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Tappeto volante

Mi capita spesso di cadere in una fase involutiva della fantasia, volgarmente si dice perdere il ritmo, e non sono riuscito, dopo tanti anni di vita sulle spalle, a capire da cosa dipenda. Spesso succede a causa di avvenimenti che come ostacoli in una corsa campestre si parano davanti costringendo a deviazioni o semplicemente a modificare appunto il ritmo della corsa.
Ultimamente, per la verità da Natale suppergiù, vuoi per problemi di salute, vuoi per problemi familiari, vuoi per intoppi dell'apparecchiatura mediatica, mi sono lasciato letteralmente andare. Inutilmente non so quante volte mi sono lasciato sprofondare sulla poltroncina a rotelle davanti a questa infernale macchina sforzandomi di ritrovare quel feeling che per tanti mesi mi ha consentito di scrivere pagine su pagine di racconti, aforismi un inizio di romanzo fermo già da tempo al secondo capitolo.
Ogni volta che ci ho provato sono rimasto addirittura per ore davanti lo schermo ad osservare incantato una bianca scogliera della Cornovaglia e a nulla è valso l'essermi sintonizzato sulle mie radio preferite, cinque in tutto, la già citata radio Monacensis, a cui vanno ad aggiungersi Celtic-rock, Calm-Radio Celtic, Bretagneblog e buon ultima Cinemix, l'unica che trasmette non stop musica da film.
Ogni volta il massimo della mia operosità è stato giocare a majong con la mente abbandonata a se stessa sotto l'effetto di una musica celtica o di qualche colonna sonora. Nei rari momenti di lucidità sono riuscito finanche a leggere la posta e qualche racconto postato sul sito, addirittura scrivendo anche un debole commento, spesso pro-forma, tanto per non perdere l'abitudine e i contatti con il mondo. Tutto nella speranza che l'estro ritornasse da chissà dove è andato a rintanarsi. Niente, la pagina del Word è rimasta totalmente immacolata, nemmeno un tiepido tentativo di scarabocchiare qualche insulsa lettera alfabetica.
Alla fine, come un novello Alfieri, mi sono deciso quasi a legarmi alla poltroncina, ho acceso il pc, formato ultimo modello, ho aperto la pagina del Word - nuovo documento, mi sono sintonizzato su Cinemix dove ho trovato una splendida musica, ritmica e non assordante e, con una mano sul bordo della tastiera, quasi a impedirla di scappare via, e l'altra a tamburellare sul mouse, mi sono lasciato andare in trance. Cacchio, prima o poi questa maledetta scintilla dovrà pur scoccare. In fondo si tratta solo di un imput, poi si scatenerà un'eruzione vulcanica. Aforismi, racconti e quant'altro (tranne le poesie) saranno eruttate dalla mente a ritmo vertiginoso.
Questa era la speranza, sperando che non restasse tale. Lentamente mi sono lasciato andare sempre di più sulla poltroncina, la mente, sotto l'effetto della musica, ha cominciato finalmente a muioversi nella direzione giusta, immagini, alcune provenienti da un lontano, infantile, passato, si sono avvicendate davanti agli occhi, ma senza raggiungere quella parte della mente che invia gli impulsi agli arti superiori. Cosicchè le mani sulla tastiera sono rimaste immobili con gli indici puntati e contrapposti come nell'affresco della Sistina.
La mente, nonostante tutto, ha continuato a viaggiare come un'anima lasciva adagiata su un alato tappeto volante. Alle bianche scogliere della Cornovaglia si sono susseguite quelle di Westminster ed ancora di Stonehenge, qualcosa ha iniziato a prendere forma, un leggero formicolio ha attravesrato carpo e metacarpo, falange e falangette, ancora un istante e la prima lettera sulla tastiera sarebbe stata finalmente raggiunta.
Si apre la porta dello studio, fa capolino una massa di capelli castani, una vocina dal tono perentorio esclama "Papà, quando hai fatto non spegnere che mi serve il computer".
Puff, Come due tessere drago del majong che si accopiinano, così la mia mente si apre alla triste realtà. Visi e volti conosciuti e solamente immaginati si guardano intorto straniti e mestamente svaniscono, la pagina del Word sembra guardarmi beffarda, con un moto di stizza clicco sulla crocetta rossa. Non mi appare nemmeno la scritta se voglio salvare il contenuto. Giuro che se fosse apparsa avrei scaraventato il pc fuori dalla finestra.

