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Il gigante che venne dal cielo-parte quarta

Lentamente i piccoli abitanti del villaggio di Zizoro accorsero all'appello degli esploratori e impauriti e tremanti si presentarono ad Alezer che li osservò curioso e molto divertito.
Abian prese la parola e disse: fratelli tutti, questo enorme individuo si chiama Alezer e viene da un mondo lontano e molto più grande del nostro, non è aggressivo è capitato fra noi per un imprevisto.
Relta avanzò fino ad arrivare ai piedi dell'enorme ospite e disse: ti saluto viaggiatore, io sono Relta il sovrintendente di questo villaggio, mi impegno a garantirti la nostra ospitalità, a patto che tu non sia aggressivo e ci tratti con rispetto, come prima cosa desidero che tu ci parli di te e del luogo da dove vieni.
Il gigante rispose con una voce vibrante: come sapete mi chiamo Alezer, io vengo da Rades un mondo molto lontano e più freddo del vostro perché più distante dal suo sole di quanto il vostro pianeta disti dal suo, e sopratutto molto più grande, tanto che per la mia gente voi sareste dei folletti. Io vi parlerò di me e della mia gente, però trovo giusto che prima mi parliate di voi e della vostra vita.
Abian allora si fece avanti e spiegò molte cose ad Alezer circa gli Herserill, disse quanto fosse duro vivere in un mondo pieno di animali più grandi e aggressivi, disse che la sua gente coltivava i raccolti in piccole serre e viveva in piccoli villaggi protetti da incantesimi che impedivano agli animali di entrare, perciò i maghi e tutti quelli che potevano diventarlo erano molto rispettati e avevano un futuro roseo. Disse che alcuni animali come scoiattoli, criceti, lumache, coccinelle, piccole rane e altri potevano essere addomesticati e tornare utili, altri come scarafaggi, topi, zanzare e gatti invece erano terribili. Parlò dei villaggi che erano fra loro indipendenti e avevano governi e usanze propri e si alleavano solo in caso di necessità particolari, ma non era infrequente che sorgessero contrasti; quindi chiese al gigante di parlare a sua volta. Allora Alezer disse che lui apparteneva al popolo dei radesiani anche chiamati signori delle stelle perchè governavano su molti mondi e molte razze e avevano una tecnologia avanzatissima che gli permetteva di viaggiare fra le stelle e commerciare con molti popoli alieni. Descrisse il suo pianeta che aveva un clima glaciale con inverni molto duri e estati fresche, ma anche una flora rigogliosa e variegata e una fauna composta di molte specie di animali grandi e feroci. Disse anche che il suo popolo era governato da una casta di stregoni chiamati signori delle ombre, che avevano grandi poteri e potevano controllare i loro sudditi col suono dei loro flauti. Relta chiese come avessero fatto i signori delle stelle a sviluppare una tale tecnologia. Alezer rispose che un tempo molto lontano il suo popolo era si progredito ma lontanissimo dal livello attuale, un giorno però fu invaso da una pericolosissima razza aliena di mantidi giganti chiamati Henmet che sfuggivano alla distruzione del loro mondo, questi invasero i radesiani, distrussero le loro città e iniziarono a predare uomini e animali decimando in breve la popolazione del pianeta. Disponevano di una tecnologia avanzatissima che utilizzava onde iper-elettromagnetiche, che funzionavano sia come arma di offesa, distruggendo tutto nel raggio di vari chilometri, sia come difesa, perchè formavano scudi impenetrabili. Non c'era arma che potesse contrastarli e i radesiani sarebbero stati destinati all'estinzione se non fosse stato per una elite di sciamani: i signori delle ombre a quel tempo considerati oscurantisti e ciarlatani dalla illuminista cultura radesiana, i quali usarono i loro poteri per evocare una malattia incurabile contro gli invasori. Questi presi alla sprovvista e incapaci di difendersi dal morbo iniziarono a morire a migliaia e in breve dovettero abbandonare il pianeta, lasciando dietro alcune navi. I signori delle ombre studiarono e assimilarono la tecnologia Henmet indi ricostruirono il loro mondo devastato e iniziarono la fondazione un impero stellare.
Abian e Relta si guardarono perplessi, poi venuta la sera organizzarono una grande festa in onore del visitatore, prepararono una enorme portata di bacche ciliege e mandorle per il gigante e gli servirono botti di vino, poi si dedicarono a fare giochi acrobatici che divertirono molto l'enorme ospite.

 

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