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Undici due undici

Fumano le bocche nell'aria fredda di un mattino di febbraio, si è svegliato intorpidito un timido raggio di sole che disgela un sorriso, fra le ciglia d'erba una margherita, non abbassa la testa, neanche a quella brina.

Come noi che scalpitanti aspettiamo di salire sul pulman, la corsa per sedersi davanti, vicino al finestrino, stringendoci dentro le nsotre giacche... destinazione futuro.

No.. non è una gita scolastica e non siamo studenti, siamo lavoratori e pensionati accomunati in questo viaggio, ognuno con la propria storia, ma tutti con le stesse quotidiane esigenze: sopravvivere... E armati di fischietti e tanta buona volontà decolliamo là dove forse qualcuno potrà ascoltare il nostro girdo... SIAM VENUTI A MORIR PEL NOSTRO LIDO!
Magari non siamo trecento, non siamo neanche tanto giovani e forti e amiamo la vita.
Magari solo farci ascoltare da chi troppo spesso si dimentica di noi, gocce di questo oceano che chiamano vita...

Scorre dietro il finestrino il nastro argento della strada, si inseguono i segni bianchi della carreggiata, ma non si raggiungono mai. Chiacchiericcio di voci, suoni acuti, dolci.. velati... inseguiamo i nostri aquiloni nel vento i nostri sogni lontani e vicini, la vita, il lavoro. Io ho scelto il mio angolino e scrivo, qualcuno mi guarda... chissà cosa pensa... Cullata da questo mormorio e dalle onde che gli ammortizzatori imprimono a questa nave.

Viaggio sospesa fra le nuvole, sul mare dove spesso ci sentiamo come naufraghi alla deriva. Adesso sono il capitano... avanti tutta verso l'isola che forse non c'è... ma a noi piace sempre crederci e sperare, l'importante è non arrendersi mai.

Un raggio di sole si riflette nel finestrino, una carezza, si rispecchiano le mie speranze, tepore di una culla, ma qui c'è troppo chiasso, nessuno ascolta.

Qualcuno urla "TERRA!" E infatti si intravede già il parcheggio dove sostano altri pulman.

L'autista si ferma a dormire e noi scendiamo come sbarcati da un'astronave su un pianeta sconosciuto alla conquista dei nostri diritti... più futuro, più lavoro, meno tasse... speriamo sia la volta buona... armati di un sorriso e una bandiera formiamo una catena e siamo una voce sola...

 

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6 commenti:

  • carmela marrazzo il 13/02/2011 12:25
    mi piace il tuo modo di scrivere: sintetica e chiara, molto scorrevole. Mi piace anche la bonaria ironia. Brava!
  • Don Pompeo Mongiello il 12/02/2011 19:08
    Racconto breve, ma molto significativo. Bello nella forma e nello stile, oltre a rispecchiare la vita di tutti noi e di tutti i giorni.
  • Ugo Mastrogiovanni il 12/02/2011 18:33
    La descrizione iniziale, innocente e candida, con quell'anima che solo la Marchetti sa trovare e mettere nella natura e nelle cose, non fa prevedere un viaggio, né lo scopo di questo. Ci si cala quindi nella necessaria asprezza delle esigenze di vita quotidiana, che non si può fare a meno di non condividere ma, il mio spirito critico nota con piacere che nella terza parte la narrazione si fa di nuovo delicata e torna a riflettere tutta la bravura e lo stile affasciante di chi scrive.
  • lidia filippi il 12/02/2011 17:15
    bel racconto. La vita stessa è come il viaggio che tu descrivi: sbarchiamo da un'astronave come alieni, alla ricerca dei nostri spazi di felicità.
  • Dolce Sorriso il 11/02/2011 22:02
    bellissima Laura... una lotta per i propri diritti, brava!!!
  • Giuseppe Tiloca il 11/02/2011 21:50
    I vostri diritti, i nostri diritti, la vita, e la corsa al futuro, undici febbraio duemilaundici, bellissima

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