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Gioco al massacro

Erano le quattro di un martedì mattina quando mi ritrovai a percorrere le strade di Torino.
Un timido sole se ne stava seminascosto dietro nuvole grigie piuttosto consistenti.
Tutt'intorno la città cominciava ad animarsi. Mi fermai al semaforo rosso e attesi.
A quel punto vidi venirmi in contro un uomo malmesso. Non gli avrei dato più di cinquant'anni, ma era capace che sotto quei vestiti e quella barba, si celasse qualcuno di ben più giovane.
Si avvicinò e mi fece segno verso il parabrezza.
Gli feci cenno di no con la mano.
Poi si chinò ad altezza del finestrino.
"Mattiniera?"
"Qualcuno deve pur esserlo."
"Pulisco il vetro?", mi domandò con perfetto accento italiano.
"Lascia stare, Mister."
Gli allungai un sacchetto, e quando lui ne ispezionò il contenuto, sorrise incredulo.
Mi ringraziò qualcosa come cinque volte prima che al semaforo scattasse il verde. Infine mi salutò, e ricambiai. Misi la prima e ripresi il viaggio.
A volte basta poco per far felici le persone.
Mi ricordai di quando ero piccola e delle volte che piangevo di nascosto al pensiero che quelle persone ai semafori fossero sole.
Le guardavo seduta sul sedile posteriore, e attraverso il vetro percepivo la solitudine e la disperazione che alcuni di loro conservavano nel più profondo degli occhi.
Dentro di me continuavo a promettermi che se da grande avessi avuto tanti soldi, avrei lasciato ad ognuna di quelle persone, una banconota da cento mila lire.
Ma il corso delle cose aveva voluto che diventassi un commissario di polizia, e lo stipendio che percepivo non mi permetteva di andare a distribuire bigliettoni in giro. Così quando potevo optavo per rifornirli di qualche genere alimentare.
Sorrisi al ricordo.
Mezz'ora dopo mi trovavo sul luogo dell'omicidio. Il mio partner mi aveva chiamata dicendomi che nei pressi di Porta Palazzo erano stati rinvenuti i cadaveri di due ragazzi.
Parcheggiai e raggiunsi a piedi il posto.
In lontananza vidi Lentini farmi segno di avvicinarmi.
Quando lo raggiunsi, mi tolsi gli occhiali da sole e fissai le cerate gialle in terra.
"Non c'è sole", disse.
Senza distogliere lo sguardo dai cadaveri, risposi: "È per non guardarti. Mi nuoce gravemente alla salute."
Lo fissai e sorrisi. Lui di rimando mi sorrise sarcastico. Poi divenne serio.
Mi misi sulle ginocchia e scostai le cerate da sopra i corpi.
Per un istante guardai altrove.

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1 recensioni:

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  • salvatore maurici il 27/01/2012 23:40
    È un racconto poliziesco pieno di sangue e di morti ammazzati dove il quotidiano di una coppia di difensori dell'ordine si snoda lungo una pista lastricata di morti ammazzati che l'ennesimo serial killer ha tracciato per loro. Questo quotidiano, magari a volte un po noioso, l'Autrice lo addolcisce con pennellate di bontà dal lei della coppia, che è anche il Capo. Con improbabili pulsioni affettive i due componenti della squadra investigativa si cercano senza avere il coraggio di fare insieme "cose vastase". Si capisce che il rispetto per la divisa è più importante del sesso o di un sbirluccichio d'amore.

25 commenti:

  • Anonimo il 19/05/2015 08:05
    Ogni promessa è debito. Io attendo.
    Stan
  • fabrizio costa il 09/12/2014 11:54
    si roberta è ben organizzato anche se devo dire che ci vai giù duro con i serial killer; ci ho visto "Il silenzio degli innocenti" e un film con Morgan Freeman di cui non ricordo il nome. certo che alleggerirei l'atmosfera di noir. ciao
  • fabrizio costa il 09/12/2014 11:28
    che piacere ritrovarti. fa conto che non abbia espresso commenti. cerco di leggere il seguito. ciao
  • Roberta P. il 09/12/2014 10:05
    fabrizio, su tua richiesta, per un'estate intera ti ho fornito consigli di scrittura.
    A parte questo piccolo particolare, non capisco dove tu voglia andare a parare: non c'è sgrammaticatura in quello che sottolinei.
    Buona lettura
  • fabrizio costa il 09/12/2014 09:50
    nelle prime righe leggo un orrendo "era capace che" poi ti saprò dire sugli altri capitoli. ciao
  • Roberta P. il 26/11/2010 13:14
    Inserisco il "ps" a scoppio ritardato. Ero di fretta e mi sono dimenticata di scrivere la cosa più importante.
    Ovviamente grazie dei complimenti, Ste!
  • Roberta P. il 25/11/2010 22:13
    Ahahah! Sì sì. Avrà il suo seguito, prima o poi: non finisce qua!

