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Potarsi

Lei viveva così, di un mestiere umile e silenzioso. Armata di una tagliente convinzione eliminava il superfluo, l'inutile, il dannoso. Potava i suoi sentimenti, che le apparivano secchi, vuoti, abusivi nel manifestare la loro ragione di essere. Paladina dell'ordine della natura giustiziava la sua parte irrazionale, ed era così cieca nella suo esser ligia al dovere,
da non accorgersi delle ferite che infliggeva e dell'omicidio dei frutti che quei rami tagliati avrebbero potuto dare. Non se ne sarebbe accorta mai.
Da parte sua, il suo Ego emotivo, inconscio, così violentato non perdeva occasione di vendicarsi: emergeva come la punta di un iceberg pronta a far colare a picco le sue credenze razionali, la sua concreta matematica di tutti i giorni... E dopo un pianto ingiustificato, un attacco d'ansia asfissiante, un litigio illogico.. si svegliava confusa, disorientata come un Dio alle prese con la creazione del mondo e che si trova con del fango tra le mani e si chiede: " cosa sto facendo? cosa manca per finire il mio progetto?"E poi riprendeva, forbice alle mani a decapitare il suo futile, emotivo, sè

 

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3 commenti:

  • silvia giatti il 01/01/2011 14:41
    la sua concreta matematica di tutti i giorni...
    rendi molto bene quella paura d non saper gestire le emozioni e quindi il bisogno di schiacciarle e comprimerle in qualcosa di logico e ordinato.. le azioni tipo tagliare pulire... sono azioni banali ma mettono 'ordine' a qualcosa che ordinato nn puo essere mai
  • silvia giatti il 01/01/2011 14:37
    sei geniale... fluentissimo ed è un tema che interessa, intriga ed è profondo.. ho un amica che assomiglia molto al personaggio che descrivi...
  • Michele Rotunno il 30/12/2010 17:27
    Se ognuno di noi potesse davvero potarsi il superfluo, l'inutile o il malsano che ci oportiamo dentro credo che resterebbe una mondiale distesa di pali conficcati nella nuda terra in attesa, e nella speranza, di un nuovo germoglio, possibilmente migliore.
    Buon "fottutamente" anno nuovo.
    Ciao

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