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Ricordo

La navicella spaziale navigava silenziosa nello spazio buio ed infinito. Mani e faccia contro il vetro, la bambina guardava attenta e curiosa le maestosità del cosmo.
"Mamma, ma quante stelle ci sono! Si possono contare?" disse con eccitazione.
"No tesoro, non tutte!"
"Ma perchè sono così tante?"
"Perchè l'universo non ha fine."
"E i pianeti?"
"Anche."
"Sono abitati?"
"Alcuni sì, alcuni no."
"Dove siamo adesso?"
"Nella Via Lattea."
Ella divenne ad un tratto pensosa, sapeva che quella galassia era stata la culla delle sue origini.
"Sono nati qui i miei nonni?"
"Diciamo i tuoi antenati, cara. Sul pianeta Terra."
"Tanti anni fa?"
"Tanto, tanto tempo fa..."
"E com'erano fatti?"
"Come noi".
"E quanti sono?"
"Non ci sono più".
Il viso della bambina si contrasse in una smorfia. Il "non esserci più" era per lei ancora vagamente associato alla morte.
"Vuol dire che sono morti?"
"Sì"
"Perchè ?"
La domanda era di una logica che toglieva il fiato. La donna per un attimo avrebbe voluto essere nei suoi panni, tornare pura come una bambina. Doveva darle una risposta vera, senza ch'ella si rattristasse più del dovuto. Respirò a pieni polmoni e disse:
"Degli uomini non proprio buoni hanno distrutto il pianeta."
"Che uomini?"
"Non i tuoi antenati."
"E chi allora?"
"Vedi cara, ci sono uomini a cui piace controllare altri uomini."
La bambina non capive del tutto e la madre sperava che la sua attenzione si distogliesse dal maledetto pianeta. Forse in futuro le avrebbe rivelato che la Terra era stata teatro di una guerra senza precedenti voluta dai potenti per conquistare il mondo... dei potenti per tutto simili agli uomini ma la cui coscienza era ottenebrata dai peggiori propositi.
Il "Grande Antagonista" e la sua schiera di fedeli avevano vinto sulla dimensione terrena, trasformando quel piccolo, insignificante pianeta in un deserto. Sapeva anche che le uniche creature sopravvissute erano insetti, scorpioni, lucertole, topi cresciuti a milioni a causa della scomparsa dei predatori. Alcuni erano enormi, ributtanti alla sola vista. I mari portavano nei fondali i resti di milioni e milioni di carcasse umane così come laghi e fiumi. I ghiacciai erano ridotti a minute calotte di ghiaccio che la notte buia e fredda non scioglieva mai.
Aveva saputo dell'atroce fine dei suoi discendenti, praticamente sublimati dall'enorme calore di un ordigno atomico. Taluni si erano miracolosamente salvati, riuscendo in extremis a salire sulla nave spaziale. E da allora per trecento anni la sua generazione crebbe e visse nello spazio navigando tra la Via Lattea e Alpha Centauri.
"Mamma, anche noi siamo così ?"
"No, piccola. Abbiamo imparato la lezione..."
La lezione doveva essere forzatamente assimilata e trasmessa alla futura progenie, altrimenti la razza umana sarebbe andata incontro all'estinzione certa. E con essa il suo inestimabile patrimonio genetico, antropologico e culturale. "Ma Dio ci deve amare tutti", pensò tra le lacrime che non riuscì a versare.

 

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2 commenti:

  • ELISA DURANTE il 08/11/2010 10:41
    Scritto bene ma non originalissimo (scusa la franchezza, la mia vuole essere una critica costruttiva).
  • Michele Rotunno il 06/11/2010 11:43
    Succederà, prima o poi succederà, sperando che il finale sia almeno questo.
    Brava Linda

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