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Dio, la Vita e la Morte

Dio, quando pensò di creare il respiro nell'uomo chiamato Vita, preparò per lei due chiavi per farle aprire la porta sulla quale vi era scritto Inizio e quella dove appariva scritto Fine. La prima porta si apriva di solito su scenari di luce e colori e tenere sensazioni da assimilare man mano che si progredisce, mentre la seconda si sarebbe aperta su un unico scenario buio, cieco, freddo, vuoto, senza consce emozioni, insomma: il nulla.
La Vita rifiutò quella seconda incombenza che sentiva crudele e non consona al senso d'amore e voglia di esistere che intendeva alimentare sempre e comunque.
Dio allora fissò un arco di tempo alla Vita posto fra le due porte suddivisa in fasi: l'infanzia, dedicata ai giochi e alle scoperte del primo sapere e degli affetti; l'adolescenza, per far avvertire, rafforzando, primi sentimenti d'amore e aspirazioni da realizzare; il periodo adulto per riproporre insegnamenti e esperienze e infine la vecchiaia per ultime riflessioni interiori volte soprattutto a quello che si è avuto o si è perso.
Dio, tuttavia, sapeva che durante il corso della vita, l'uomo si sarebbe forgiato con l'intelligenza nel meglio ma purtroppo anche nel peggio di sé... era libero nelle sue scelte. Per evitare che si potesse credere immortale e potente di ogni azione, decise di porre a guardia della Vita la Morte e consegnò a quest'ultima la chiave della Fine.
Dio però non si accorse che il guardiano della Vita era senza remore nell'aprire la porta, infatti agiva in qualsiasi fase, senza tenere mai conto se fosse giusto o no... se fosse il momento o no e soprattutto quando fosse stata favorita dall'uomo stesso.
Allora, non potendo intervenire sulle sue decisioni, meditò un compromesso e fece sapere alla Vita che in qualunque istante la Morte avesse proceduto nel suo compito, lo scenario, visibile all'anima varcante quell'uscio, sarebbe potuto essere quello luminoso del Paradiso per chi fosse stato puro e buono, il Purgatorio tra luci e ombre per chi si fosse pentito all'ultimo attimo dei suoi errori fatali, l'Inferno nero e senza speranza di sollievo per chi fosse stato artefice e compagno fedele sanguinario del Male, lì, suo padrone sempre dimorante!

 

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2 commenti:

  • Noir Santiago il 01/03/2011 10:06
    Affascinante il modo che hai usato per personificare la vita e la morte. Il tuoscritto fa riflettere sulla vita umana senza rendere la cosa pesante. Vita e morte agiscono nella nostra vita indiscriminatamente. In noi brulicano vita e morte: ogni secondo le nostre cellule muoiono e ogni secondo ne nascono di nuove. Noi siamo al tempo stesso la vita e la morte. e non c'è neppure una distinzione netta fra le due: da quando iniziamo a vivere, iniziamo anche a morire, che cosa buffa.
  • Anonimo il 28/02/2011 17:25
    Bellissima versione, Marhiel... piaciutissima anche a me che sono agnostico. brava. ciaociao

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