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La fine

La voglia di scoparti gli potrebbe essere passata. Ha raggiunto il suo scopo, rapirti e restiruirti senza lasciarti nulla, se non quello sperma che ti ha inquinato il corpo. Questa potrebbe essere la fine.
E mesi a piangere su una storia che andava avanti senza un perchè, tirata avanti grazie a orgasmi multipli che solo uno così poteva darti.
Ho smesso di andare in chiesa.
Ho smesso con la terapia.
Ho cominciato a cominciare.
La spalla non me la guardo più. Forse per difesa, forse per attacco. Sicuro per paura. Dopo la doccia non mi giro per guardarmi la schiena allo specchio. Se non fosse per quello che ricorda sarebbe un tatuaggio davvero ammirevole. I tatuaggi sono cicatrici. Le cicatrici sono il segno di ricordi incancellabili.
Io non ho mai smesso di dimenticare.
So tutto. Tutto.
Non rubare la donna d'altri.
Non mi è successo altro che vedervi. Mano per mano. Mano sul culo. La città non è mai grande abbastanza per proteggersi dalla sfiga.
Questa potrebbe essere la fine.
Tu non hai mai capito un cazzo.
Il mio lavoro, la mia storia. Il tuo lavoro, la tua storia. I tatuaggi.
Quanto ho scopato fino adesso? Non abbastanza per sentirmi felice. Ho avuto donne che mi hanno donato il proprio corpo in ogni centimetro quadrato pur di avermi. Due alla volta, olandesi, bionde, sesso anale, luoghi pubblici, sul tavolo di casa dopo una cena, per rabbia, per noia, per vendetta, schiaffi sul culo, strangolamento durante, due strisce, quattro strisce, una spada, una bottiglia di ballantyne. Ogni scopata una cicatrice. Ogni eiaculazione una ferita, come se invece di disperdere sperma non perdessi altro che sangue.
Senza palle. Solo cuore.
Nel cassetto, il terzo, della scrivania c'è ancora tutto. Foto, lettere, foto, biglietti, cassette, rossetti, preservativi usati, bende, manette. Quante volte ho rischiato di aprire il cassetto sbagliato durante una riunione?
Una volta siete passati sotto il mio ufficio. Anche se sono al diciassettesimo piano ho abbastanza diottrie per riconoscere uno stronzo abbracciato alle tette dell'amore della mia vita.
Solo ieri la vice della società che si sta fondendo con la mia ha ingoiato un paio di volte pur di ottenere uno sconto del 3% sulle spese di commissione. Un po' di seme le è finito sulle lenti degli occhiali, un po' sulla gonna. Le macchie di sperma sono le più difficili da occultare. Ricordi? L'ho quasi soffocata contro il muro, lei in ginocchio, tette al vento, aria da emancipata del cazzo, labbra gonfie quasi da esplodere. E le ho imbrattato lo stomaco. Ha mandato tutto giù.
Mi ha promesso che sarebbe tornata.
Le ho giurato che le avrei comprato un'altra gonna.
Questa potrebbe essere la fine.

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9 commenti:

  • Guido Ingenito il 18/05/2011 16:42
    grazie Gianni e grazie Gianluca per aver sopportato questo sfogo

    Guido
  • Anonimo il 19/03/2011 13:59
  • Giovanni Barletta il 07/03/2011 17:55
    Che sei bravissimo nel trattare il mal di vivere già lo sapevo. Non hai fatto che confermarmelo. Però, ti prego, non ti fermare a questo! Anche se stai ancora cercando le tue risposte. Anzi, un respiro più ampio potrebbe darti una mano. Aspetto il 30 febbraio...
  • Guido Ingenito il 07/03/2011 16:45
    ehi ragazzi!
    grazie di essere passati e dei vostri complimenti.

    inutile dire che i vostri pareri mi aiutano a dare il meglio.
    però... non preoccupatevi di ciriticare, anche ferocemente. questo racconto scritto col cuore e il fegato ha comunque delle lacune che spero di colmare col tempo.

    un abbraccio a tutti.

    "Santo Cazzo del 30 febbraio" sarà il titolo del mio primo romanzo.
  • Anonimo il 07/03/2011 13:32
    Straziante, crudele, vero. I miei complimenti
  • Anonimo il 07/03/2011 11:43
    Ha ragione Michele... per te i complimenti sono sprecati!!!!
    sei grande Guido... ti dico solo questo...
  • Michele Rotunno il 07/03/2011 10:40
    Santo Cazzo del 30 febbraio, se ci dai dentro così ho pensato ad una seconda joe venture (si scrive così?). Dai su, impegnati che dopo lancio la seconda idea.
    Per te i complimenti sono sprecati, si rischia l'over dose.
  • Anonimo il 07/03/2011 07:04
    Si, sono d'accordo con Medina... non è facile trattare un tema scabroso come questo, e tu l'hai fatto con bravura. L'ho letto col fiato sospeso... tinte forti, che prendono il lettore. Io lo definirei drammatico. ciaociao
  • Anonimo il 06/03/2011 10:58
    Per scrivere del mal di vivere bisogna saper scrivere. Sei proprio bravo.
    20 stelline

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