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Blackout

«Ci vediamo settimana prossima, controllate la bacheca che al massimo domani carico la dispensa di oggi. ».
Raccoglie le sue cose e non c'è più nessuno, tutti sono già fuori dall'aula e in corridoio sento le voci che si avvicinano al fine settimana. Mi alzo e lo avvicino che sta ancora litigando col microfono, che non riesce a spegnere. Premo il tasto "off" che era nascosto sulla porzione di bacchetta che si ostinava a non controllare, mi guarda e mi ringrazia, rigido, stanco, voglioso quanto me di un po' di tranquillità. Si perquisisce che già sto cercando il pacchetto e quando mi chiede la sigaretta gliela sto già sventolando, l'invito migliore per fare quattro chiacchiere e poi tornare in qualsiasi posto che non sia questo.

«A che anno...? ».
«Fuori corso. », gli rispondo, secco, con un mezzo sorriso. Nessun preambolo, non serve.
«Primo? ».
«Ultimo. » e sorride, complice. Una smorfia vera, non di circostanza, ha capito che ciò che ho detto non è la promessa di rito, quella per "sembrare" bravo. È un desiderio allo stato grezzo.
Appoggiamo zaino e borsa sul muretto e ci accendiamo la sigaretta. Prima lui e poi io, e il cortile è sgombro di studenti e la sera si sta avvicinando, con il primo freddo.
«Come sta andando? ».
«Quest'anno sono più faticosi, ma sopravvivrò. » mi risponde, poi cerca la parole giuste: «Tu? ».
Prendo fiato, come una rincorsa, e butto fuori tutto in pochi secondi, come se non avessi aspettato altro che quella domanda: «Se tutto va bene l'anno prossimo mi laureo. So già da chi farmi dare una mano per la tesi. » e lo guardo, gli entro negli occhi, dimostrandogli tutto il rispetto che merita, quello che si è costruito con lezioni appassionate e appassionanti, la brillantezza intellettuale e spirituale che non annoiano mai. Un mentore. Il mio mentore. Lui non lo sa, non può saperlo, non posso dirglielo. Ma sarà un esempio, qualsiasi cosa farò dopo.
Sorride un po' imbarazzato, fa un tiro e poi un altro e un altro ancora. E fumo anch'io.
«Contattami quando vuoi. », la sigaretta è quasi finita, come la mia, come se ci fossimo messi d'accordo. Non abbiamo mai smesso di sorridere, anche in silenzio.
Un ragazzino del primo anno, al massimo del secondo, che chissà quanto ha aspettato nascosto chissà dove comincia a farsi notare sempre di più, forse ha freddo, forse ha fretta, forse ha voglia di scambiare quattro chiacchiere anche lui. Delle sigarette sono rimasti solo i mozziconi, che spegniamo insieme nel posacenere del cestino. Prima lui e poi io.
«In bocca al lupo. ».
«Crepi. In bocca al lupo, professore. A presto. »
«Crepi. Quando vuoi. » e poi si gira verso il ragazzino, io ho già messo le cuffie ma riesco a sentire quello che gli dice: «Buongiorno, ha bisogno? ».

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24 commenti:

  • Anonimo il 09/07/2013 12:14
    L'ho letto tutto d'un fiato. Più che la storia di una serata affascina la descrizione dello stato d'animo del personaggio, con riflessioni argute e profonde, con un linguaggio chiaro e diretto, che mettono in luce, anche durante il blackout, il disprezzo di attività notturne che oggidì volge al rumore e all'ebbrezza per allontanare la precarietà del presente e del futuro. Scelta condivisa quella di volgere lo sguardo verso la luce vera del cielo trapunto di stelle. Il mio applauso non serve, ma il consiglio di dedicarti alla scrittura come lavoro primario può stuzzicarti!
  • Guido Ingenito il 06/03/2011 14:12
    ciao Patrizia e scusa l'imperdonabile ritardo.
    ti ringrazio, i tuoi complimenti sono un'ottima iniezione di fiducia. questo è un racconto particolarmente riuscito, lo ammetto. spero ti piacciano anche gli altri

