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... quattro passi

È una bella giornata e decido di andare a fare quattro passi in riva al mare.
Il litorale della mia città è invitante e molti sono i frequentatori.
C'è chi corre, chi fa arrabbiare alcuni anziani che è riuscito a schivare con la bici e chi con i pattini, chi rincorre un piccolo pallone, chi vende cineserie, chi bisboccia su una panchina e chi si prende quel sole tiepido seduto sulla spiaggia.
Dalla mia postazione, su di un rivido sedile di pietra, guardo tutta quella gente impegnata in quel momentaneo "daffare quotidiano".
Poco più in là una giovane coppietta fa le fusa come due gattini in amore ed è quasi toccante starli a guardare occhi negli occhi che si scambiano chissà quali eterne promesse d'amore.
Alla mia sinistra un vecchietto, pipa in bocca, sfoglia svogliatamente un giornale sicuramente per darsi un contegno senza nemmeno accorgersi che è alla rovescia!
Un altro cammina parlando tra sè e sè lanciando occhiate furtive a coloro che incontra quasi cercasse complicità la suo pensiero.
Verso di me si sta avvicinando un giovane handicappato seduto su una carrozzella. mi passa vicino e incrociando lo sguardo col mio mi lancia un sorriso al quale rispondo con un certo imbarazzo.
L'espressione "pura" del giovane penetra a fondo (e con meraviglia) quanto lo circonda con gli occhi di chi scopre, nell'esistenza, "il miracolo della vita".
Di fronte a quell'immagine quieta di quell'"angelo" che mi ha regalato la sua serenità illuminandomi oltre che il cuore anche la giornata... sorrido.
Ma non avrebbe dovuto essere il contrario?

 

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5 commenti:

  • rainalda torresini il 18/04/2012 16:04
    Condivido in pieno il commento di Fernando. Da uno spunto banale quattro passi si arriva ad una riflessione che ha un significato profondo e colpisce il lettore nel suo intimo nel suo modo di agire e di guardare il mondo che ci circonda. troppa fretta annebbia la vista dell'altro, chiunque esso sia, dimenticando lo scambio e il dono reciproco.
  • Bruno Briasco il 18/04/2011 13:15
    Caro Fernando, innanzi tutto grazie del suggerimento correttivo al quale ho provveduto con un semlice parentesi che da un più ampio respiro e penso maggior comprensione alla lettura.
    Secondo, ancora grazie del commento, generoso e chiaro, che attribuisci ad una verità e cioè quella di vedere lle ose da un'altra angolazione quale siamo abituati a vedere e immagazzinare (come scrivi tu).
    L'abitudine è quella che distrugge la vita, l'amore, tutto... secondo me.
    Un abbraccio fraterno a rileggerci
  • Fernando Piazza il 18/04/2011 11:29
    È incredibile come una semplice passeggiata possa essere oggetto di un racconto e offrire al lettore lo spunto per una breve riflessione. Sì, perché spesso ci capita di guardare la realtà circostante senza realmente "vederla".
    Registriamo nella nostra memoria cose e volti sconosciuti e li seppelliamo dentro di noi senza che la cosa ci tocchi più di tanto. Poi accade che un giorno decidiamo di "aprire" gli occhi e la realtà ci appare sotto un'altra prospettiva. Le cose e i volti cessano di essere anonime comparse e semplice sfondo della nostra esistenza e ci chiedono di "vederle" e di "esistere". Tu lo hai fatto e lo hai testimoniato agli altri. Bravo.
    Un appunto: dovresti sistemare la frase "L'espressione "pura" del giovane penetra a fondo e con meraviglia quanto lo circonda con gli occhi di chi scopre, nell'esistenza, "il miracolo della vita" che non appare subito di facile comprensione. Per il resto va bene. Ciao
  • Bruno Briasco il 23/12/2010 14:45
    grazie Giacomo... correzioni fatte. Buone feste a te e famiglia. BB
  • Anonimo il 20/12/2010 18:31
    Bel quadretto... piaciuta assai. Ci sono alcuni refusi da correggere Bruno... fallo perchè il racconto merita. ciaociao