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Era solo un sogno

Il tragitto da Nettuno ad Ardea non fu poi così lungo.
Sul cotral feci amicizia con molti ragazzi provenienti da scuole e zone diverse dalla mia. Avevano tutti la tua età all' incirca.
Uno poi ti somigliava moltissimo. I lineamente del viso era simili ai tuoi.
Biondo con due occhi azzurri come l'oceano, alto, slanciato con una pronuncia francese da far perdere il fiato.
-"Je suis Robertique." Si presentò.
Rossa in volto, timida e vergognosa, gli strinsi la mano che mi pose.
La mia pronuncia non era di certo perfetta come la sua.
-"Je suis Sara!" Gli dissi.
Mi guardò quasi schifato. Forse avevo sbagliato termine?!?!
Quando mi iniziò a parlare non riuscii a stargli molto dietro nel discorso. Mi sarebbe servito veramente un vocabolario in quel momento. Lo guardavo perplesso come se fosse un alieno, mai visto e sentito in vita mia.
Si girò e si mise a ridere.
-"Ma sai fare qualche altra cosa oltre a quella di annuire ai discorsi insensati che ti fanno gli sconosciuti?" Mi chiese.
Non potevo crederci. Mi stavo vergognando da morire.
-"Allora parli anche italiano?! Non me lo potevi dire prima?"
-"Si avrei potuto ma mi stavo divertendo troppo a vedere la tua faccia." Esclamò.
Il suo sorriso era splendido da rimanere incantati.
-"Bhè certo, tanto la figura di cacca l'ho fatta io mica tu." Dissi.
Scoppiammo a ridere insieme quasi telepaticamente.
Era prorpio bello quasi quanto te. Vi somigliavate molto, sia nel modo di parlare che di porsi.
Mancavano solo 10 minuti e sarei poi arrivata a casa.
Là, alla nostra fermata, quella in cui ci conoscemmo, salisti tu.
Mi vedesti ridere e scherzare con Robertique. Mi guardasti e a voce bassa mi salutasti, dirigendoti poi verso l'inizio del pullman.
-"È il tuo ex vero?" Mi chiese Rob.
-"Come scusa?" Gli risposi.
-"Lo vedo dal modo in cui vi osservate. Lo stesso modo in cui io guardavo lei, la mia lei."
-"È da poco che ci siamo lasciati, è ancora una storia fresca. Porto ancora una ferita aperta nel cuore." Continuai.
-"Ho notato! Lui ti ama" Mi disse.
-"Non credo."
-"La mia non era una domanda ma un' affermazione! Dovevi vedere la sua faccia quando ci ha visto insieme. Se solo lui sapesse che sei innamorata ma non di me."
Chissà se aveva ragione cominciai a chiedermi tra me e me.
-"Vai da lui o te ne pentirai." Continuò.
-"Non posso la mia testa non vuole." Dissi con gli occhi lucidi.
-"Devi seguire il tuo cuore infatti. E i tuoi occhi brillano d'amore per lui."
-"Si lo amo, lo ammetto!"
Robertique mi lasciò così. Scese alla fermata prima della mia. E dal fondo del cotral lo salutavo, chissà se lo avrei mai più rivisto. Forse aveva ragione, dovevo seguire il mio cuore, per almeno una volta.
Come andò a finire?
Non lo so! Il mio era solo un sogno, forse premonitore.

 

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3 commenti:

  • salvo ragonesi il 02/02/2011 15:05
    non sono un critico ma mi è piaciuta. brava. salvo
  • Anonimo il 21/01/2011 12:27
    Robertique sarebbe Roberto in francese?

    Forse dovresti aprire gli occhi e pensare meno ai sogni
  • Giacomo Scimonelli il 21/01/2011 10:15
    solo un sogno??? finale che mi ha spiazzato... nonostante il titolo mi ero immerso nel tuo racconto che aspettavo un finale a lieto fine sarà spero x te un sogno premonitore... vai sempre dove ti porta il cuore... sempre... bellissimo racconto

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