    Guido
  • patrizia melito il 20/01/2011 20:29
    Della serie " letto a caso " scopro invece un vero talento. Splendido, meraviglioso. E siccome non voglio privarmi di altre sicure emozioni, mi butto subito nella lettura di altre tue opere. Perchè è di opere che stiamo parlando, qui! Ancora complimenti.
  • Guido Ingenito il 08/12/2010 14:13
    caspita grazie Verdiana! davvero il più grande dei grazie - mi sta tornando la voglia di scrivere

    Guido
  • Verdiana Maggiorelli il 06/12/2010 21:40
    Sono arrivata qui dopo aver letto "Squali" che già mi aveva intrigato non poco.
    Ma questo è m-e-r-a-v-i-g-l-i. o-s-o! E capisco che vorresti eliminare l'introduzione,
    ma è talmente gustosa anche quella, che priveresti il lettore di qualcosa...
    E poi delinea meglio il personaggio e lo prepara allo svaccamento serale,
    e poi cominciare un racconto con un dialogo è sempre catturante...
    Sei scrittore di spessore e sono felice di averti scoperto!
  • Guido Ingenito il 09/11/2010 17:56
    grazie Umbe, sei davvero gentilissimo...
    prima di prendere contatto è meglio che sistemi un paio di milioni di cose

    un abbraccio ancor più forte

    Guido
  • Anonimo il 09/11/2010 16:40
    Si lo so che te l'hanno detto in tanti ma ti devi dare allo scrivere, professionalmente, intendo... Togli la mano dalla faccia a prendi contatto con le case editrici...
    Un abbraccio
    Umberto
  • Guido Ingenito il 06/11/2010 21:01
    marco: complimenti per la critica che mi hai piazzato. riporto testualmente:
    "ma vedo un comune denominatore nelle tue storie che le connota di un carattere vagamente pessimistico: il nero e la sua spasmodica ricerca. A mio parere calchi troppo la mano su questo tasto e, così facendo, allontani dal pieno coinvolgimento chi, con grande sforzo, fa del suo meglio per allontanarsene... ". Hai colto pienamente il punto debole, non l'unico, degli ultimi racconti che ho scritto e non sai quanto mi faccia piacere (tra l'altro non ci avevo fatto caso sull'ossessione per il nero, giuro). Devo sviluppare tecnica e stile per poter inchiodare sto cazzo di nero da qualche parte
    sono contento di essere finito nelle grinfie di un ottimo lettore come te, davvero complimenti.
    naturalmente grazie per le belle parole, dette da te hanno un valore particolare

    Guido
  • marco carlino il 06/11/2010 17:37
    ... e ancora una volta devo togliermi il cappello, per quanto detesti le sviolinate, davanti al tuo scrivere così scorrevolmente piacevole eppure così ricercato nello stesso tempo; denso di verità e significati abilmente comunicati per mezzo di esempi squisiti come una parmigiana fatta dalla nonna mangiata dopo 50 vasche regolamentari e 15 km di salita in bicicletta. Applausi a scena aperta per ogni concetto che si materializza nitido e reale in funzione di un testo steso in maniera ritmica e coerente... e mi compiaccio di come ti sia riuscito di mantenere saldo il filo della storia saltando comunque di palo in frasca a pie pari come piace fare a te. Forse, l'altissimo gradimento che computo a quest'opera, in parte, dipende dal fatto che, leggendo, in molti casi mi sono ritrovato nei concetti che, senza aver mai realmente pensato, ho sempre covato nella mente.
    ... e adesso passiamo alle critiche è ovvio che, parlando di un blackout, sia comprensibile; ma vedo un comune denominatore nelle tue storie che le connota di un carattere vagamente pessimistico: il nero e la sua spasmodica ricerca. A mio parere calchi troppo la mano su questo tasto e, così facendo, allontani dal pieno coinvolgimento chi, con grande sforzo, fa del suo meglio per allontanarsene... A prescindere dal firmamento - che a questo punto fa da chiave di volta (celeste) a tutto il racconto - anch'io penso che il buio completo riesca a mettere in "luce" l'aspetto insolito e raramente apprezzabile di una piazza affollata; ma quelle tessere di puzzle, come le chiami tu, altro non sono che una diversa manifestazione di quell'urlo corale che sfida il buio.
    ... ma torniamo ai complimenti, Guido, che te li meriti: 5 stelle! ! ! ! !
  • Guido Ingenito il 04/11/2010 17:05
    come non detto, il regolamento non permette tagli drastici... fa niente
  • Guido Ingenito il 04/11/2010 17:03
    già! ho deciso: editing feroce auto inflitto
  • Anonimo il 04/11/2010 17:02
    modificare... rivedere... riflettere...
    che bello scrivere!
  • Guido Ingenito il 04/11/2010 16:59
    grazie Lucia e grazie Robi, non potrei che essere più contento
    solo una cosa: mi sono accorto che l'introduzione che descrive l'incontro col professore è ingombrante. mi sa che era meglio cominciarlo direttamente con il protagonista che entra in casa e accende il computer.

