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Il guardiano di tombe

Spalancai la porta degli interrogatori e dopo essere entrati, Lentini la chiuse. Trovammo un ragazzo accomodato sulla sedia, con le gambe allungate sul tavolo.
Indossava un jeans strappato sopra degli anfibi neri, una T-shirt bianca con un'immagine incomprensibile e un chiodo nero dal tessuto consumato.
Il ragazzo sembrava essere completamente a proprio agio, tanto che al nostro ingresso mi sorrise ammiccando. "Sei la prima bella donna che vedo da quando sono finito qua dentro."
Gli tolsi con prepotenza le scarpe dal tavolo e presi posto.
"E sarò l'ultima se non la pianti di fare lo spaccone, perché tu resterai qua dentro finché non ci dici quello che vogliamo sapere."
"Non potete trattenermi se non avete delle prove."
"Questo è da vedere."
Mi voltai verso Lentini in cerca della sua complicità, ma non la trovai. Notai invece che continuava a fissare serioso il ragazzo.
Ritornai su di lui e gli chiesi: "Vediamo di ricominciare daccapo. Come ti chiami?"
"Gabriele."
Annuii. "Perfetto, Gabriele. È arrivato il momento che tu ci dica qualcosa."
"Quale cosa?"
"Il leader della stupida banda di cui fai parte, è accusato di spaccio di droga e istigazione al suicidio."
Il ragazzo allargò le braccia. "E io cosa dovrei farci? Andate da lui."
Sorrisi ironica. "Molto acuto."
Lui mi sorrise a sua volta.
Poi assumendo un'espressione seria, dissi: "Dimmi dove si nasconde."
"Non sono la sua babysitter."
"Allora dammi l'indirizzo del covo."
Gabriele mi fissò come se avessi appena pronunciato una follia. "Stai scherzando?"
Non risposi.
"Se quello lo scopre, mi ammazza", continuò.
A quel punto, dopo un prolungato silenzio, Lentini prese la parola per la prima volta: "Non sarà un problema, tanto ci pensi già tu, no? Ad ammazzarti, intendo."
Gabriele si voltò verso il mio partner, sorrise ironico e riprese a guardarmi. "Ah, ma allora parla. Credevo fosse finto."
Senza cedere alle battute provocatorie, riprese: "Quegli occhi lucidi, quei brividi che hai e l'atteggiamento che assumi, è tutta la droga che prendi. Non è così?"
"Non so di che parli, sbirro", rispose con noncuranza.
"Ah, non lo sai?"
Lentini si alzò e con prepotenza gli afferrò il braccio, tirò su la manica del chiodo e la pelle nuda dell'incavo tra il braccio e l'avambraccio rivelò evidenti buchi.

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0 recensioni:

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12 commenti:

  • Roberta P. il 19/11/2011 15:11
    Grazie mille, Sara! Sono felice che ti sia piaciuto! Eheh, eh già: tu e le storie a lieto fine siete una cosa sola!

