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Delle tentazioni

Ruoli, istinto e razionalità.

Protagonisti di una storia che nella letteratura dell' "ordinario " non avrebbe mai potuto prendere vita. E che non sarebbe stato facile lo avevano capito dal primo sguardo. dalla prima volta che le loro mani si sfiorarono. Erano consapevoli che sconfinare dai propri ruoli, abbandonarli al primo capitolo era un lavoro necessario per poter intraprendere quel percorso insieme. Avrebbero mai potuto immaginare cosa sarebbe potuto nascere da quel primo sguardo, da quelle mani appena sfiorate? Incredulità. Troppe paure da vincere, troppi dubbi da smentire e troppi limiti da superare. Era stato Lui a prenderla per mano e a segnare il passo in quel cammino così impervio.
Fu l'istinto a guidarli in quel cammino.
Non ascoltavano che i loro cuori. Non davano tregua ai loro sensi. Non lasciavano inespressi i loro desideri.
Limiti, timori e dubbi lasciavano man mano il posto a quel turbinio di emozioni, di turbamenti.
Quanta vita in quel sogno! Quanta vitalità...
L'incredulità adesso era per quel bel "gioco" che erano riusciti a creare.
Una straordinaria follia.
Così travolgente da dimenticare il ruolo che avevano interpretato da non protagonisti.
Pian piano si resero conto che anche quella follia aveva bisogno di trovare un equilibrio e che a quel gioco occorreva assegnare delle regole.
E pian piano si resero conto che nessuno dei due conosceva le regole per continuare quel gioco; nessuno dei due sapeva dare il giusto equilibrio a quella follia.
Succedeva come sempre succede davanti una scelta che non prevede la via di mezzo: ragione o cuore, istinto o razionalità. Non c'era posto per l'una e l'altra cosa insieme.
Fu di nuovo Lui a segnare il passo in questo nuovo cammino. Lasciandole la mano, questa volta... Lui scelse dando retta alla ragione, soffocando ciò che fino ad allora era semplicemente vita. Era respiro.
Lei rimase a guardarsi la mano.
Non riusciva a capire, a dare un senso a quella improvvisa solitudine. A quella incolmabile sensazione di vuoto. Il suo più grande desiderio era quello di continuare quel folle gioco.
A nulla valse ogni suo tentativo.
Fino a quella sera in cui decise di gridargli addosso quanto vita e respiro non potevano essere soffocate dalla ragione. Voleva gridargli addosso la rabbia per aver Lui già teso la mano per un nuovo cammino.
Come poteva continuare a credergli? Come poteva Lui aver già dimenticato?
Lui si fece paladino di tutte le cose giuste. Le disse che il suo bisogno era iniziare a vivere nella sincerità e nella genuinità. Nella serenità che follia e gioco non potevano dargli.
Ma le fece una promessa che Lei riuscì a strappargli quasi fosse l'ultimo desiderio del condannato a morte: si sarebbero rivisti ancora un'ultima volta.
Non mantenne mai quella promessa.
Sapeva e lo disse anche a Lei che sarebbe stata una tentazione. Come lo fu la sera prima: una forte tentazione alla quale non volle cedere. E per non cedere dovette violentare i propri sensi.

Una forte tentazione. E ne aveva paura.

Le tentazioni forti fanno paura quando sai che sarà l'istinto a sopraffare la ragione.
Le tentazioni forti le eviti quando hai paura di non riuscire a gestirle.
Le tentazioni forti preferisci non viverle se sai che genereranno fantasmi.


Ma dimmi... in virtù di quella sincerità e quella genuinità che hai scelto di vivere. In nome di quei fantasmi che non ti vuoi creare... dimmi... di questa tua forte tentazione che ancora hai dentro, a lei che adesso hai preso per mano, lo hai detto?

 

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2 commenti:

  • patrizia melito il 28/01/2011 22:06
    Ciao Giacomo e grazie per i complimenti che mai mi sarei aspettata. Non è molto che mi dedico alla scrittura e lo faccio perchè mi regala un sollievo interiore che diversamente non saprei dove trovare. In effetti sono proprio io la protagonista femminile e lui... si, ha letto. A buon leggerci ancora.
  • Anonimo il 28/01/2011 15:07
    Impegnativo, questo brano. Ben scritto, fa riflettere molto per i contenuti. Vedo il tag autobiografico e quindi deduco che la protagonista femminile sei tu... mi auguro che lo legga lui, specialmente la frase finale. Se non l'ha fatto ci sarà sempre qualcosa in sospeso... ciaociao e brava. Bella analisi introspettiva.

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