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Lo sguardo

La prestazione era stata completa saldata, non richiedeva aggiunta di altro corrispettivo se non fosse che la signora pretendeva che le fosse riconosciuto un compenso aggiuntivo.
Il boss non sembrava molto contento di questa iniziativa estemporanea, non era usuale acconsentire a simili ricatti, quello che era stato pattuito era stato concesso... come giustificava la signora la sua irritante richiesta? Respirò profondamente e cercò di mantenere la calma, di solito reagiva in maniera più impulsiva. Ma questa non era situazione in cui poteva permettersi di perdere la calma, la posta in gioco era alta e il rischio anch'esso elevato.
Doveva per forza far leva su tutta la sua pazienza. Accese una sigaretta, sperando in cuor suo che la signora desistesse dalle sue insane pretese, aspirava lentamente e lentamente buttava fuori il fumo. Lei non parlava, ma lo guardava dura, determinata, pronta a far valere le sue ragioni. Lui non la guardava ma avvertiva su di se il suo sguardo insistente... penetrante! In quel momento pensò che in un'altra occasione uno sguardo del genere sarebbe costato molto caro a chi si permetteva di puntarglielo addosso, ma ora doveva restare calmo!
Tacevano entrambi, era un gioco di resistenza. Il boss si alzò per buttare la cicca spenta dalla finestra, era un suo vezzo. Non guardava nemmeno se in quel momento passava qualcuno, se mai fosse passato peggio per lui, era già tanto che la cicca fosse spenta. Nel ritornare a sedere dietro la grande scrivania le sfiorò lievemente il braccio nudo, lei si era fatta più vicina e aveva ristretto il passaggio. Quel tocco involontario stranamente lo turbò, non aveva mai considerato la signora da quel punto di vista. Si fermo di fronte a lei restando attonito per un attimo, poi riprese la sua andatura decisa e si sedette.
La signora continuava a guardarlo, ma a lui sembrò che il suo sguardo non fosse più così duro, o almeno così lo percepiva ora. Forse per via di quel contatto così coinvolgente anche se marginale e assolutamente non intenzionale. In ogni caso non aveva intenzione di cedere, non le avrebbe concesso niente di più di quello concordato. Non era diversa dall'altra gente con cui aveva avuto a che fare in tutti quegli anni.
Guardò l'orologio e si ricordò che aveva un appuntamento importante dall'altra parte della città, era già in ritardo ma nonostante questo non si mosse. Restò lì, fermo, immobile, lo sguardo fisso sulla parete, lasciandosi ottenebrare dallo sguardo tenace di lei fisso su di lui. Si sentì avvincere da uno strano languore, percepiva la sua eccitazione crescere, mentre lei continuava a guardarlo. Si sentiva accarezzato dallo sguardo della signora, non voleva voltarsi per non interrompere quella magia. L'eccitazione lo rendeva immobile, si rese conto di essere completamente in balia di quegli occhi. Non ricordava quasi più che aspetto avesse la signora ma si meravigliò nel pensare che nessuno sguardo mai lo aveva sedotto come quello che ora si sentiva addosso, che lui non vedeva, ma che sentiva ormai nei pensieri, sulla pelle, nello stomaco... Era ormai completamente preso da quel trasporto, era una sensazione mai provata, intensa, coinvolgente. Il corpo preso da un fremito di piacere, nessuna donna mai lo aveva acceso in quel modo. Il suo sguardo... avrebbe voluto avere per sempre il suo sguardo su di se...
Si riebbe! ... ancora sconvolto ma cosciente. Fuori ormai buio, la stanza immersa nelle tenebre... solo... La signora non c'era più. Aveva invano cercato di comunicare con il boss, aveva urlato, l'aveva offeso, insultato, alla fine stremata era andata via, in lui non c'era nessuna reazione.
Lui si ricordò solo molto più tardi che quello sguardo avrebbe potuto costare molto caro alla signora.

 

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4 commenti:

  • Anonimo il 12/02/2011 12:59
    Complimenti, è scritto bene.

    Suz
  • Giacomo Scimonelli il 09/11/2010 10:45
    scrivi bene... complimenti
  • valeria ste il 02/11/2010 17:05
    Grazie Stefano, sei gentile... c'è molto da perfezionare, ma come inizio...
  • Stefano Galbiati il 02/11/2010 11:09
    niente male, davvero niente male!!! Hai descritto alla perfezione le sensazioni e i turbamenti provocati da quello "sguardo", brava!!!

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