 

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9 commenti:

  • ELISA DURANTE il 08/04/2011 20:34
    "... le mani sulla tastiera... immobili con gli indici puntati e contrapposti come nell'affresco della Sistina. " Questa frase, da sola, è geniale. Descrivi benissimo il "sintomo da pagina bianca". Lieta di averti scoperto!
  • Bruno Briasco il 24/03/2011 11:54
    Qui c'è la tua anima, caro Michele, un momento di apparente assenteismo... ma se ti fa scrivere pezzi così, ben venga. Complimenti davvero... è un confessare a te stesso, e a noi, il tuo momento di difficoltà che prima o poi raggiunge tutti. Bravissimo.
  • Anonimo il 13/03/2011 21:25
    Era da un po' Michele che aspettavo un tuo nuovo pezzo... ed eccolo qui... vero, sentito e scritto di getto... ha ragione Giacomo, è un grande pezzo questo... perchè, a dispetto di quello che lamenti, dentro c'è invece una grande energia
  • Massimo Bianco il 13/03/2011 18:47
    Leggo nel tuo commento che il racconto non è una fiction come pensavo leggendolo ma la verità! La classica crisi dello scrittore davanti al foglio bianco. Strana cosa la creatività, non si sa mai quando l'idea arriva e se arriva. Meglio non cercarla, secondo me. prima o poi mentre ti fai la doccia ti viene l'intiuzione giusta e ti precipiti, bagnato, a prendere appunti. È così che accade, in genere. Saluti.
  • Anonimo il 12/03/2011 22:27
    In questo testo mi riconosco alla perfezione. Non ti demoralizzare! Non c'è una vera spiegazione a momenti di questo tipo: sono passeggeri te lo posso assicurare. Accettali per quello che sono, metti da parte per un attimo la scrittura; quando sei in questo stato, più ti sforzi, più peggiori la situazione. Quando sarà il momento sentirai il bisogno, la possibilità, la necessità di scrivere, e tutto scorrera liscio come l'olio.
  • Anonimo il 12/03/2011 12:39
    Giustissimo, Nunzio... ho scordato le pere cotte... anche le mele e la borsa dell'acqua calda, che amo quasi più della grappa. Michele, macchè errori... uno o due refusi, non son stato lì nemmeno a segnalarli( è il mio hobby)... e le ripetizioni se danno forza alla costruzione, all'impianto, ben vengano... dai, smetti di frignare e scrivi... ahahah... ciaociao
  • Anonimo il 12/03/2011 11:39
    Se l'avessi fatto il tuo computer sarebbe caduto sopra il mio, che ho defenestrato da un bel pezzo. Dice bene Giacomo, solo che si è scordato di aggiungere il tempo delle pere cotte. Per chi è in questa fase, come me, che gli rimane da fare, il suicidio assistito?
    Comunque, se ciò ti può essere d'aiuto, volevo farti sapere che il solo leggere un tuo racconto mi ha fatto ritornare la voglia di scrivere. Non so se è un buono o cattivo segno. Comunque è un segno.
    Cerca di star bene se puoi, Michele.
    Ciao
  • Michele Rotunno il 12/03/2011 11:31
    Eppure, mio caro Giac, è uno dei peggiori. C'è di buono solo che l'ho scritto con rabbia, tentando di venir fuori da una situazione di stallo letterario. È pieno di errori e ripetizioni, me ne sono accorto ora che l'ho riletto, come ben sai non rileggo mai i testi che scrivo a caldo, non ci riesco è più forte di me.
    Ma, per la miseria, quando ti fanno sfumare la fantasia è dura davvero!
    Grazie per l'icoraggiamento, a buo rendere.
    Ciao Giac
  • Anonimo il 12/03/2011 11:09
    Michele, di mari ne ho navigato... ne so qualcosa di queste ed altre crisi ma a me non la conti giusta perché questo pezzo è uno dei migliori che hai scritto. Giuro.
    Allora, dirai tu? Come è è possibile. Te lo spiego io, che di questi passaggi ispiratori ne ho passati parecchi... c'è il tempo delle more, delle mele, delle tope, dei ricordi e delle riflessioni... tu sei in questa ultima fase( non ultima in quel senso, dai... ultima che ho scritto... c'è gente che inizia dalle riflessioni e termia con la ciccia, come il sottoscritto).
    Se accetti questa spiegazione ti basta restare in questa fase fin che ne arriva un'altra magari Horror o Fantasy... fasi che a me non arriveranno mai. Tu non avrai mai quella poetica io invece l'ho un anno si e uno no... Mi sono spiegato?
    vedrai questo pezzo come sarà ben accolto... e sai perché? perchè c'é forza, in queste parole. ciaociao

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