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Lo Sconosciuto allo specchio

L'orologio sul comodino segnava le 04. 30. Non era un giorno come gli altri. Eric scese dal letto, andò davanti allo specchio e fissò l'immagine riflessa. Si lavò la faccia con acqua fredda, come per scrollarsi di dosso la sera prima. Rialzò lo sguardo sullo specchio e vide dietro di se un uomo mascherato che gli puntava una pistola alla testa.
"Cazzo!" Urlò Eric in preda al panico.
Lo sconosciuto spinse più forte la pistola sulla sua testa.
"Non urlare, o la tua testa salterà in aria." Disse. Parlava piano, in modo quasi educato, un modo che contrastava con quel che stava succedendo.
"Chi sei?" Disse Eric, e un leggero tremolio partì dalla mano destra per diffondersi in tutto il corpo.
"Qua le domande le faccio io."
Eric annuì silenzioso.
Cosa voleva quello sconosciuto da lui? Ma poi come aveva fatto ad entrare in casa sua? Non aveva idea di chi potesse essere, eppure, quella voce così calma... Gli ricordava qualcosa. Qualcosa che non riusciva a classificare. Qualcosa che non riusciva a ricordare.
"Rossana." Disse piano l'uomo.
Lentamente qualcosa si riaccese nella mente di Eric. Qualcosa tornò a galla nella marea di pensieri nella testa del ragazzo.
"Cosa sai della sua morte?" Domandò l'uomo trattenendo quasi le lacrime, ma senza scomporsi troppo.
"Niente..." Disse Eric cominciando a piangere.
"Balle!" Urlò. "Io lo so. Sei stato tu!"
Eric fece no con la testa mentre le lacrime scendevano abbondanti sulle sue guance.
"Quella mattina al lago. Eravate insieme, solo tu e lei. Ma lei non è più tornata. L'hai affogata, lo sappiamo entrambi!"
A quel punto i ricordi invasero completamente la mente di Eric.
Una mattina di sole, una gita al lago, lui addormentato sulla riva del lago, e Rossana, bella come sempre, l'unica donna che Eric avesse mai amato. Lei nel suo costume rosa che decise di fare il bagno nel lago.
"Io dormivo." Disse il ragazzo tra le lacrime.
"Non continuare a mentirmi." Disse calmo l'uomo. Poi perse la pazienza e anche un po' di controllo. Alzò la voce. "Io la amavo. Lei aveva scelto me, e tu non lo sopportavi."
Un'illuminazione, un qualcosa si accese dentro Eric. Aveva finalmente capito chi era l'uomo che gli puntava una pistola alla testa : il loro docente universitario.
Un brivido gli percorse la schiena. E la disastrosa fine di quella giornata al lago gli si presentò davanti agli occhi. Lui solo sulla riva del lago. Rossana era sparita, ma la sua roba era ancora al fianco di Eric, il suo cellulare, il suo mp3, il suo zaino celeste. Tutto ancora li. Ma lei non c'era. La cercò per tutta la sera, disperato, fino a stramazzare a terra senza forze. L'indomani fu trovato dalla polizia sulla poco lontano dal lago. "Rossana, dov'è?" Chiese disperato al poliziotto che gli porgeva una bottiglietta d'acqua. Lui sorrise malinconico. "Abbiamo trovato il suo corpo."
"Rossana... Non l'ho uccisa io... è morta. Io non c'entravo nulla." Disse infine Eric tra un singhiozzo e l'altro.
"Tu l'hai portata lontano da me, l'hai uccisa. Ti odio. Non meriti di vivere!"
Nel silenzio della notte si sentì solo uno sparo, e poi niente. Silenzio di nuovo.

 

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