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Treni da perdere

Parto in netto svantaggio sulle concorrenti perché loro hanno avuto dalla loro parte il tempo e chissà, anche l'occasione, per viverti più di me. Non mi sento migliore nè peggiore. Mi sto innamorando, penso. E ora sono fatti miei. Nuovi esperimenti, sempre più melanconici, a tratti patetici

"Mia moglie non ci crede che questo treno va a Lanciano".
No signora, mi dispiace. Ci creda perché ci va, ci andrà sempre e ci lascerà senza creatività anche stavolta. Perchè ogni tanto mi ricordo di salire su treni che dovrei lasciar stare e sarebbe meglio così. Per tutti. Che gusto ci sarebbe poi però nel ritrovarsi svegliati nel cuore della notte da un sordo rumore nel petto? Noi abbiamo il problem solving incorporato solo per i problemi che non ci interessano o che riguardano altri, e se ci troviamo per sbaglio dentro quelli di una certa importanza, cerchiamo di guardare fuori dal finestrino per non ammettere mai a noi stessi che, forse, ci stiamo sbagliando. Che forse ci siamo imbarcati sul treno sbagliato, o su quello giusto ma non vogliamo accettarlo, a volte anche senza volerlo. Ma scendere e ripartire è la cosa più greve da fare. Sistemiamo i bagagli di questi vita senza farli pesare sui passeggeri, il più delle volte inconsapevoli. O consapevoli che fingono di non sapere. Io invece lo vorrei sapere. Ti vorrei amare sul serio ma non vorrei sentirlo adesso, così. Ignoriamo molteplici stazioni e vediamo cambiare le stagioni, così non ci accorgiamo che siamo ancora qui. Seduti. Inermi. Il mare mi scorre davanti, come una linea sottile e fa male. Sono più in basso di quanto non voglia dare a vedere, queste onde non aiutano e non respiro. Si può inzuppare tutto quanto quando sei sotto la pioggia, con il desiderio bruciante di lasciarti andare. Si bagnano i capelli, le vesti, il naso e le guance. Si bagnano le mani, le spalle, i piedi e i bagagli. Ma l'anima no. Ed è l'unica cosa che dovrebbe, perché non si farebbe poi così tanto male. Si rinfrescherebbe, perché a volte piange, si asciuga le lacrime e riparte ma non fa vedere niente. Tutto sembra così in corsa, e le case non sono nulla. Ci sono treni che sarebbe meglio perdere per non sentirsi così affaticati e senza difese, assolutamente pronti a ricevere il colpo nel punto più debole, stupidamente ben esposto. Colpisci. Non te lo so dire, ma tu per me aspetti qualcuna.
Me l'ha detto un pazzo, oggi, per strada « Hai l'aria di aspettare qualcuno».

 

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