    Comunque presto leggerai il seguito del racconto a staffetta con Mottola! Ho terminato la mia seconda parte: voglio solo controllare due cose e poi ne chiedo la pubblicazione.
  • Stefano Galbiati il 25/11/2010 20:23
    Ps. che erroraccio!!!
    Mi aspettavo che nel finale "riuscisse" a fuggire...
  • Stefano Galbiati il 25/11/2010 20:22
    Cavoli, quanti omicidi!!!! Devo dire che qui non ti sei proprio risparmiata
    Comunque ancora una volta ottimo racconto, ricco di dialoghi tanto da sembrare in "presa diretta" e quindi molto coinvolgente.
    Ho notato che il killer è diverso dal solito (lo ha pure specificato alla nostra protagonista) e questo è un punto a tuo favore... sai variare!!!
    Mi aspettavo che nel finale fosse riuscito a fuggire e sai che ti dico?!? Essendo un racconto va bene così (e specifichiamo, essendo un racconto ) Almeno ci sarà ancora da leggere.

    Ancora una volta brava... adesso però, come ho già detto a Mottola, attendo con ansia come continuerai la storia a due con lui.
  • Roberta P. il 31/10/2010 20:30
    Ahahah! Vai pure tranquillo! Lo sai che io sono per gli spargimenti di sangue: non abbandonerei mai i miei cari killer per una coppia d'innamorati.

    Ah sì? "Dimmi. Dimmi ancora, Georgie Boy": di che fatto di cronaca si tratta?
  • G. Von D. il 31/10/2010 17:51
    Uh, svolte romantiche nei protagonisti dei tuoi racconti.. ci lasci conl fiato in sospeso, ma non diventare scrittrice di romanzetti rosa! bello, mi ricorda un fatto di cronaca avvenuto realmente nella zona..
  • Roberta P. il 25/10/2010 00:01
    Ciao Sara!
    Ahah! Eh... lo so che tu sei per i racconti a lieto fine, però ho preferito lasciarlo in sospeso apposta per far sì che ci sia un seguito.
    Fermi e Lentini insieme? Mmm, no. Direi di no. Al momento ho in serbo altri progetti per loro.

    Ti ringrazio come al solito dei complimenti: apprezzatissimi!
    Buona notte!
  • sara zucchetti il 24/10/2010 23:26
    Ciao Roberta, non posso perdermi neanche un tuo racconto perchè sei davvero brava!
    Questa volta però non mi è piaciuto molto il finale. La storia si è capita quello era un pazzo che uccideva per gioco, ma non l'hanno preso...
    Però mi è piaciuta la parte romantica nell'amicizia tra i colleghi che forse era più di un amicizia!
  • Roberta P. il 17/10/2010 11:48
    Ahahahah!!! Ma non dirmelo! Tranne che per gli aspetti misogini, a me piace un sacco il personaggio di Marlowe!
    Comunque devo dire che sono un po' restia a pubblicare qualcosa con in mezzo amore e sesso: in genere preferisco concentrarmi su altri aspetti del racconto.
    Però non è detto che il commissario Fermi non abbia già accanto a sé una figura maschile di cui è follemente innamorata ma che non si vede mai... un po' come la moglie del tenente Colombo!
    Vedremo, chissà...

    Grazie di nuovo per i complimenti, Michele!
    Un carissimo saluto!
  • Michele Rotunno il 17/10/2010 10:39
    Scusa Roberta, ho confuso i personaggi, eppoi credevo che fosse stata promossa.
    Per l'arma ho scherzato, di sicuro sapevo che la Beretta era in dotazione qualche anno fa alla Guardia di finanza e polizia stradale (se non erro era il tipo maresciall.
    Il vero punto è la femminilità del commissario, pensa che se gli metti nell'angolo della bocca una cicca diventa come uno dei personaggi di Marlowe.
    Perciò dagli un tocco frivolo, sensuale, falla innamorare di qualcuno e, magari, anche un po' di sano sesso. In fondo anche i questurini sono persone normali.
    L'unica cosa seria che ho detto prima è sulla tua bravura.
    Un abbraccio
    Miro
  • Roberta P. il 17/10/2010 10:00
    Ahahah!!! Ma no dai, Michele. E poi state tranquilli che se posso fare un favore a Bossi, NON lo faccio di sicuro!!!
    A parte questa parentesi politica, veniamo alle delucidazioni.
    Primo: l'ispettore fidanzato era Aquilani, e faceva parte della squadra dell'ispettore Laura Vandelli (sono altri miei personaggi, quelli di "Empatia".
    Secondo: oh cacchio, mi ero informata apposta per non scrivere particolari errati. Aspè, sono andata a ricontrollare. C'è scritto che la polizia investigativa ha in dotazione le Glock, però 19C e non 17.
    Terzo: che intendi per femminilità?
    Riguardo alla storia "dell'avere un cuore", cerco sempre di donare ai miei personaggi più buoni, il cuore più buono che riesco ad inventarmi.
    (Il turbinoso passato era una parte di vita dell'ispettore Mandelli, sempre quella di "Empatia".)
    Comunque tu perchè invece hai questa impressione, e cioè che il commissario Fermi non abbia un cuore?