    @mariateresa: purtroppo non avere la possibilità di poter parlare direttamente con gente competente in quegli ambienti, comporta anche scrivere delle imprecisioni. Ad ogni modo, per quanto mi riguarda, cerco di essere il più precisa possibile documentandomi su Internet, leggendo libri e guardando film e telefilm che trattano di polizia.
    E in ciò che leggo e visiono, nelle stanze degli interrogatori funziona anche così.
    Poi appunto, l'hai detto: è un'opera di immaginazione, e si sa che i fatti riportati sono descritti in maniera un po' romanzata!
  • mariateresa morry il 11/11/2011 22:42
    Il racconto non è male, ha un suo ritmo, però nelle stanze della Polizia non funziona così. se si vuole parlare di un ambiente, di una situazione specifica, occorre conoscerla... poi d'accordo...è un opera di immaginazione...
  • sara zucchetti il 11/11/2011 22:12
    Questo non potevo perderlo! brava Roby, bella storia! Mi ha colpito subito il titolo e la storia a lieto fine mi è piaciuta molto, anzi il finale è anche simpatico!
  • Stefano Galbiati il 30/01/2011 20:02
    non è che abbia perso l'ispirazione... è che sono ancora impegnato con il lungo romanzo che hai provato a vedere su Net, quindi, per ora, niente racconti brevi.
    Comunque tornerò a pubblicare, questo è sicuro
  • Roberta P. il 30/01/2011 14:05
    Ed io che lo vedevo un po' nudo, senza sangue ed omicidi. Ahahah!
    Son contenta che ti sia piaciuto, Ste! Anzi, che addirittura sia uno tra i tuoi preferiti.
    E tu? Per il momento non pubblichi più qua?
  • Roberta P. il 30/01/2011 14:01
    Giova? Vecchio no, solo bavoso.
    Un abbraccio!
  • Stefano Galbiati il 30/01/2011 13:42
    ecco qui un tuo racconto che non si vede tutti i giorni... nessun omicidio, non me lo sarei aspettato ahahah!!!!
    A parte gli scherzi, a me è piaciuto veramente molto; leggermente diverso dal solito, mostra un altro lato di Lentini e lo mette in primo piano nella risoluzione del caso. Caspita, alla fine riceve persino i complimenti da Cinzia... ha ragione, avrebbe dovuto portare un registratore
    Il lieto fine poi ci sta tutto... ogni tanto è bene che le storie, essendo tali, finiscano nel migliore dei modi. Fin troppe volte nella realtà simili vicende hanno un triste epilogo, non era il caso di seguire questo terribile standard.

    Se non sono stato sufficientemente chiaro, uno dei racconti che ho preferito... 5 stelle!!!!
  • Giovanni Sagonà il 29/01/2011 15:35
    aaahhhahahhaah!! mi prendi in giro, eh?
    il viaggio è andato bene, poi ti dico.
    mi piace mancare per un po' e al ritorno trovare qualcosa di bello da leggere. poi non vorrei sembrare un vecchio bavoso ma quando c'è Fermi di mezzo... eeheheh!!
  • Roberta P. il 28/01/2011 18:46
    Beh, non direi tanto fedele... l'ho pubblicato quattro giorni fa. Buahahah! Ovviamente scherzooooo, lo sai che tivibì!
    Ma ciao! Allora, 'sto viaggio com'è andato? Poi mi racconti come si deve.
    No, vabbè. Ovviamente il racconto mi piace, altrimenti non l'avrei neanche pubblicato... però in confronto ad altri che ho scritto, lo preferisco meno. Ecco tutto.
  • Giovanni Sagonà il 28/01/2011 18:32
    vedi come ti sono fedele? tornato dal lungo viaggio sono qua a gustarmi i tuoi bei thriller. leggevo la risposta che hai dato a Vincenzo... perchè questo non è tra i tuoi preferiti? a me è piaciuto!! portano proprio la tua firma. bravissima Robi, kissss!!
  • Roberta P. il 24/01/2011 18:11
    Ahahahah! Sì, questa volta niente cadaveri o colpi di scena particolari.
    Ti dirò... questo racconto non è esattamente tra i miei preferiti. Ce l'avevo da parte da parecchi mesi, ma l'ho modificato fino alla fine. Devo dire che ero anche indecisa se pubblicarlo o meno, però era là che mi guardava triste e sconsolato, e allora ho optato per il sì.
    Poi, come hai giustamente notato, in questo caso ho voluto concedere spazio a Lentini e mostrare un lato un po' più umano e nascosto. Insomma, far capire che non è solo un ninfomane.

    A questo punto, grazie anche a te di seguirmi sempre, Mottola!
    Ciaooo!
  • Vincenzo Mottola il 24/01/2011 17:29
    Triste, sta storia della droga, fortuna che c'è il lietofine. Stavolta hai concesso più spazio a Lentini, il discorso bello è toccato a lui e non ha nemmeno sbavato un pochino su una donna, pare sia davvero migliorato!!
    Bello aver trovato questo tuo racconto dopo un po' di tempo, l'ho letto con piacere, sei stata molto brava; direi che stavolta possiamo dire "noir", niente cadaveri, atmosfera un po' triste, storia morbida, senza strappi, accelerazioni improvvise o colpi di scena, un racconto di polizia, semplice ed amaro.
    Brava, Robi, come sempre. Ciao!!

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