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Uno smeraldo nell'azzurro parte 3

Graziella venne, senza essere chiamata, nel primo pomeriggio. Nel vederla, mi sono rincuorata ed ho pensato: "Non mi ha dimenticata; era da tanto che non la vedevo." "Graziella," disse la mamma, "meglio tardi che mai," volendo dire forse, chi non muore si rivede. Graziella le rispose: "Signora, i miei padroni, pretendono tante cose..." Ed io capii che lei, con i genitori, doveva sottostare per vivere alla meglio... L'avrei abbracciata... La mamma, poi le disse: "Graziella, lo so bene, che sei una signorina... ma Iginia è sola... è ancora una bambina... vedi di accontentarla." Graziella: "Sì, lo so, che Iginia è piciridda; mi fermo una mezz'ora e andiamo su, in terrazza."
"Graziella, vieni," e le davo la mano... Salimmo gli scalini, piano, piano, ché alcuni erano rotti. In terrazzo, guardammo il panorama, le campagne, a fianco del laghetto... Tutto era pace... L'aria solatia, e quel silenzio, quasi mi opprimeva... Scendeva in cuore una malinconia, che oggi comprendo quasi come allora. Graziella mi propose: "Ci sdraiamo? E conversiamo sul nostro avvenire?" Le rispondevo: "Se ti va, proviamo... Papà fa sempre i bagni di sole." Ci distendemmo, sentivo il calore del lastricato... E così dicevo: "Certo che il sole, è una gran bella cosa, ti da calore... oggi di più ancora, perché mi sembra d'esser spensierata... Sapessi, in altri giorni che tristezza... guardare intorno... e sentirmi sola..."
La mamma ci chiamava: "Graziellaaa... Iginiaaa... Veniteee..." E Graziella mi disse: "Vado io che son più snella;" la mamma le diceva: "Ho preparato per voi una merendina: pane fresco, con l'olio..." Graziella prese entrambi i due panini, ringraziando. Risaliva, entrambe sentivamo l'appetito ed il sapor di quella mite estate. Sentivo una dolcezza indefinita... e non ricordo più, per qual motivo noi conversammo sulle nostre mamme. Graziella disse: "Il giorno della mamma, io le regalerò le calze di filanca, color fumo di Londra." Mi domandai: "Che cosa mai ci trova in un paio di calze?" Io le risposi: "Ho pensato ad un anello... Ma non ho i soldi... Spero che mi aiuti, papà, intuendo il mio desiderio. Se non potrò donarle quell'anello, io per lei scriverò una poesia; non so se sono in grado, ma di una cosa, so d'esser sicura: vorrei che la mia mamma, per la vita restasse insieme a me... Se non sarà, a causa di una cosa, che mi vergogno a pronunciare, io scriverò per lei... Saranno quelle le poesie migliori, perché lei conta più della mia vita."

 

l'autore Giuseppina Iannello ha riportato queste note sull'opera

Titolo di questa parte: "Il pane con l'olio"


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