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Un giorno a Gotham City

Al Centro di Riabilitazione e di Riconversione Aziendale si respirava un clima di ritrovato entusiasmo: le bianche pareti dell'ingresso sembravano più bianche, i pavimenti rivestiti di rarissimo e sofisticato materiale plastico sembravano più brillanti, la terrazza offriva l'impressione di essere più accogliente con le pareti rinnovate da una vernice eco-terapeutica color giallo pastello, compatibile con le nuove normative ISO 9001 sulla salute dei luoghi pubblici e rassicurante sotto il profilo emotivo.
Il Dott. SonotuttoIo, uno dei capo-reparto del Centro, esibiva un'eleganza inusuale, indossava una cravatta in tinta con l'abito e la sua cute appariva più traspirante del solito. Ma quello che rendeva il Dott. SonotuttoIo un elemento inglobato nel sistema erano senz'altro le sue attitudini, innaffiate da un abbondante sete di potere. Persino la Dottoressa Sotuttanachiappa appariva più sgonfia meno goffa del solito, incedeva con passo leggero e aggraziato, orgogliosa della sua camicetta bianco-latte, acquistata il giorno prima a saldo.
Sembrava una coincidenza che anche la Dottoressa Sorridopuresimmerode fosse vestita allo stesso modo: camicia bianca e pantaloni blu. Entrambe sembravano due farfalle che fuggite dal bozzolo buio e desolato nel quale era state confinate, potevano svolazzare dovunque con la speranza di fare una buonissima impressione a Colui che era atteso. Persino il direttore del Centro, abbandonate le faccende domestiche, aveva un aspetto rispettabile. Tutto sembrava che l'incontro preannunciato, andasse nel migliore dei modi. Verso mezzogiorno, una voce ansimante e precipitosa, annunciò: Stanno arrivando... stanno arrivando...
Fu allora che di colpo i soprabiti si smaterializzarono, le buste dei viveri e dei medicinali sparirono di colpo dalle postazioni degli inservienti. Quando Colui che doveva arrivare, varcò la soglia del Centro di Riabilitazione e di Riconversione Aziendale, seguito da un nuvolo di collaboratori più o meno validi, il tempo smise di battere. Subito si diffuse la notizia. Appena in tempo perché Colui che era arrivato, ordinasse ai vigilantes che gli inservienti fossero radunati presso la rinnovata e panoramica terrazza. Eccezionalmente furono fatte sgombrare le postazioni ed il personale si riunì compatto, come un gregge che messo alle stette, ben sa fare il gregge.
Nell'emozione degli astanti, Colui che era arrivato tuonò: "Voi sapete quanto io tenga a voi. Se potessi vi stringerei la mano uno ad uno... ma siete tanti. Troppi! Purtroppo le cattive notizie non mancano e il vostro numero dovrà essere ulteriormente ridotto per la dura legge del mercato. Ogni commessa ci è sfuggita e tutto quello che c'era da perdere lo abbiamo perso, resta però più forte che mai, la strategia della pro-attività che nessuno sa mettere in pratica, ma che urge ricordare a ciascuno.
Al fine di ottimizzare le vostre prestazioni, ho deciso che i figli dei vigilantes e dei capo-reparto che saranno estratti a sorte, entreranno nel Centro, affinché si instaurino relazioni famigliari e che si ricostruisca un caldo focolare domestico, dove ciascuno potrà ritrovare gli affetti più veri. A furia di essere pro-attivi, so che a molti è aumentata la prolattina. Non preoccupatevene, nulla andrà disperso. Il latte, prodotto verrà utilizzato con il caffè o il cioccolato, attraverso l'erogazione delle bevande calde delle macchine automatiche. La vostra produzione ci sta più a cuore della vostra salute".

 

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4 commenti:

  • Luca Bianchi il 30/06/2011 20:14
    bello ^^ complimenti =) ^^
  • Salvatore Ferranti il 14/10/2010 14:14
    letto con molto piacere.
    un bel racconto davvero.
  • Anonimo il 13/10/2010 13:44
    Il latte da riutilizzare mi ha fatto sorridere
    Bravo!
  • Michele Rotunno il 12/10/2010 17:26
    Ottima ironia. Piuttosto futuristica. Bravo

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