    Ovviamente infinitamente grazie per i tuoi corposi commenti e complimenti. Ciaooo!
  • Roberta P. il 17/10/2010 09:54
    @ Linoge: vedrò di andarli a recuperare.
    Se dici che uno è vicino alle mie tematiche e se hai nominato Lost per l'altro, li leggo sul serio molto volentieri!
    Grazie, ciaooo!
  • Michele Rotunno il 16/10/2010 23:32
    Escludendo che hai decimato la popolazione di Torino, liberandola dai molti meridionali che gravitano tra Porta Palazzo e via Regina Margherita (Bossi te ne sarà grata), tre piccole cose.
    Primo: Ma Lentini non era già sposato? sbaglio o c'eri andata a cena a casa sua?
    Secondo: le Glok le usano i Killer, gli sbirri nostrani vanno in giro con la Beretta cal. 9 a canna corta
    Terzo. quando ti decidi a smussare il personaggio del commissario con un pizzico di femminilità? Un cuore deve avercelo anche lei o no? A parte il suo turbinoso passato.
    Per il resto sei mostruosamente brava.
  • Vincenzo Mottola il 16/10/2010 21:45
    Purtroppo i libri di Koontz sono poco appoggiati dall'editore italiano(Sperling), che ne fa poche ristampe, ma se li trovassi ti consiglio caldissimamente "Intensity"(un romanzo che sono certo ameresti, molto vicino alle tue tematiche) e "Strangers"(un po' Heroes, un po' Lost, ma ben prima che le serie Tv prendessero piede). Ciao!!
  • Roberta P. il 16/10/2010 14:06
    @ Guido: grazie di esser passato! Ovviamente son contenta che anche tu, complessivamente, l'abbia trovato interessante!

    Grazie ancora, ciao!
  • Roberta P. il 16/10/2010 13:59
    @ Linoge: no no, puoi andare tranquillo. Se il commento è scomparso, non torna. Anche io lo odio quando fa così, però dopo un po' di volte ho imparato: prima di cliccare "Salva", faccio un bel CTRL+C e mi copio il commento.
    Ormai non mi frega più!

    Ahahah! Grazie mille, allora lo considero un gran complimento!
    Dean Koontz l'ho sentito un sacco di volte, e so che piace pure parecchio. Però non ho mai letto niente di suo.
    Giusto per restare in tema libri, stamattina sono andata in biblioteca a recuperare un thriller di Crais!

    Ahah! L'empatia si sta sviluppando sempre più!
  • Guido Ingenito il 16/10/2010 13:56
    una lettura davvero piacevole, Roberta. qualche piccola sbavatura nei dialoghi ma la trama funziona e i personaggi sono abbastanza densi. molto interessante, come dice Vincenzo, la figura del killer.

    Guido
  • Vincenzo Mottola il 15/10/2010 22:05
    Lo odio questo sito quando mi cancella i commenti!! Poi magari riappare magicamente!!
    Riproviamo:
    Avevo detto che mi piace questo killer senza movente, un tipo imprevedibile, capace di tutto, e sono curioso di conoscere il suo gioco(Saw???) in una prossima apparizione. Come sempre i tuoi racconti sono scorrevoli, veloci come una pallottola, cosa che dico spesso dei romanzi del mio personale maestro del thriller, Dean Koontz(letto qualcosa??), quindi prendilo come un complimentone!!
    P. S: Ho usato la Glock 17 in un mio racconto, troppo lungo per essere pubblicato qui. Abbiamo sempre più cose in comune!!
  • Roberta P. il 15/10/2010 18:17
    Ahahahah!!! Beh, ma la colpa è tua che manchi per così tanto tempo! Eh!
    Grazie mille, son contenta che ti sia piaciuto. Gli altri racconti non sono così lunghi, quindi recuperai in fretta! AUAHAHAH!!!
    Ovviamente scherzo. Leggili quando riesci, nessun problema.
  • Giovanni Sagonà il 15/10/2010 16:27
    ma si può tornare dopo tanto tempo e doversi sorbire un racconto così lungo?? Devo recuperare... intanto ti faccio i complimenti per questo. È lungo ma merita!!!!!!! Sei sempre più brava!! smack!

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