anonimo il 12/10/2010 11:16
    Originale Guido!
    Certo, a rifletterci mi deprimo... ma mi è piaciuto!!
    Bravo come sempre
  • Anonimo il 12/10/2010 10:32
    Trasformare il minore dei mali nella maggiore risorsa, vivere quanto vogliamo, a nostro piacimento? Che fai, copi il programma del governo?
    Scusami la facezia Guido. Piuttosto, mi hai fatto ricordare un racconto di Buzzati, che narra dell'incontro di un extraterrestre con un prete. Noto una certa similitudine nella descrizione della società.
    Eccellente!
    Ciao.
  • Michele Rotunno il 11/10/2010 21:56
    Io sarò anche pessimista nelle mie visioni del futuro ma tu, caro Guido, sei davvero catastrofico e non tanto nella visione della società che realizzi ma nel profondo della mente che di umano ormai ha ben poco.
    Però devo anche dirti che la tua visione è ultradatata altrimenti perchè Dio ci ha tolto l'Eden? Non era anche quella una società totalmente appiattita?
    Ciao sta... nh

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