    buonissima giornata donne!

    (Lucia, davvero grazie, )
    (Robi, che figata sapere che ti immaginavi lì...)

    Guido
  • Anonimo il 04/11/2010 13:35
    Davveo bello Guido
    Mi sembrava di essere lì
  • Anonimo il 03/11/2010 22:48
    letto solo ora... stanchissima...(imperdonabile non essere la prima a leggerti...)
    (in realtà sei l'unico che mi piace leggere qui... pensa te!)
    (ma sono veramente nel pallone)
    BRAVISSIMOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO!
  • Guido Ingenito il 03/11/2010 14:15
    ottima riflessione Nunzio, una chiave di lettura puntuale e soddisfacente!
    buona giornata!
    Guido
  • Anonimo il 03/11/2010 09:31
    Ai miei tempi si credeva che le stelle fossero state infisse nella volta del cielo per consentire all'uomo di orientarsi nel suo perenne girovagare. Oggi, che non ci servono più, ci stupiamo che ancora funzionino. Mi viene da pensare alla famosa guerra delle pulci...
    Ciao Guido!
  • Guido Ingenito il 02/11/2010 11:53
    ... Mooki... sei un fenomeno Bob!
    Daniela: bella sorpresa! smettila di sparire! (bellissima teoria)
    grazie a tutti e due

    buona giornata (qua piove mannaggia mannaggia)

    Guido
  • Anonimo il 31/10/2010 11:53
    Mi piace...
    capita a tutti: in ogni istante della nostra vita abbiamo un piede nella favola e l'altro nell'abisso!
  • Bob di Twin Peaks il 31/10/2010 11:47
    L'unico commento possibile è: bellissimo
    ma non resisto a non scrivere una cazzata: ma il ragazzo delle pizze era Mooki di
    "fa la cosa giusta"?
    ciao ancora stra complimenti
  • Guido Ingenito il 31/10/2010 02:59
    grazie ragazzi, piacere di piacervi.
    imbarazzo per quello che mi scrivi Medina
    orgoglio per quello che mi scrivi Gianni
    michele: cosa mi sono perso?
    buonanotte belli

    Guido
  • Michele Rotunno il 30/10/2010 22:46
    Per la prima volta mi sono pentito di aver letto qualcosa di tuo. Quel pizzetto... no!, no! accidenti hai destato il can che dorme... ora sei veramente in debito.
  • Giovanni Barletta il 30/10/2010 19:32
    "La mia vita è su una cuspide, dolce e dolorosa, che punge e non avvelena". Che dirti, Guido? Il tuo viaggio dolente mi ha preso dentro. Il tuo grido d'amore per il cielo stellato è una delle più belle cose che abbia letto.
  • Anonimo il 30/10/2010 18:18
    Se ti dico quello penso tua madre mi ammazza e mio figlio pure. Scritto talmente bene che se guardo fuori dalla finestra vedo San Lorenzo. Grazie

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