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A che servo se di me non son contento?

Osservo la povertà dei sorrisi e vivo nei pianti improvvisi. Mi ricopro di lacrime non solo mie e compiaciuto denigro il mio sentire.
Navigo negli universi infiniti cupi ma vivi e reciclo sempre un ennesimo dolore. Mi fermo pochi istanti e la mia vita scorre via senza aspettare che mi rialzi.
Son stanco. Son corroso dall'apatia che mi circonda e che lungo la mia via mi controlla e tante volte blocca il mio sentire.
Ma chi sono mai io? Son forse troppo diverso?
Ai posteri ardua sentenza. La mia sentenza è già viva in me.
Il nulla avvolto da dubbi e speranze che cade e non si rialza. Il niente mascherato da speranza inutile e ripetitiva.
L'auto stima? Non conosco questo termine. Mi è estraneo come il mio ridere ed inneggiare alla felicità. Tutto mi è estraneo. Alcuni giorni la mia ombra che si nasconde dai miei occhi, l'amore ed il rispetto che sfuggono ripetitivamente dai miei semplici e ripetitivi sguardi mi deridono e vincono.
Sfogo adolescenziale?
Sì, forse è così. I quaranta son vicini ed il racolto non è dei migliori. Non mi piace e condivido. Condivido il mio... un po' pazzo pensiero. Non son fesso e nemmeno un genio. Mi leggo dentro e sorrido.
Son proprio perso!

 

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1 recensioni:

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  • Raffaele Arena il 30/01/2012 20:27
    Operacoraggiosa perchè vera e sincera, in un mondo di supereroi esistono anche persone normali, con le loro incertezze, paure, dubbi, cerhi di trasformarle però, con grande ironia nel finale, il sentirsi perso è stimolo per ricercar la bussola e ripartire.

18 commenti:

  • bruna lanza il 07/04/2012 14:44
    riconoscere di essere perso è la strada giusta verso il... ritrovarsi, sarai un animo diverso e più completo perchè hai conosciuto il Nulla e da quello sei rinato, non è faccenda per tutti, ma solo per i coraggiosi, piaciuto molto la tua autocritica
  • Grazia Denaro il 06/02/2012 23:53
    Devi cercare di farti forza e ripartire nuovamente, di voltare pagina su ciò che puoi, nonsi può vivere costantemente nel dolore.
  • loretta margherita citarei il 08/01/2012 11:58
    male perchè occorre aver l'amor proprio, il volersi bene, senza cadere nell'egoismo o narcisismo, se stiamo male dentro di conseguenza facciamo stare male chi ci sta accanto ed occorre da parte nostra una forza interiore a non far soffrire chi ci è accanto, accanto, forza amico mio, bel pensiero questo tuo scritto
  • Anonimo il 08/05/2011 02:31


    Suz
  • Anonimo il 07/05/2011 18:38
    solo un banale : molto bella
  • mauri huis il 03/05/2011 05:58
    e dai su, è dalla sofferenza che nascono le cose migliori. bisogna metabolizzarla però, e trasformarla in voglia di rivincita, non in sterile commiserazione. ma credo che per te sia già così, perchè scrivi e così non cedi all'apatia, nè all'inerzia. buona comunque l'introspezione
  • Anonimo il 02/04/2011 18:25
  • vale t il 19/03/2011 21:14
  • Patrizia Vilardo il 15/01/2011 19:14
    Bella riflessione, l'ho condivisa a suo tempo. Il seguito è molto, molto meglio credimi!
  • Don Pompeo Mongiello il 14/01/2011 17:33
    Veramente un racconto che fa riflettere. Piaciuto molto nel suo insieme e un laudo ti offro io modesto cantatore.
  • vasily biserov il 12/01/2011 18:25
    Il sorriso è il modo migliore per reagire a questa situazione! Anche tu nelle poesie ma anche nei racconti ti stai ispezionando e stai mettendo a nudo la tua persona... e lo fai benissimo. molto bello lo stile che usi.
  • Anonimo il 12/01/2011 16:44
    Se ti guardi dentro e sorridi vuol dire che non è tutto perso. Ti comprendo, ma non condivido la tua mancanza di autostima e di fiducia in te, perchè la forza per rialzarci la possiamo trovare solo in noi stessi, se impariamo a non commiserarci troppo. I quaranta sono un bellissimo traguardo. Auguri, Giacomo. Ciao
  • loretta margherita citarei il 11/01/2011 20:56
    bello sfogo, sbagli a non aver amor proprio
  • ELISA DURANTE il 11/01/2011 18:35
    " Mi leggo dentro e sorrido. / Son proprio perso!"
    Autodenuncia autoironica sul finale... Non seguirmi... mi sono persa anch'io!
    Un abbraccio a uno che deve ancora girare la boa dei 40! Tu non puoi nemmeno immaginare cosa succede dopo!!!
  • Anonimo il 11/01/2011 13:36
    Se in questo tuo brano denso di riflessioni introspettive cerchi la gioia della comprensione, allora esulta, perchè in me l'hai trovata.
    Comprendere significa anche condividere. ma, essendo la mia età ben oltre i quaranta mi corre l'obbligo darti un suggerimento. Poiché ci sono molti percorsi sia nella vita quotidiana, che in quella lavorativa, che nell'amore, vatti a leggere il mio racconto Innamorarsi ogni giorno. Lì ci troverai gli insegnamenti di Nereo, un vecchio amico mio ormai morto che mi aiutò in periodi di poca voglia di vivere. fallo... fidati, vai a leggere e fammi sapere. ciaociao
    P. S. solo se ti sarà piaciuto il racconto che ti ho segnalato potrai leggere il completamento del concetto nel racconto Il re degli ottimisti.
  • Anonimo il 11/01/2011 07:02
    Una riflessione davvero profonda... un bel monologo introspettivo, complimenti
  • Anonimo il 11/01/2011 03:17
    Rimani perso, perso e ancora perso. Finché lo sai di esserlo va bene.
    Non conosci nessuno così profondamente perso da non rendersene nemmeno conto?
    Bellissima, scritta bene. Dolce e delicata la tua riflessione.
    Ciao
  • carolina verzeletti il 10/01/2011 21:25
    Ciao
    "I quaranta son vicini ed il raccolto non è dei migliori" bè dai io li ho passati da due inutile fare una stima del raccolto che siano rose o spine, grano o erba sono sempre parte del vivere di ognuno stagione dopo stagione si semina e si raccoglie... l'importate e non fare mai inaridire il campo.
    Un abbraccio

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