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Non solo musica

Polvere su una scacchiera dimenticata, i cui pezzi abbandonati, riposavano come fermati dal tempo. Ovunque una luce soffusa, color dell'ambra, color del miele. Quel miele che profuma le stanze, le persone, le anime. Ed è qui che tutto prese vita. Fra le bambole rotte e quel pianoforte impolverato.

Note che prendevano vita.

Non era solo tecnica. Non era solo musica quella che suonava dinanzi al fuoco. Suonava per loro, per le sue spettatrici mutilate, cieche d'occhi ma dotate d'udito. Udito fantastico, creato dalla fantasia d'una bambina che si rifiutava di crescere.

Caustica. Apatica. Distante.

Ma lei su quel piano prendeva vita.

Ad ogni accordo, solleticava l'anima di chi l'ascoltava. Ad ogni nota, sfiorava il cuore di chi le prestava attenzione. Ma non serviva. Prendeva con potenza chiunque le passasse accanto. La sua musica attirava, la sua voce era come acqua per assetati. Suonava per se stessa, suonava per parlare, per dire quelle parole che teneva chiuse nel cassetto del suo cuore.

Ma non aveva gettato la chiave. La chiave era nelle sue dita.

Occhi sognanti che la osservavano con ammirazione. Osservavano quello sguardo spento, che prendeva vita ad ogni nota. Quelle labbra che sorridevano di nuovo, al solo sfiorare i tasti. Quel viso che si rasserenava, non appena sedeva su quella panca. Suonava con foga, con passione, con amore. Ci metteva il cuore che sembrava non avere. Amava quei suoni, quella sensazione. Amava suonare, amava quel piano, amava se stessa. E suonava...
suonò finchè le sue dita non cominciarono a tamburellare su qualunque superificie.
suonò finchè non riuscì a suonare ad occhi chiusi.
suonò finchè le corde non si ruppero.

e con quelle anche la sua realtà.

 

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1 commenti:

  • Adriano Di Carlo il 22/09/2006 19:42
    ho letto con piacere questa tua poesia, che include un climax davvero coinvolgente. a volte, le parole, troppo ricercate, sviano l'intenso significato che cerchi di descrivere. il finale ad esempio, è meraviglioso ed è il finale perfetto. ma quell'ultima frase, detta così stacca il contenuto precedente ed uno si deve nn solo soffermare sulla frase, ma anche riinserirla nel contesto precedente. a volte troppo discorsivo e cantilenante, ma sempre piuttosto originale. parla di una sensazione che nn tutti secondo me possono cogliere. e nn certo perchè la tua poesia èscritta male. ciao, cryback

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