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La mano e il fuoco

C'era una volta una mano molto soddisfatta di sé, perché, nel suo maneggiare quotidiano, era capace di fare davvero di tutto.
Ella stringeva con forza il martello per battere i chiodi in profonde fessure,
poi ci appendeva sopra le tele, su cui dipingeva raffinate figure.
Impastava farina e sfornarva pani fragranti,
con ago e con stoffa cuciva abiti eleganti.
Pizzicava la chitarra con disinvoltura,
con le pinze svitava bulloni di ogni misura.
Poteva infilarsi dentro ai burattini per raccontar le fiabe a tutti i bambini,
e poteva scrivere storie brillanti sui bianchi tasti con le dita danzanti.
Piegava la carta,
sbucciava la mela,
con un cencio per terra passava la cera,
con un ferro caldo stirava i calzini,
e con la falce affilata tosava i pratini.
Insomma non c'era niente che non riuscisse a fare, ed era così orgogliosa di sé, che tutto le sembrava possibile; finché un giorno non vide qualcosa nel caminetto.
Era bello il suo aspetto: caldo e lucente sfavillava,
il fuoco sulla legna scoppiettava.
Non riuscì a resistere a quell'energia attraente,
e di afferrarlo subito le passò per la mente,
ma ahimè,
un dolore tremendo la pervase tutta,
la mano tornò indietro con ustione brutta.
Convinta che tutto poteva fare,
un'altra, e poi un'altra volta ancora ci rivolle tornare,
ma aaaahhhh quel calore,
mio dio che tremendo dolore!!
Tutta bruciata la mano piangeva,
e afflitta pensava:
quel che più male faceva,
il dolore vero, non era tanto l'ustione,
quanto il dover constatare,
che quel bel fuoco non riusciva a maneggiare.
L'ultima volta, e fu quella davvero,
entrò dentro tutta senza mai più tornare,
perché,
troppo orgogliosa di sé,
quel dolore non volle mai più provare.

 

l'autore claudio paolieri ha riportato queste note sull'opera

dedicata ai testardi, come me


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5 commenti:

  • Marcello Piquè il 29/09/2013 08:07
    grande fantasia e ben raccontata. bravo
  • Anonimo il 15/03/2011 16:51
    pur di non ammettere le nostre debolezze... piacevole lettura
  • Don Pompeo Mongiello il 05/03/2011 19:33
    Racconto significativo, apprezzato e stimato. Complimenti!
  • claudio paolieri il 04/03/2011 11:29
    testardaggine è rimettere la mano sul fuoco sperando che prima o poi smetta di bruciarci
    @giacomo: credo che modificherò cipressi, aggiungendo i versi mancanti, su facebook l'ho già fatto
  • Anonimo il 04/03/2011 10:56
    Bella fiaba racconto poesia dedicata ai testardi come me... quante volte mi sono bruciato la mano al fuoco... anche perchè amo il barbecue, pesci o carne che siano... la mia mano sa ben cucinare... ed accetta di farsi bruciare... ahahahah... ciaociao

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