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Tutta la vita insieme - quarta e ultima parte

[Don Gaetano a Luigi]

"Caro Luigi, le ripeto che è necessario. Assolutamente necessario. Altrimenti non gliel'avrei ma chiesto. Lei deve dare la prova tangibile della sua buona intenzione. Un buon cristiano lo è anche per gli atti concreti con cui manifesta la sua fede.
Mi scusi, ma se tali atti non fossero necessari perché dovremmo andare in chiesa? Ci basterebbe pensare a Dio nel chiuso delle nostre stanze. Ma il Signore vuole che diamo una dimostrazione visibile del nostro credo.
Che per lei significa firmare questa delega. Che poi sarà al sicuro nelle mie mani.
E non mi chieda della signora Angela. Quello che pensa lei non deve interessarla, ora.
Luigi, lei deve prendere una decisione secondo la sua coscienza, senza dar retta ad altri. Comunque, se ci tiene a saperlo, ho motivo di credere che la signora non si opporrà alla sua decisione".


[Il Vescovo al Direttore Generale dell'A. S. L. (al telefono)]

"Carissimo, il Signore ti assista nel tuo difficile compito.
Ti chiamo per il caso del Russo Luigi. Tu sai, vero, che noi abbiamo molto a cuore la sua anima e che don Gaetano si sta facendo carico di una situazione assai complessa.
Ora, devi sapere che il Russo ha presentato istanza di separazione dalla seconda moglie. E l'ha pure diseredata. Questo significa che fra di loro non corre più buon sangue. In poche parole quei due non si possono più vedere.
Ora al signor Russo rimane soltanto l'affetto della prima moglie che, a distanza di tanti anni, è corsa al suo capezzale e chiede, direi che implora in ginocchio, di poterlo assistere in queste ultime settimane.
Succede però che la Direzione dell'hospice si impunti su una questione che non voglio neppure giudicare. Ti dico solo che se vogliamo veramente fare il bene del nostro Luigi dobbiamo andare oltre le beghe di tipo burocratico!
Ti conosco da tanti anni e so che sei un buon cristiano. Perciò ti affido volentieri questa piccola questione e non dubito che tu saprai risolverla per il meglio."


[Luigi a don Gaetano (con un filo di voce)]

"Padre, mi ascolti che non ho molta forza.
Quando ho chiesto ad Angela, la mia amata Angela, di chiamarla, pensavo che fosse giusto per me affrontare il giudizio del Signore. Non me la sentivo di lasciare questo mondo senza aver in qualche modo pagato i miei debiti.
E chi meglio di lei, del nostro parroco, poteva farsi tramite fra la mia povera anima e Nostro Signore. Io mi sono affidato a lei con tutta la fiducia. Ero certo che mi avrebbe guidato e consigliato nella maniera più giusta.

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6 commenti:

  • Anonimo il 19/03/2011 14:00
  • Anonimo il 07/03/2011 06:52
    Riferimenti significativi e grande insegnamento in questo racconto che io vedrei bene rappresentato a teatro, come giustamente ha fatto notare Medina nel commento. Andrebbero ampliati un po' i dialoghi, allungato il brodo e poi ne verrebbe una commedia molto ma molto istruttiva... grande Giovanni. provaci! ciaociao
  • Giovanni Barletta il 04/03/2011 21:45
    Grazie a tutti, anche per le argute citazioni. Il tema che ho voluto affrontare con questo pezzo è quello della manipolazione. Chi ha una posizione di forza non esita a forzare la volontà di chi non si può difendere. È dalla vicenda di Eluana che la cosa mi stava sul gozzo.
  • Anonimo il 28/02/2011 12:01
    mi dispiace che sia già finito!!!
    beh che dire... all'inizio Luigi mi era antipatico ma alla fine l'ho preso in simpatia!!!
    Davvero d'effetto Gianni, complimenti come al solito
  • Anonimo il 27/02/2011 14:55
    Luca 19, 45-48... e vinsero i ladri. Amen.
  • Anonimo il 27/02/2011 08:57
    "A pensar male si fa peccato ma spesso ci si indovina". Il detto di andreottiana memoria è sempre attuale. E poi lui (Andreotti) la chiesa la conosce bene.
    Arguto, diretto, ben scritto, veritiero. Eccellente Gianni!

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