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Tra i due litiganti

Quanto dura il vero amore? Quanti giorni, quanti mesi o anni prima di svanire? Prima di liquefarsi e sfumare?
Romeo e Giulietta si sono amati per 5 giorni.
Vale la pena sacrificare tutto all'amore?
Credere o non credere all'amore? Tanto poi tra i due litiganti il terzo gode: la morte, che se ne frega.

Lui l'amava più di se stesso e lei ne era schiava, totalmente in suo potere.
Purtroppo il loro era un amore non ben voluto. Il padre di lei non voleva. E non voleva sentirne ragioni.
Poi un giorno lei aveva fatto le valigie, un borsone con i ricordi più belli, e aveva deciso di scappare. Con lui. Per essere felici.
Stava per attraversare la soglia di casa e già vedeva la luce al di là delle pareti quando la massiccia figura di suo padre si intromise tra lei e la via di fuga.
-dove vai?
-via
E lui era lì fuori ad aspettarla. A fremere davanti a quella scena.
-tu non andrai da nessuna parte. Resterai qui e non lo vedrai mai più.
Lei non provò neanche a rispondere. Decise che non avrebbe sprecato altro fiato. Tanto era inutile.
Si chinò, aprì appena la cerniera del borsone e ne estrasse una pistola. E la puntò verso di sé.
- io non resterò qui in ogni caso
Il ragazzo si gettò in casa per abbracciarla scostando con violenza quella figura poco paterna che li ostacolava
-no amore, ti prego! non farlo.
Le tolse piano la pistola dalle mani e la puntò verso di sè
-se qualcuno qui deve togliere il disturbo sono io. scusa amore.
-no amore, tu non centri niente... sono io quella che dovrebbe morire...
-non te lo permetterò mai... è stata tutta colpa mia... se tu non mi avessi mai incontrato...
Quello che interruppe il loro macabro litigio fu una risata più forte delle lacrime di entrambi.
Quell'uomo stava ridendo di gusto.
-ah ah ah che vorreste fare? Ah ha vorreste farmi credere che quella pistola è vera? Ma fatemi il piacere! Siete proprio ridicoli.-rideva così forte che quasi non riusciva a parlare- Credete così tanto nell'amore che fareste questo?! Ah ah ah
I due giovani si guardarono con complicità.
Le loro mani si incontrarono sull'impugnatura della pistola. in un unione eterna. Per sempre, sarebbero stati per sempre insieme.
Quelle risate... insolenti.
Quattro mani sull'impugnatura.
Due visi bagnati. Due labbra che piano si allargarono in un ghigno.
Sollevarono la pistola, la puntarono contro quell'uomo e spararono.

Tra i due litiganti... il terzo muore.

 

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5 commenti:

  • Anonimo il 15/02/2011 21:34
    Bel racconto Katia

    Suz
  • Michele Rotunno il 15/02/2011 20:26
    Beh, quando si è sconvolti ed esagitati è comprensibile che gli accenti vadano per i fatti loro.
    Non preoccuparti, sei ancora giovane e brava.
    Ciao
  • Anonimo il 15/02/2011 12:27
    Quando inizi un discorso diretto devi usare la maiuscola; in "sè" è sbagliato l'accento; svariati errori di punteggiatura; ripetizione martellante dei pronomi personali. Riguardo al contenuto... ho come l'impressione di aver già sentito parlare di una pistola... mah forse mi sbaglio

    Brava... ciao
  • ayumi il 15/02/2011 08:52
    no, tutto frutto della fantasia stavolta! XD e della mia ironia macabra che non tutti apprezzano/comprendono. grazie per il commento!^.^
  • Anonimo il 14/02/2011 19:43
    È proprio cos' che vorrei finissero tutti i film.. il cattivo perde ed i buoni vincono. Sono anch'io come te... mi sembra che lo sono anche i bambini... ahahahah.. brava katia, era un po' che non ti leggevo... ciaociao
    P. S. non sarà un po' autobiografico pure questo, spero. O lo è?... ( magari gli avete solo dato una spinta e mandato per terra, a volte basta... ahahah)ciaociao

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