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Quell'anonima statua

Passo davanti ad una statua posizionata nel centro di una piazza della città. Raffigura un eroe del tempo andato che, a cavallo, guarda lontano indicando con il braccio teso un punto imprecisato.
Mi siedo su una panchina ai piedi di quella figura scolpita nel bronzo e l'osservo.
Ne guardo il lavoro sapientemente rifinito dallo scultore, ma il mio pensisero si ferma a quel "personaggio" come non fosse più una statua, ma un essere umano... vero.
Il cavallo sbuffante per la corsa fatta e lui, l'eroe, che osserva laggiù qualcosa che forse dovrà accadere o è già accaduta a suo tempo... chissà!
Passa un funerale, mi Segno in forma di rispetto verso quell'Anima che ha lasciato questo mondo per andare sicuramente in Uno migliore e penso a quante esequie deve aver assistito quel personaggio sul suo cavallo!
Poi, lentamente, il corteo si allontana e quel luogo ritorna ad essere frequentato dai piccioni che della statua ne hanno fatto il loro luogo di riposo e dal solito vecchietto che siede sulla logora panchina per dare da mangiare ai suoi amici volatili che l'aspettavano da tutta la mattinata.

Nessun'altro oltre a loro ha apprezzato la statua, e di quelli che ogni tanto passando gli lanciano svolgiatamente un'occhiata... molti non sanno neppure chi fosse.

Ma quell'eroe è lì, sul suo cavallo, che sfida il trascorrere del tempo di generazione in generazione mentre noi cerchiamo di vivere a malapena la nostra vita senza neppure renderci conto di quell'imponente scultura che ci ha accompagnato per tutta la nostra esistenza.

Ci ha dato il benvenuto quando siamo venuti alla vita... sarà ancora lì a salutarci quando ce ne andremo da questo mondo!

 

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1 recensioni:

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  • Anonimo il 01/04/2012 18:38
    passaggio del tempo per una statua

11 commenti:

  • Mr Wedge il 05/04/2012 16:35
    Concordo anche io, racconto breve ma denso e ben scritto. Complimenti!
  • Bruno Briasco il 11/12/2011 19:37
    Caro Fernando, non puoi immaginare il piacere nel leggere i tuoi commenti; tu che assieme a pochi altri siete Maestri di racconti. Grazie davvero. Sono contento ti sia piaciuto... Un caro abbraccio
  • Fernando Piazza il 11/12/2011 14:28
    Un racconto pregevolissimo, breve ma efficacissimo. Semplice ma ricco nei contenuti, con un messaggio forte e sempre attuale. Una bella descrizione di vita quotidiana, data per scontata ma mai apprezzata davvero. Scritta anche con molto garbo e con riverente attenzione a quanto la vita ha da offrire ai nostri occhi se ci degnassimo di "vederle" nella loro vera ricchezza...
    Molto apprezzato.
  • Bruno Briasco il 11/02/2011 21:26
    A proposito Giuseppe, quella statua (ce ne sono in tutte le città è a Genova, mia città natale.
  • Bruno Briasco il 11/02/2011 19:43
    "linguaggio che come polvere si posa al suolo e si rialza al cielo"... sembra l'inizio di una poesia... Saresti capace di continuare? ... Un abbraccio e grazie del commento.
  • Giuseppe Tiloca il 11/02/2011 19:18
    Mi sapresti dire se per caso questo eroe a cavallo si trova, a Venezia?
    E in fine, è qui che ho visto la tua scrittura diversificata in racconti, e devo dire che mi piace particolarmente, scorrevole come non mai, si potrebbe leggere e rileggere.
    Linguaggio per nulla pesante, anzi, come polvere si posa al suolo e si rialza al cielo, è leggera: e questo mi piace del tuo racconto, che si prova, lo si Vive.
  • Bruno Briasco il 10/02/2011 09:13
    Hai perfettamente ragione, nella vita di oggigorno si viene assorbiti da qualsiasi cosa... Buona giornata a te caro Michele.
  • Michele Rotunno il 09/02/2011 23:22
    Caro Bruno, quante cose ci direbbero le città se potessero parlare! Ma poi, siamo sicuri che davvero non parlano e non siamo noi a saperle ascoltare?
    Bel brano, complimenti!
  • Bruno Briasco il 07/02/2011 19:37
    Sono semplicemente commosso dal tuo commento. Non me lo sarei mai aspettato e mi hai riempito il cuore come l'Anima. Un forte abbraccio. BB
  • Ugo Mastrogiovanni il 07/02/2011 19:30
    Quando leggo un racconto breve come questo mi lascio attrarre dalla tecnica e dalla sua spiritualità. La prima si concretizza nella rapidità di sintesi alla quale si può sottoporre: <Una statua di un eroe a cavallo, mi siedo la osservo, un essere umano... vero. Passa un funerale, mi Segno, a quante esequie deve aver assistito quel personaggio! Ritornano i piccioni e anche il vecchietto loro amico. Molti non sanno neppure chi è, ma ci ha dato il benvenuto quando siamo venuti alla vita... sarà ancora lì a salutarci quando ce ne andremo da questo mondo!> La brevità di riepilogo in uno scritto, già di per se ridotto al massimo, è una qualità che hanno pochissimi scrittori. In seconda analisi, la spiritualità di ascendenza romantica che emerge da ogni parola. Da notare il valore umano che Bruno Briasco mette in una statua di bronzo, la dolcezza con cui associa la purezza di un colombo alla bontà di un vecchietto, il rispetto che mostra verso quell'esequie: scrive maiuscola la S di "mi Segno" e la A di "Anima"; dimostrazione del grande valore e venerazione che ha per la vita e la morte infatti, sembra quasi che la salma sia già nell'Aldilà. Scuserete la prolissità, ma è il minimo che potevo fare per dimostrare la mia compiacimento.
  • Mario Olimpieri il 07/02/2011 16:01
    "Sic transit gloria mundi": è proprio vero che ci affanniamo quotidianamente in questo mondo (come l'eroe della statua), e poi tutti si dimenticano delle nostre opere. Speriamo che almeno qualcuno si ricordi di noi (non solo l'esattore delle tasse).