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L'Albero di Natale

Alla fine mi sono deciso, e sono sceso in cantina a recuperare l'albero di Natale ed il presepe. Anche se... vabbe' Diego, ti racconterò più avanti.
Aperto il sacco, ho constatato alcuni particolari: il cielo era parzialmente spiegazzato, ma ho deciso di tenerlo buono. La Madonna (non la cantante! Quella vive in un residence) si è staccata dalla capanna; con la colla ho rimediato al guaio.
Le statuine hanno risposto "presenti!" all'appello; tranne il dormiglione che, nomen omen, dormiva. Albero ok, cosiccome le luci. Percepivo, tuttavia, il bisogno di inserire un elemento di nuovo. Con quell'idea mi sono seduto a tavola.
Nel pomeriggio eccomi al supermercato Rcorta, per la spesa. Osservando gli orpelli natalizi, mi sono soffermato su un fuoco elettrico. Avendo ancora una presa libera da sfruttare... taac! Alla modica cifra di 14 euro e 99 centesimi l'ho acquistato. Felice come un fringuello a primavera, ho proseguito per gli scaffali. Andando sempre a braccio; aborro scrivere la lista della spesa. Questa sporca incombenza la lascio ai comuni mortali.
Mentre pensavo ai massimi sistemi (organo genitale femminile), ho avuto un incontro ravvicinato con l'espositore dei cosmetici: disastro epocale. Fortunatamente non mi ha visto nessuno, e sono svicolato tutto a mancina. Tanto Pecorotto, il proprietario dell'Rcorta, ne predisporrà uno nuovo. Al boss i soldi escono dalle orecchie, ed anche da altri orefizi.
Al momento di pagare mi sono accorto di odorare di mascara. La cassiera, in effetti, mi fissava perplessa. Nessun problema; la mia reputazione con le donne è già infinitesimale.
Nutrivo una mezza idea di andare in centro a Como; ho desistito. Un po' perché avevo fretta di collaudare il fuoco, il resto perché non volevo vedere l'ennesima edizione della CITTA' DEI BALORDI. Solita pista del ghiaccio, stessi mercanti, medesime giostrine, baraccopoli in Piazza Mazzini. In questa città è più facile trovare il petrolio di un refolo di fantasia. Inversione, e rotta per casa.
Posate le borse della spesa, mi attendeva la titanica impresa: allestire l'albero di Natale senza alcun dislivello. L'anno scorso si è ribaltato alle 3 di notte, facendomi sobbalzare dal letto.
Sposto le boccie di qua, di là, sopra, sotto... niet! Sarà stato un difetto strutturale, oppure un complotto della sinistra massimalista (l'abete pendeva a sinistra). Dopo aver cassato la voglia di scaraventarlo fuori dalla finestra, eureka! Mi sono diretto in cortile. Tra le gelide frasche ho scorto un sasso ad hoc, e l'ho afferrato. Sistemandolo alla base, e accostando l'albero vicino al muro ho constatato una stabilità sufficiente; obiettivo raggiunto. Non ho avuto, invece, nessun problema nell'approntare il presepe.
Silenzio delle grandi occasioni, in attesa della prova finale. Nell'oscurità, accendendo solo le luminarie. Ottimo la sincronizzazione dei colori, e buono l'effetto scenico. Spettacolare il fuoco elettrico. Peccato che sarò l'unico a contemplare questa opera d'alta ingegneria. Ah, no; forse la vedrà anche qualche vicina che, per sbaglio, entrerà a farmi gli auguri.

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1 commenti:

  • Anonimo il 17/12/2010 07:44
    Divertente e veritiero, con una piccola correzione. La chiesa romana non è andata così lontano per effettuare un plagio, le è bastato giocare in casa. Infatti gli antichi romani veneravano il 25 dicembre il Sol Invictus, introducendo nell'olimpo romano il culto del dio sole di Emesa (città siriana), ad opra degli imperatori Eliogabalo prima e Aureliano poi. Dovendo scegiere una data da proporre ai fedeli, gli antichi prelati scelsero quella già nota ed accettata da tutto il popolo.
    Brillante anche la spiegazione data alla storia dei magi.
    Ottimo.

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